Streetfighter V4: arriva la bomba

Streetfighter V4: arriva la bomba

Primo contatto “virtuale” con la nuova naked supercattiva di Ducati. Una moto che, dalle parole di Alessandro Valia, sembra avere tutte le carte in regola.

Vista per la prima volta a Eicma 2019, la Streetfighter V4 è stata presentata in modalitĂ  streaming lo scorso 25 marzo. Per i motivi legati all’attuale situazione sanitaria non è stato possibile effettuare la consueta presentazione alla stampa, quindi (almeno in teoria!) nessuno ha potuto provare la moto se non per i pochi chilometri che sono consentiti nel tragitto casa/lavoro.…

Vista per la prima volta a Eicma 2019, la Streetfighter V4 è stata presentata in modalità streaming lo scorso 25 marzo. Per i motivi legati all’attuale situazione sanitaria non è stato possibile effettuare la consueta presentazione alla stampa, quindi (almeno in teoria!) nessuno ha potuto provare la moto se non per i pochi chilometri che sono consentiti nel tragitto casa/lavoro. Ma dalle parole di Alessandro Valia, pronunciate appunto in occasione della diretta social, è emerso chiaro come la nuova Streetfighter rispetti appieno quelle che erano le premesse.

Proviamo a riassumere in breve le sue caratteristiche principali, basandoci sulle informazioni che Ducati ha divulgato alla stampa specializzata.

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La Streetfighter V4 è facile da guidare

Relativamente ai 208 Cv, ovvio! Ma in Ducati hanno lavorato duro per rendere fruibile la moto anche in un contesto non sportivo, questo grazie all’elettronica della Panigale V4 e alle ali in configurazione biplano sviluppate in collaborazione con Ducati Corse. Vi è poi una mappa dedicata del controllo motore che ne consente un più semplice utilizzo nell’impiego su strada. Inoltre, grazie al rapporto finale più corto (1 dente in più su corona), si ha una coppia alla ruota superiore del 10%, il che significa anche una maggiore fruibilità nella guida di tutti i giorni, riducendo l’utilizzo del cambio.

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E’ una moto a suo agio anche in città

Questo per la disattivazione automatica dei cilindri della bancata posteriore, quando la temperatura dell’acqua è superiore ai 75°. Si riduce così significativamente uno dei difetti piĂą evidenti della Panigale nell’utilizzo quotidiano, ovvero l’eccessivo calore proveniente dal motore e dai collettori di scarico. Per la versione S, poi, il controllo elettronico delle sospensioni risulta particolarmente efficace nella guida cittadina in quanto offre un assetto di queste particolarmente adatto nell’assorbire al meglio le asperitĂ  (riding mode Street).

La nuova Streetfighter è una moto comoda

Grazie al manubrio alto e largo (comunque regolabile) che non carica il peso del pilota sui polsi. Inoltre, la posizione di guida del pilota è quella tipica di una moto naked, non estrema, con il vantaggio di una sella ben imbottita (60 mm di schiuma). Infine, anche le pedane non hanno una posizione “aggressiva”; ne risulta un’ergonomia adatta per affrontare situazioni cittadine e le strade extraurbane.

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E’ cattiva

Parliamoci chiaro, qui siamo di fronte a una moto che pesa 178 Kg e sviluppa una potenza di 208 Cv! Il tutto in un contesto del tutto privo di protezione aerodinamica. A qualcuno non sarà sfuggito che una delle migliorie più importanti della Panigale V4 MY 2020 rispetto alla versione dell’anno precedente fosse proprio il diverso pacchetto aerodinamico: cupolino più alto e carene più ampie, il tutto a maggiore protezione del pilota. Cosa succederà con la Streetfighter V4 completamente priva di ogni riparo? Non sarebbe stato meglio dotarla di un seppur piccolo cupolino?

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E’ bella

Questo a nostro avviso, ovviamente, ma secondo noi i designer in Ducati hanno fatto un buon lavoro, lasciando il più possibile in vista il telaio Front Frame e il potente Desmosedici Stradale da 1103 cc. Grintoso anche l’avantreno con il proiettore che rimanda a quello della Panigale V4, con la classica firma del DRL a V che caratterizza molte delle nuove Ducati

E’ una moto che andrà forte in pista

Sempre che siate dotati di un collo taurino e dei polsi dalla presa d’acciaio! A parte questo, le premesse ci sono tutte: il motore spinge fortissimo, le quote della ciclistica sono le stesse della Panigale V4 (solo il forcellone è appena più lungo), quindi adatte all’uso sportivo, tanto che anche sulla Streetfighter V4 si è dovuti a ricorrere alle ali, qui in configurazione biplano, per ridurre il “galleggiamento” della ruota anteriore alle alte velocità e la tendenza all’impennata. Le ali, inoltre, incrementano la stabilità durante le fasi di frenata, ingresso e percorrenza di curva, svolgendo quindi anche una funzione di maggiore sicurezza. A favorire la maneggevolezza anche la particolarità dell’albero motore controrotante che contribuisce a ridurre l’effetto giroscopico delle ruote.

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E’ all’avanguardia

Soprattutto la versione S, che si differenzia dalla base per i cerchi forgiati Marchesini e le sospensioni Öhlins controllate dal sistema di seconda generazione della stessa azienda. Una soluzione che è in grado di fare la differenza, in quanto il sistema regola in maniera automatica lo smorzamento in compressione ed estensione delle sospensioni in risposta allo stile di guida. Poi, tutto il pacchetto elettronico è lo stesso di quello della V4, ovvero, tradotto in poche parole, il più prestazionale e affidabile fra quelli che sono attualmente disponibili sul mercato.

La Streetfighter V4 è una moto per…

… chi se la sente di portare a spasso 208 Cv su una moto naked! Folli? No, in realtĂ  il V4 ha caratteristiche tali di elasticitĂ  che, se non si superano determinati regimi (fino a 6/7000 giri), permette di andare tranquillamente in giro in quarta o quinta senza problemi. Insomma, una moto supermuscolosa che si adatta anche a fare la brava ragazza. Una moto che piacerĂ  anche agli amanti della tecnica vista la sua incredibile dote di controlli elettronici. Insomma, Ducati lancia la sfida nel settore delle naked supercattive e lo fa lasciando il segno.

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