V4 superleggera: nuda è una bomba sexy

V4 superleggera: nuda è una bomba sexy

La Superleggera V4 è la massima espressione delle capacità tecniche e dell’esperienza di Ducati nel mondo delle moto supersportive.

Da veri maniaci del motociclismo a noi la nuova V4 Superleggera piace nuda! Sì, diciamolo chiaramente, con le carene su non attira molto la nostra attenzione, sia perché siamo un po' snob e a noi le moto da centomila euro non piacciono, sia perché la vista di quelle enormi appendici aerodinamiche in configurazione biplano dà sinceramente fastidio: troppo grandi, invasive,…

Da veri maniaci del motociclismo a noi la nuova V4 Superleggera piace nuda! Sì, diciamolo chiaramente, con le carene su non attira molto la nostra attenzione, sia perché siamo un po’ snob e a noi le moto da centomila euro non piacciono, sia perché la vista di quelle enormi appendici aerodinamiche in configurazione biplano dà sinceramente fastidio: troppo grandi, invasive, antiestetiche!

Poi, a chi mai serviranno? Possiamo facilmente immaginare che la stragrande maggioranza dei suoi acquirenti la terrà ferma da qualche parte, o per motivi di speculazione o per pura mania da collezionista compulsivo!

Ne consegue, quindi, un po’ come per la volpe con l’uva, che a noi della Superleggera non interessa poi un granché.

Questo però, appunto, finché è tutta vestita, perché quando perde le sue sovrastrutture e si svela in tutta la sua magnificenza al maniaco motociclistica cala la mascella.

Che dire di quel telaio in carbonio, delle mille finezze che si possono scoprire solo frequentandola da vicino, toccandola, anzi, sfiorando con i polpastrelli le superfici in titanio, lega di alluminio e altri materiali nobili?

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Con un bicchiere di cognac, alla luce di un abat-jour, voi e lei da soli: non vi piacerebbe?

Ah sì, perché qui gli ingegneri Ducati ci sono andati giù duri: prendete, così tanto per fare un esempio, il telaio Front Frame o il forcellone monobraccio, entrambi in fibra di carbonio: che capolavori!

Siamo convinti che si potrebbero trascorre molto piacevolmente alcune ore solo per fare la conoscenza con i cerchi, pure questi in fibra di carbonio con i mozzi in alluminio avvitati, oppure con particolari come il tappo radiatore in alluminio ricavato dal pieno o la chiave di accensione dedicata con inserto di alluminio su cui è riportato il numero della moto.

Ma andiamo per ordine e iniziamo la nostra degustazione dalla ciclistica: come detto telaio e forcellone sono in fibra di carbonio e sono stati messi a punto internamente in Ducati, dopo innumerevoli studi e fasi di controllo.

Il telaio della Superleggera V4 pesa 1,2 Kg in meno rispetto al già leggero telaio in lega di alluminio della Panigale V4 e si abbina a un telaietto posteriore, sempre in carbonio, per un uguale e ulteriore risparmio di peso.

Il forcellone monobraccio, realizzato con la stessa tecnologia del telaio, pesa 0,9 Kg in meno, nonostante sia più lungo per incrementare il carico sull’anteriore.

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Per la trasmissione finale, si impiega una catena Regina ORAW2, la stessa impiegata in MotoGp, che lavora su una corona in Ergal; questi due componenti portano ad una riduzione di peso di 1,4 Kg rispetto a quelli impiegati sulla Panigale V4. A dx, il V4 di 90° è alleggerito grazie all’utilizzo di viti in titanio e alluminio.

La ciclistica della Superleggera V4 si completa con sospensioni Öhlins che vedono una forcella pressurizzata a steli rovesciati NPX25/30 da 43 mm di diametro con piedini in alluminio ricavati dal pieno e l’ammortizzatore TTX36 dotato di molla in titanio e di valvole idrauliche derivate da quelle impiegate in MotoGP.

Per avere di meglio, probabilmente, bisogna chiamarsi Dovizioso!

Visto poi che la nostra bella è nuda sotto i nostri occhi, come non accorgersi del suo motore? Siamo davanti al quattro cilindri da 998 cc in versione alleggerita, con l’utilizzo di viti in titanio e alluminio, una nuova e più leggera frizione a secco a 8 dischi, alberi a camme e tamburo cambio alleggeriti, pompa olio senza stadio di recupero dalle teste e collettori in titanio abbinati a un silenziatore omologato Akrapovic in titanio: la bilancia, che immaginiamo certi ingegneri Ducati si portino anche a letto, fa segnare un meno 2,8 Kg rispetto al 1100.

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Il Desmosedici Stradale R della Superleggera V4 è equipaggiato con una frizione a secco STM Evo-Sbk realizzata in alluminio dal pieno con campana e pacco dischi da 48 denti; i dischi sono 8 condotti e 8 guarniti, con diametro di 138 mm.

Beh, del resto, non si chiama Superleggera? Nessun dubbio, visto che il suo peso a secco è di 159 Kg (16 Kg in meno della Panigale V4!), per un rapporto potenza/peso pari a 1,41 Cv/Kg, che rappresenta un dato notevolissimo per una moto omologata.

In configurazione pista, poi, grazie al Racing kit, la potenza sale a 234 Cv, il peso scende a 152,2 Kg, con un rapporto potenza/peso di 1,54 Cv/Kg.

Ok, va bene, ma ci sarà qualche pazzo che effettivamente la porterà in pista?

Nel caso, sappiate che si avvantaggerà di nuovi parametri di funzionamento dei controlli associati di default a tre Riding Mode riprogrammati e con denominazione specifica (Race A, Race B e Sport). Inoltre per la prima volta si aggiungono cinque Riding Mode personalizzabili con i propri settaggi preferiti.

Quindi, se vinceste in qualcuna delle lotterie attualmente disponibili e di conseguenza faceste vostra la nuova Superleggera, il nostro consiglio è comunque quello di godersela come abbiamo fatto noi, in modalità “Cinquanta sfumature di grigio”!

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Sarebbe un vero peccato, a meno che non siate dei piloti professionisti, portare a spasso su un circuito un vero purosangue come questo per scoprire che, come prestazioni, siete effettivamente inadeguati; molto meglio ammirarla in salotto, ovviamente senza carene!

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