Le novità della gamma Ducati 2020

Le novità della gamma Ducati 2020

Nessuno stravolgimento per il 2020, ma continua il cambio di passo avviato l’anno scorso per quanto riguarda la nuova gamma Ducati.

Ducati persegue, anche nel 2020, la stessa strada che aveva inaugurato per i modelli del 2019, ovvero quella di una adeguamento qualitativo di tutta la gamma verso i massimi livelli, senza novità eclatanti, ma con passi sicuri in questa direzione, come dimostra l'impiego, ormai su quasi tutti i modelli, della piattaforma inerziale che consente, partendo da un modello entry level…

Ducati persegue, anche nel 2020, la stessa strada che aveva inaugurato per i modelli del 2019, ovvero quella di una adeguamento qualitativo di tutta la gamma verso i massimi livelli, senza novità eclatanti, ma con passi sicuri in questa direzione, come dimostra l’impiego, ormai su quasi tutti i modelli, della piattaforma inerziale che consente, partendo da un modello entry level come lo Scrambler 800, di fornire supporto tecnologico e di sicurezza di primissimo livello.

Vanno quindi intese in questo senso le novità Ducati per le supersportive, con la V4 che fa sue molte delle preziosità tecniche della versione R, mentre la due cilindri, anche dal punto di vista del design, riduce molto il gap tecnologico finora avvertito nei confronti del modello quattro cilindri.

Anche per la Streetfighter, l’unica vera novità Ducati 2020 assoluta, si possono fare le stesse considerazioni, in quanto non siamo davanti a una versione “ridotta” della V4, adeguando motore e ciclistica per gestire la potenza del quattro cilindri su una moto priva di carena e con manubrio alto, ma alla trasposizione, con poche modifiche, di quasi tutte le caratteristiche tecniche e prestazionali che hanno reso la V4 la moto supersportiva di gran lunga più venduta sia nel 2018 che nel 2019: tutto ciò grazie all’innovazione delle ali biplano, testimonianza evidente di come le innovazioni e gli studi effettuati per la MotoGp abbiano poi un riscontro, in questo caso quasi immediato, con il mondo della produzione di serie.

Da questo punto di vista, fa un certo effetto la notizia che molti ingegneri di Ducati Corse abbiano lavorato direttamente allo sviluppo della versione 2020 della V4, con l’obiettivo, come ha dichiarato Claudio Domenicali, Amministratore Delegato Ducati Motor Holding; “…di rendere la Panigale V4 più facile, meno affaticante e più ripetibile nella performance anche su fondi sconnessi. È più veloce di fronte al cronometro, e questo miglioramento è tanto maggiore quanto minore è il potenziale del pilota, dunque più elevato per un amatore che per il rider professionista”.

In foto, Paolo Quattrino, Marketing Product Manager di Ducati per Streetfighter, Panigale V2 e Panigale V4.

Parole che sono state pronunciate durante la Ducati World Première 2020, alla presentazione di tutte le novità di Borgo Panigale per il prossimo anno, che si è svolta a Rimini, di fronte a oltre mille persone in rappresentanza di 71 paesi: un incontro che, al di là dei prodotti presentati, ha colpito per l’atmosfera di orgoglio di un’azienda italiana che dimostra un’ottima salute e per una certa dose di sano anticonformismo, come dimostrano i riferimenti alla “The Fight Formula” e all’espressione folle del Joker, il personaggio dei fumetti a cui si è ispirato il Centro Stile Ducati nel realizzare il frontale della nuova Streetfighter.

Particolare, infine, la scelta di allargare notevolmente la presenza di Ducati nel settore delle Ebike (di cui presentiamo la prova della Mig-RR proprio in questo numero), offrendo così sul mercato una vera e propria gamma, partendo dai modelli più esclusivi fino a quelli per l’uso quotidiano: che in Ducati si siano accorti che i margini di profitto garantiti da questo tipo di prodotti siano notevolmente più alti di quelli del mondo motociclistico? Tutto ciò sembra comunque essere una premessa per un futuro non poi così lontano: a quando la prima Ducati con motore elettrico?

Per presentare al meglio le novità 2020 di Ducati abbiamo interpellato Paolo Quattrino, Marketing Product Manager Streetfighter, Supersport e Panigale V4: senz’altro una delle persone più adatte per approfondire la conoscenza della nuova naked supersportiva. Quattrini ci accompagnerà anche nell’introduzione dei modelli Panigale V4 e V2.

DUCATI STREETFIGHTER V4

Lo Streetfighter V4 è un modello completamente nuovo: quali sono le caratteristiche peculiari di questa moto, a chi è rivolta, com’è stata sviluppata?

Sicuramente propone una moto che tutti gli appassionati chiedevano, cioè un nuovo Streetfighter, un modello che si posizioni al vertice sia della gamma Ducati che del mercato delle naked superprestazionali. Come naked in gamma abbiamo il Monster 1200, che però rispetto allo Streetfighter si rivolge a una clientela diversa. Ducati_Streetfighter-S_04Il Monster 1200 è una moto sì sportiva, però non così estrema nelle prestazioni, nel look e nella dotazione tecnica come invece lo è lo Streetfighter. Lo Streetfighter V4 di fatto era già nei nostri progetti quando è stata disegnata la Panigale V4, come ha sottolineato anche Claudio Domenicali dicendo che è una Panigale V4 senza carene. Perché effettivamente si è voluto mantenere quanto più possibile tutto ciò che c’è nella Panigale V4. Quindi il telaio, il motore, la maggior parte della ciclistica; è stato modificato solo ciò che era necessario per trasformare una sportiva carenata in una vera streetfighter, per ottenere proprio quello che richiede tale cultura, ovvero partire da una sportiva, toglierle le carene e aggiungere il manubrio alto. Questo è il concetto di base. Poi, la differenza rispetto a quanto fatto in passato e a quanto realizza la concorrenza, è appunto resa evidente dal tema delle ali. Chiaramente, non si voleva creare un motore depotenziato, come magari fanno altri concorrenti, ma, proprio per differenziarsi da loro, si è creato qualcosa di ‘folle’, quello che rappresenta Joker, e la prima cosa chiaramente sono i cavalli. Non si poteva dare alla moto un look aggressivo e una cavalleria tutto sommato ‘normale’ per il segmento, quindi nell’ordine dei 170-180 cavalli; semplicemente, al motore Desmosedici stradale 1100 sono stati eliminati i cornetti a lunghezza variabile, perché agli alti regimi non ci interessava avere tutta la potenza del V4, in quanto lo Streetfighter è sì una naked sportiva, ma in pista magari ci andrà una o due volte all’anno. Poi, per gestire i 208 cavalli non abbiamo fatto una scelta tradizionale, quindi lavorando pesantemente sulla ciclistica, bensì aggiungendo le ali, una soluzione che non ha un impatto solo estetico, ma ha soprattutto una valenza tecnica, perché i 28 chili di carico verticale che ci garantiscono, di cui l’80% sulla ruota anteriore, di fatto incrementano la stabilità necessaria per gestire tutti questi cavalli”.

Quindi la ciclistica è stata pensata per una moto estremamente reattiva, rapida e maneggevole.

Esatto. Però questo è stato possibile grazie alle ali, altrimenti il forcellone, che è già un po’ più lungo della V4, si sarebbe dovuto allungare di più, magari aumentando anche l’avancorsa e l’inclinazione del cannotto, che invece sono esattamente le stesse della V4”.

Si può dire che le ali hanno permesso di non scendere a compromessi e di allungare la famosa coperta corta?

Esatto, quindi mantenendo una moto agile e svelta nello scendere in piega e nello stesso tempo anche stabile alle alte velocità”.

Ducati_Streetfighter-S_05
Lo Streetfighter V4 utilizza lo stesso strumento full-TFT da 5” a colori della Panigale V4: elemento principale del cruscotto è il contagiri circolare virtuale, posto sul lato destro. La versione S è equipaggiata con sospensioni Öhlins a controllo elettronico basate sul sistema Öhlins Smart EC di seconda generazione con un sistema che regola in maniera automatica lo smorzamento in compressione ed estensione delle sospensioni in risposta allo stile di guida.

A cosa si riferiva Domenicali quando ha parlato di difficoltà iniziali nello sviluppo?

Onestamente non lo so (ride). Di fatto la moto è nata sana. Probabilmente le maggiori difficoltà erano quelle di dargli un comfort ancora migliore nella guida su strada, perché chiaramente sulle sospensioni si è lavorato, ma il meno possibile. Quello su cui ci si è concentrati molto è stata la sella; rispetto a quella del V4 è molto ben imbottita perché ci sono ben 60 mm di materiale. E’ stata ridotta la differenza di altezza tra la sella del passeggero e la sella del pilota di 25 mm, è stata ridisegnata, chiaramente, la posizione delle pedane e la posizione del manubrio. Infatti se si sale sulla moto si nota subito la postura comoda. Certo, gli appassionati chiedono, per queste moto, aggressività e prestazioni, ma alla fine, siccome è una naked e se ne fa il relativo utilizzo, magari guidandola tutti i giorni, deve essere anche confortevole”.

Interpreta meglio il concetto di streetfighter rispetto al modello precedente?

Sì, certo, perché la versione precedente soffriva proprio del fatto che si era intervenuti pesantemente sulla ciclistica, mentre in questo caso la ciclistica è fondamentalmente quella della Panigale V4. Guardando la scheda tecnica, confrontandola, l’unica cosa che cambia è l’interasse, perché è chiaro che un interasse maggiore con 208 Cv fosse necessario, anche perché siamo scrupolosi sul concetto di stabilità, nel senso che non si vuole scendere a compromessi, magari rinunciando alla stabilità a favore di una moto visivamente ancora più compatta. E’ importante la sicurezza di marcia”.

Lo Streetfighter V4 in un colpo d’occhio

Ducati_Streetfighter-S_06

Colorazioni
Ducati Red con telaio grigio scuro e cerchi neri

Principali dotazioni
Motore Desmosedici Stradale, 1103 cc
Telaio “Front Frame”
Serbatoio in alluminio da 16 litri
con capacità sotto la sella
Forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm,
completamente regolabile
Mono-ammortizzatore Sachs, completamente regolabile
Ammortizzatore di sterzo Sachs
Impianto frenante con pinze monoblocco Brembo Stylema
Pneumatici Pirelli Diablo Rosso Corsa II con posteriore 200/60
Ali a configurazione biplano
Pacchetto elettronico di ultima generazione con Inertial Measurement Unit a 6 assi (6D IMU): ABS Cornering EVO; Ducati Traction Control (DTC) EVO 2; Ducati Slide Control (DSC); Ducati Wheelie Control (DWC) EVO; Ducati Power Launch (DPL); Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2; Engine Brake Control (EBC) EVO
Pulsanti per cambio rapido dei livelli
Cruscotto full-TFT da 5”
Riding Mode (Race, Sport, Street)
Proiettore full-LED con DRL
Configurazione bi posto
Predisposizione per Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS) e Ducati Multimedia System (DMS)

Prezzo
Euro 19.990

Lo Streetfighter V4 S in un colpo d’occhio

Colorazioni
Ducati Red con telaio grigio scuro e cerchi neri

Dotazioni diverse rispetto alla Streetfighter V4
Ducati Electronic Suspension (DES) EVO
Forcella Öhlins NIX-30 con sistema di controllo Öhlins Smart EC 2.0
Amm. Öhlins TTX 36 con sistema di controllo Öhlins Smart EC 2.0
Amm. di sterzo Öhlins con sistema di controllo Öhlins Smart EC 2.0
Cerchi forgiati in alluminio Marchesini

Prezzo
Euro 22.990

Per il nuovo Streetfighter V4 si è applicata quella che in Ducati hanno definito come “Fight Formula”, ovvero 178 kg di peso, motore Desmosedici Stradale da 208 Cv, ali biplano e pacchetto elettronico di ultima generazione. Un mix necessario per elevare al massimo livello il concetto di streetfighter moderna, ovvero una moto estrema con prestazioni al vertice del segmento, senza compromessi, con un design estremamente aggressivo: infatti, il telaio e il motore sono in bella vista, solo parzialmente coperti da sovrastrutture ridotte al minimo, con un frontale che ricorda Joker, il personaggio dei fumetti a cui si sono ispirati i designer Ducati.
Tutta l’aggressività visiva e di sostanza dello Streetfighter è resa sostenibile dall’elettronica, la stessa della Panigale V4 (con piattaforma inerziale a 6 assi) e dalle ali in configurazione biplano sviluppate da Ducati Corse: questa soluzione consente di generare un carico di 28 kg sulla ruota anteriore a 270 km/h (velocità del resto non certo a portata di tutti!), riducendo gli alleggerimenti della stessa, a tutto vantaggio di sicurezza e stabilità.
Altre modifiche rispetto alla Panigale V4 sono il rapporto finale più corto, una mappa dedicata del controllo motore, i cornetti di aspirazione fissi. La posizione in sella del pilota è stata ovviamente rivista rispetto alla moto da cui deriva, considerata la presenza di un manubrio alto e largo; per un miglior comfort, poi, la sella ha un’abbondante imbottitura e le pedane pilota sono in una posizione meno estrema.
Il serbatoio è in alluminio da 16 litri con una parte di capacità collocata sotto la sella del pilota, tanto che nella sua parte anteriore lo spazio libero è stato utilizzato per collocare tutta l’elettronica, inclusa la batteria.
Lo Streetfighter V4 è disponibile anche in versione S, con cerchi forgiati Marchesini e sospensioni Öhlins a controllo elettronico Smart EC 2.0 di seconda generazione.

PANIGALE V4 MY 2020

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Per avere chiarimenti e un approfondimento sul tema della Panigale V4 versione 2020 ci siamo sempre rivolti a Paolo Quattrino. Ecco cosa ci ha raccontato. Partiamo, quindi, subito con le domande.

Tante importanti novità per la V4, ma non per la V4 R.

La V4 R è rimasta invariata, quella che ha subito modifiche è stata la V4”.

Che tipo di modifiche?

Orientate fondamentalmente ad aumentare le prestazioni e a rendere la moto più facile da guidare: si è visto che la moto, la più venduta tra le sportive nel 2018-2019, per l’amatore era una moto un po’ difficile da gestire nel senso che richiedeva concentrazione e un impegno fisico che non tutti hanno. L’obiettivo principale era di rendere la moto più facile, più intuitiva, e che facesse divertire maggiormente in pista”.

Forse, in certi casi, queste erano le caratteristiche che facevano orientare verso alcune concorrenti.

Esatto. Nello stesso tempo questo di fatto porta il pilota a sentirsi più a suo agio in pista, più inserito nella moto, più sicuro, più confidente e, automaticamente, va più veloce. Quindi il risultato finale è una moto più facile e anche più veloce. Un grosso aiuto arriva dal pacchetto aerodinamico, perché tutto l’incremento prestazionale che abbiamo notato nei tempi, diciamo per un 40%, deriva dal pacchetto aerodinamico”.

Poi c’è la riduzione delle rigidità.

40-30-30 si può dire. 40% merito del pacchetto aerodinamico, 30% di tutto il lavoro fatto sulla ciclistica e un altro 30% per le nuove mappe con logiche differenti della gestione del ride by wire. Quindi sono tutti microaffinamenti, nel senso che non ci sono interventi pesanti, anche grazie al fatto che i nuovi colleghi dalle corse sono passati a fare anche sviluppo sulle sportive”.

Quindi la moto sostanzialmente è quella del 2019, con poche modifiche?

Sì, al 90% è la V4 precedente, sulla quale sono state fatte queste migliorie. Chiaro che hanno anche un impatto sulla componentistica, perché, ad esempio, le molle della forcella sono diverse, il mono posteriore è diverso”.

Anche il telaio?

Sì il telaio è diverso, questo è importante perché è il telaio della R che nella guida in pista, grazie anche al feedback di Ducati Corse, ai massimi angoli di piega flette di più e quindi fa lavorare meglio gli pneumatici”.

Vi siete ispirati alla V4 25° Anniversario 916?

No, perché la V4 25° Anniversario non ha il pacchetto aerodinamico. Quello che ha anticipato la V4 25° Anniversario è il Dtc e il Dqs Evo, quello sì. Quindi se uno considera i vari step della gamma V4 sopra a tutti c’è la R, poi la 25° e infine la V4

La Panigale V4 in un colpo d’occhio

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Colorazioni
Ducati Red con telaio Dark Grey e cerchi neri

Principali dotazioni
Pacchetto aerodinamico by Ducati Corse
Motore Desmosedici Stradale, 1103 cc
Nuova logica di gestione della richiesta di coppia da parte del pilota
Telaio “Front Frame” con specifiche Ducati Corse
Telaietto anteriore in Magnesio
Forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm,
completamente regolabile con nuova taratura
Ammortizzatore posteriore Sachs,
completamente regolabile con nuova taratura
Ammortizzatore di sterzo Sachs
Pacchetto elettronico di ultima generazione con piattaforma inerziale a 6 assi: ABS Cornering EVO; Ducati Traction Control (DTC) EVO 2; Ducati Slide Control (DSC); Ducati Wheelie Control (DWC) EVO; Ducati Power Launch (DPL); Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2; Engine Brake Control (EBC) EVO
Pulsanti per cambio rapido dei livelli
Riding Mode (Race, Sport, Street)
Serbatoio in alluminio da 16 litri
Cruscotto full-TFT da 5”
Proiettore full-LED con DRL
Sella con “logo V4”
Configurazione biposto a corredo
Impianto frenante con pinze monoblocco Brembo Stylema
Pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP con posteriore 200/60
Predisposizione per Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS), Ducati Lap Timer GPS (DLT GPS) e Ducati Multimedia System (DMS)

Prezzo
Euro 23.490

La Panigale V4 S in un colpo d’occhio

Colorazioni
Ducati Red con telaio Dark Grey e cerchi neri

Dotazioni diverse rispetto alla Panigale V4
Sospensioni ed ammortizzatore di sterzo
con sistema Öhlins Smart EC 2.0
Forcella Öhlins NIX-30 con nuova taratura
Ammortizzatore Öhlins TTX 36 con nuova taratura
Ammortizzatore di sterzo Öhlins
Cerchi Marchesini forgiati in alluminio
con colorazione total black
Batteria agli ioni di litio
Manopole sportive

Prezzo
Euro 28.790

Sinceramente, dopo averla provata, la V4 ci era sembrata la moto perfetta, in quanto a una potenza estrema, di difficile utilizzo per un pilota di normali capacità, abbinava una piacevole versatilità che la rendeva utilizzabile anche su strada senza un particolare impegno fisico, pur con le dovute attenzioni sull’apertura della manopola del gas!
A quanto pare, invece, gli input che sono arrivati dai Ducatisti segnalavano una certa difficoltà dell’utente nel rapportarsi con una moto di tale potenza (parliamo sempre di 214 Cv!) soprattutto, immaginiamo, nell’utilizzo in pista: in questo contesto, in effetti, è abbastanza facile accorgersi di non stare sfruttando in pieno la potenza e le caratteristiche della V4 anche perché, se foste in grado di farlo, si aprirebbe davanti a voi un futuro da pilota!
Resta il fatto che in Ducati si sono impegnati molto su questo fronte, lavorando con tutta una serie di modifiche che hanno interessato aerodinamica, ciclistica, controlli elettronici e mappatura del sistema Ride by Wire.

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Le ali della Panigale V4 sono realizzate in materiale termoplastico rinforzato con fibra di vetro per conferire elevata robustezza e rigidezza. I nuovi sfoghi aria incrementano la velocità di attraversamento dell’aria di raffreddamento dei radiatori acqua e olio rispettivamente di + 6% e + 16%.

Può sembrare un paradosso, ma una parte di tali variazioni sul tema, avendo come obiettivo quello di rendere la V4 più fruibile, derivano dalla R, ovvero la versione in gamma V4 lontana anni luce dalle abilità del pilota comune!
In effetti, dalla R la versione 2020 eredita il pacchetto aerodinamico, il telaio “Front Frame”, con rigidezze modificate per un maggiore feeling dell’anteriore ai massimi angoli di piega, e le strategie EVO 2 del controllo di trazione (per migliorare sensibilmente la gestione della potenza in uscita di curva) e del cambio elettronico.
Il nuovo pacchetto aerodinamico prevede ora plexiglas, cupolino (più largo di 15 mm per lato) e carenature laterali (più 38 mm per lato) di maggiori dimensioni, oltre a più efficienti estrattori laterali per i radiatori e le famose appendici aerodinamiche
Anche la nuova mappatura del sistema Ride by Wire va in questa direzione, in quanto in modalità pista offre una maggiore linearità tra richiesta del pilota e coppia erogata, semplificando così la guida. In questo senso, sono molto importanti le modifiche a livello di setup delle sospensioni, ora con molle meno rigide e più precaricate, così da migliorare il controllo dell’affondamento anteriore in frenata rendendo la moto più intuitiva e facile in inserimento di curva, soprattutto per l’amatore.
Queste caratteristiche, come ha indicato Claudio Domenicali nel corso della presentazione del modello, hanno consentito anche a un pilota professionista e di altissimo livello come Michele Pirro di abbassare il suo tempo sul giro rispetto alla precedente versione della V4; ma dove il gap prestazionale è stato veramente notevole lo si è verificato con un pilota di caratteristiche standard, capace di abbassare di vari secondi il suo best lap: dimostrazione di come una moto più facile da guidare, mano a mano che si abbassa il livello di chi guida, permetta di ottenere prestazioni migliori, anche se il senso comune potrebbe far propendere per una conclusione opposta.
Infine, ricordiamo come la versione “S” sia dotata di sospensioni Öhlins a controllo elettronico di seconda generazione, così da sfruttare tutte le potenzialità offerte della piattaforma inerziale.

PANIGALE V2

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Terminiamo la nostra intervista a Paolo Quattrino affrontando il tema della Panigale V2 chiedendogli quali sono le novità che presenta e quali sono gli obiettivi che si intendono raggiungere con questa moto.

La Panigale V2, a nostro giudizio, è venuta molto bella, nel senso che riprende tutta l’eleganza e il carattere tipico delle sportive Ducati. Quello che siamo riusciti a fare rispetto a 748, 749 e a tutta la famiglia delle medie o super medie come il 959, è stato proprio dargli una sua identità. Al di là del nome, che sottolinea come impieghi un motore diverso rispetto alla Panigale V4, la moto è diversa anche nel look, nell’estetica, nel senso che se uno confronta la V2 con la V4 2020 nota proprio come sia una moto diversa, anche visivamente, perché è più compatta. La V2 reinterpreta quelli che sono i concetti della 959, quindi è una moto che comunque è facile da guidare, divertente, che in pista ti fa divertire, ma senza impegnarti molto. Con la V2 si è voluti andare oltre anche a livello di estetica, perché a nostro giudizio la moto è più bella del 959: ha il forcellone monobraccio e lo scarico che è stato ridisegnato utilizzando un layout interno simile a quello del V4”.

Il monobraccio ha un motivo estetico o tecnico?

Tendenzialmente estetico, perché comunque il 959, a livello di ciclistica, era una moto comunque apprezzata, sana, divertente. Quello che si voleva fare era impreziosirla ancora di più, quindi renderla ancora più bella, più prestazionale perché comunque ha quei 5 Cv in più che gli derivano da un nuovo snorkel che fa perdere meno pressione lungo il condotto; inoltre, è Euro 5”.

E’ la prova quindi che anche un V2 potente possa rispettare la nuova normativa?

Assolutamente sì, nonostante l’Euro 5 richieda catalizzatori di maggiori dimensioni e più impregnati, comunque siamo riusciti ad avere 5 cavalli in più di erogazione e anche 2 Nm di coppia in più che non guastano mai. Poi è una moto più evoluta a livello di elettronica, perché rispetto al 959 ha il traction control Evo 2 e anche il quick shift, attivo anche in scalata, è Evo 2, il che migliora la prestazione ad alto numero di giri, tipici dell’impiego in pista. Quindi è una moto più bella, più prestazionale in pista e anche più godibile su strada, perché è stato fatto un grande lavoro a livello di taratura sospensioni e di scelta di pneumatici per rendere la moto più confortevole nell’utilizzo stradale, senza per questo però pregiudicarne le prestazioni in pista”.

Ducati_Panigale-V2_16
La Panigale V2 sfrutta le potenzialità della piattaforma inerziale a 6 assi in grado di rilevare istantaneamente angolo di rollio, di imbardata e di beccheggio della moto nello spazio. Il pacchetto elettronico che ne consegue prevede ABS Cornering Evo (estende l’intervento dell’ABS anche a moto inclinata), controllo di trazione Evo 2, sistema di controllo impennata Evo, cambio elettronico Evo 2, freno motore Evo. I parametri di funzionamento di ciascun controllo sono associati di default ai tre Riding Mode (Race, Sport e Street), anche se vi è la possibilità di personalizzarli.

L’obiettivo era una moto con caratteristiche più stradali rispetto alla 959?

Non solo più stradale, nel senso che in tale impiego può essere molto godibile, perché comunque rimane sempre una sportiva. Diciamo che è una sportiva che, rispetto alla V4, è più sfruttabile su strada; abbiamo lavorato su questa capacità, quindi c’è una diversa taratura delle sospensioni: ad esempio, l’ammortizzatore posteriore è più lungo di 2 mm e la forcella è stata sfilata, così da alzare il baricentro della moto di circa 10 mm e questo ha un impatto maggiore sia nell’utilizzo in pista che su strada. Mentre invece la taratura diversa delle sospensioni ha aumentato il comfort”.

Quindi più stradale, ma non meno pistaiola?

Esatto, è tutto un più rispetto alla 959, quindi più bella, più godibile su strada, più performante anche se è Euro 5”.

Quali sono le caratteristiche principali del traction control Evo 2?

La caratteristica principale è che il sistema interviene non quando la ruota posteriore inizia a perdere aderenza, ma è predittivo, quindi riesce a leggere l’intensità con cui la perdita di aderenza avviene. Di conseguenza, agisce sul taglio della coppia erogata prima ancora che la ruota inizi a perdere aderenza. Questo rende il controllo molto più veloce nella reazione e molto più morbido; inoltre riduce l’intensità dei picchi di perdita di aderenza. Questo significa che, fuori dalle curve, si può accelerare in maniera più rapida e immediata perché il controllo interviene velocemente creando una minore instabilità nella guida

La Panigale V2 in un colpo d’occhio

 

Ducati_Panigale-V2_07

Colorazioni
Ducati Red con cerchi ruota neri

Principali dotazioni
Nuova estetica
Motore Superquadro da 955 cc omologato Euro 5
Silenziatore sotto motore con uscita singola laterale
Telaio Monoscocca in alluminio
Forcellone monobraccio in alluminio
Forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm,
completamente regolabile
Ammortizzatore Sachs, completamente regolabile
Ammortizzatore di sterzo Sachs
Pacchetto elettronico con Inertial Measurement Unit a 6 assi (6D IMU): ABS Cornering EVO; Ducati Traction Control (DTC) EVO 2; Ducati Wheelie Control (DWC) EVO; Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2; Engine Brake Control (EBC) EVO
Riding Mode (Race, Sport, Street)
Serbatoio in acciaio da 17 litri
Cruscotto full-TFT a colori da 4,3”
Proiettore full-LED con DRL
Configurazione biposto
Impianto frenante con pinze monoblocco Brembo M4.32
Cerchi con nuovo disegno a 5 razze
Pneumatici Pirelli Diablo Rosso Corsa II con posteriore 180/60
Predisposizione per: Ducati Lap Timer GPS (DLT GPS), Ducati Multimedia System (DMS), Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS)

Prezzo
Euro 17.990

La versione bicilindrica della Panigale cambia completamente pelle, adeguandosi allo stile e alla dotazione elettronica della quattro cilindri grazie all’utilizzo della piattaforma inerziale a sei assi: grazie ad essa arriva la funzionalità “cornering” applicata all’ABS, il quickshift, ora anche con funzionamento in scalata, i controlli di trazione, freno motore e impennata.
Da un punto di vista estetico salta subito all’occhio la presenza del forcellone monobraccio e del nuovo scarico con silenziatore, posto sotto al motore, di dimensioni compatte e con uscita singola laterale.
Notevole anche il lavoro svolto sull’argomento comfort, migliorato grazie a una sella pilota più comoda e alla diversa taratura delle sospensioni.

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La V2 al confronto con la V4 S e la V4 R: è indubbio come ora siamo davanti a una vera famiglia, con molti tratti estetici e tecnici in comune. Certo, la bicilindrica risulta più compatta, con la carena principale che si estende verso l’alto e una, in secondo piano, che svolge anche la funzione di estrattore dell’aria. La Panigale V2 è proposta in colore rosso con i cerchi a 5 razze neri dal disegno ispirato a quello della Panigale V4.

Il motore della Panigale V2 è sempre il Superquadro da 955 cc, ma ora è Euro 5 ed eroga maggiore potenza (+ 5 CV) e coppia (+ 2 Nm) rispetto alla precedente 959: l’incremento di prestazioni è dovuto principalmente ai nuovi iniettori, due per cilindro, di taglia maggiore e diverso angolo di lavoro, e ai nuovi condotti di aspirazione, mentre è invariata la dimensione dei corpi farfallati di sezione ovale di diametro equivalente a 62 mm.
Il telaio della Panigale V2 è una compatta struttura monoscocca, fusa in alluminio, che utilizza il motore Superquadro come elemento strutturale e ha anche funzioni di airbox.
La geometria di sterzo prevede un’inclinazione del cannotto di 24°, avancorsa di 94 mm e interasse di 1436 mm. Come sospensioni, all’anteriore abbiamo una forcella Showa BPF da 43 mm di diametro completamente regolabile, ammortizzatore di sterzo Sachs, mentre al posterione un mono, sempre della Sachs, anch’esso completamente regolabile e montato lateralmente.

MULTISTRADA 1260 S GRAND TOUR

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A quanto pare per la Multistrada V4 dovremo aspettare ancora, in quanto per questo specifico modello, vero e proprio pilastro del listino Ducati, all’Eicma è stata presentata solo questa nuova versione, la 1260 S Grand Tour.
Come dice il nome, è una versione appositamente dedicata ai grandi viaggiatori, come dimostra la sua dotazione di serie che prevede borse laterali, cavalletto centrale, manopole riscaldabili, faretti a led addizionali, tappo serbatoio hands free e sensore per il monitoraggio della pressione degli pneumatici, per un controllo costante, al cruscotto, di tale fondamentale parametro.
Ha quindi tutte le carte in regola per sfruttare tutte le doti del motore Testastretta DVT da 1262 cc, particolarmente efficace, soprattutto nel confronto con la versione da 950 cc, proprio nei lunghi viaggi autostradali, dove tutta la forza di questo propulsore trova la sua applicazione ideale, soprattutto nei Paesi europei dove non ci siano particolari limiti di velocità.

Elegante e riuscita la sua livrea, con un bel grigio opaco che contrasta con il rosso sportivo presente sul telaio, i cerchi e i fianchetti. Particolare anche il grande logo 1260 con la S in rosso sul fianco della moto.
Con questa nuova proposta si completa la gamma delle Multistrada di cilindrata maggiore, che vede presenti in listino la versione base, la vendutissima versione S, oltre che i modelli più specifici come l’Enduro e la Pikes Peak: un range completo che risponde alle esigenze di chi cerca una moto sportiva, comoda, polivalente e con una ricchissima dotazione elettronica.

 

La Multistrada 1260 S Grand Tour in un colpo d’occhio

 

 

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Colorazioni
Sandstone Grey con dettagli in rosso Ducati, telaio rosso
e cerchi ruota neri con particolari in rosso Ducati

Principali dotazioni
Motore Ducati Testastretta DVT da 1262 cc
Inertial Measurement Unit (IMU)
Impianto frenante Brembo con ABS 9.1 ME Cornering
Dischi anteriori da 330 mm di diametro con pinze
radiali a 4 pistoncini Brembo M50
Electronic cruise control
Ducati Multimedia System (DMS)
Riding Mode
Ride-by-Wire, Power Mode (PM)
Ducati Wheelie Control (DWC)
Ducati Traction Control (DTC)
Ducati Quick Shift (DQS) Up&Down
Vehicle Hold Control (VHC)
Sella pilota regolabile in altezza
Sospensioni elettroniche semi-attive (anteriore e posteriore) con sistema Ducati Skyhook Suspension (DSS) Evolution
Faro anteriore full LED con Ducati Cornering Lights (DCL)
Cruscotto con schermo full-TFT a colori da 5”
Borse laterali
Sella dedicata con logo Grand Tour
Cavalletto centrale
Manopole riscaldabili
Faretti a LED addizionali
Tappo del serbatoio con sistema Hands Free
Tyre Pressure Monitoring System (TPMS)

Prezzo
Euro 22.490

SCRAMBLER ICON DARK

La definizione “Dark” è una di quelle importanti nella storia Ducati: impossibile dimenticare, infatti, versioni con questa definizione per modelli storici come il Monster, la Multistrada o la 749, tanto per fare qualche esempio.

scrambler icon dark
Una proposta semplice ed essenziale per allestimento e componentistica, economica come prezzo di acquisto e caratterizzata dalla livrea nera: questi sono i concetti alla base dei modelli Dark, pochi fronzoli, verniciatura e rifiniture ridotte al minimo, dotazione tecnica essenziale.
In questo modo, Ducati fa fronte a due diverse e fra loro contrapposte esigenze: da una parte quella di chi vuole risparmiare, dall’altra quella di chi invece ha intenzione di mettere pesantemente mano al portafoglio per realizzare la propria special su misura. Non si differenzia in questo senso il nuovo Scrambler Icon Dark, con la sua livrea scura per serbatoio e parafanghi che garantisce una certa sobrietà che non fa certo male al piccolo Scrambler.
Da considerare, poi, come anche su questa versione economica rimanga un componente di importanza fondamentale come l‘Abs Cornering, un vero salvavita, quasi impossibile da trovare su moto di questo livello di prezzo.
Lo Scrambler Icon Dark si affianca allo Icon e alle versioni Full Throttle, Flat Track, Desert Sled e Café Racer. Tutta la gamma degli Scrambler 800 diventa Euro 5, mantenendo invariati i valori prestazionali.

Lo Scrambler Icon Dark in un colpo d’occhio

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Colorazioni
“Matt Black” con telaio nero e
sella nera con cornice grigia

Principali dotazioni
Serbatoio in acciaio a goccia con
guance intercambiabili in alluminio
Sella bassa (798 mm) per una
perfetta manovrabilità da fermo
Peso contenuto (175 Kg a secco) e baricentro basso
Manubrio largo per una posizione di guida rilassata
Specchi rotondi
Faro anteriore con lente in vetro
e DRL a LED e cornice nera
Strumentazione LCD con indicatore
di marcia e livello carburante
Motore bicilindrico a L raffreddato ad aria da 803 cc
Carter copri cinghie in alluminio lavorato a macchina
Comando frizione idraulico con leva regolabile
Telaio a traliccio a doppia trave in acciaio
Forcellone pressofuso in alluminio
Ruote in lega a dieci razze da 18’’ all’anteriore
e da 17’’ al posteriore
Pneumatici Pirelli di derivazione enduristica
ottimizzati per lo Scrambler
ABS Cornering a due canali di serie

Prezzo
Euro 8390

Con la collaborazione di Matteo Gucci

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