Siamo giunti al tramonto del mito Ducati?

Siamo giunti al tramonto del mito Ducati?

Dopo due numeri di Mondo Ducati dedicati alla gamma Ducati 2021, penso si possano tirare le somme di quanto ci è stato mostrato e prendere atto che, almeno per quest’anno, tra le novità presentate quella davvero degna del glorioso nome che porta sul serbatoio è la Panigale V4 SP. Riguardo Monster e Multistrada siamo di […]

Dopo due numeri di Mondo Ducati dedicati alla gamma Ducati 2021, penso si possano tirare le somme di quanto ci è stato mostrato e prendere atto che, almeno per quest’anno, tra le novità presentate quella davvero degna del glorioso nome che porta sul serbatoio è la Panigale V4 SP.Riguardo Monster e Multistrada siamo di fronte a ottimi prodotti industriali e…

Dopo due numeri di Mondo Ducati dedicati alla gamma Ducati 2021, penso si possano tirare le somme di quanto ci è stato mostrato e prendere atto che, almeno per quest’anno, tra le novità presentate quella davvero degna del glorioso nome che porta sul serbatoio è la Panigale V4 SP.

Riguardo Monster e Multistrada siamo di fronte a ottimi prodotti industriali e niente di più: l’impatto emozionale è pari a zero, l’estetica è del tutto omologata ad altri marchi quando non assai discutibile, la filosofia di prodotto, con un profluvio di gadget elettronici in gran parte superflui, sembra mutuata direttamente dal mondo automobilistico.

Non serve che io mi dilunghi sui motivi della profonda delusione, sia per l’effetto d’insieme del design che per le soluzioni tecniche adottate, che ho provato andando in concessionario per conoscere la nuova Multistrada; basti dire che, contrariamente a quanto avevo già programmato, non l’acquisterò.

Sono certo che il marketing Ducati sappia il fatto suo e che i numeri delle vendite premieranno la scelta di trasformare la vecchia Multi in una “moto per tutti”, da promuovere con le parole d’ordine della guidabilità, pastosità, comodità, più amenità varie come joystick, mirroring, app, porta smartphone, radar, tagliandi a intervalli da utilitaria e via elencando.

Però, alla luce di sette Ducati acquistate negli ultimi dieci anni, incluse due Multi 1.2 Pikes Peak, un dubbio mi viene: possibile che io non mi sia mai accorto di girare con moto guidabili solo dagli assi della Moto GP, mosse da motori completamente vuoti sotto i duemila giri, difficili da impostare in curva, totalmente inaffidabili senza una manutenzione forsennata e, ovviamente, scomodissime? Sono sicuri a Borgo Panigale che per conquistare nuovi clienti era proprio necessario voltare le spalle a quelli già fidelizzati?

E quest’ultimi debbono rassegnarsi a cercare altrove moto turistico/sportive con un’identità tecnica esclusiva e una spiccata personalità estetica e di guida?

In nome dei volumi di vendita siamo davvero giunti al tramonto di un mito e quella che una volta era la “rossa delle due ruote”, per assonanza nientemeno che con la Ferrari, sta forse diventando solo una scialba appendice industriale dell’impero Volkswagen?

Francesco Monti

Risponde la redazione

Caro Francesco, quando un’azienda presenta un nuovo modello lo fa perché è convinta che questo sia migliore, sotto vari aspetti, rispetto al precedente; questo ovviamente non vuol dire che la moto appena uscita di listino abbia prestazioni inefficienti o presenti problematiche, ma solo che la Casa ha profuso i suoi sforzi per proporre sul mercato un prodotto migliore; ciò, a volte, si traduce semplicemente con il fatto che sia più in linea con le aspettative dei potenziali clienti.

multistrada_v4_ducati
La nuova Multistrada V4 ha rappresentato effettivamente, e sotto molti punti di vista, una svolta decisa nella strategia Ducati. Facile, quindi, che più di un appassionato abbia espresso pareri negativi su questo modello, anche se, a dire il vero, chi ha avuto l’occasione di provarla ha, nella stragrande maggioranza dei casi, espresso giudizio positivo.

Non è quindi una considerazione di qualità assoluta, ma relativa; le condizioni cambiano, così come i gusti, e quindi è giusto che un’azienda come Ducati si sforzi di soddisfare o di anticipare tali esigenze. Poi, che un appassionato storico sia contento di ciò è un altro discorso; ad esempio, l’incremento dell’intervallo che intercorre fra un controllo del gioco valvole e l’altro vale l’abbandono del Desmo, vero e ultimo tratto distintivo del marchio Ducati?

Come può notare in questo caso siamo nell’ambito delle opinioni, così come lei fa per l’estetica della nuova Multistrada V4. A noi, ad esempio, dispiace questo progressivo abbandono delle caratteristiche tecniche che sono state peculiari del marchio, però ci rendiamo conto che forse siamo un po’ nostalgici! Discorso diverso, invece, se si vuole mettere in discussione, come qualcuno fa, l’importanza degli ausili elettronici alla guida; con le moto attuali, infatti, sono indispensabili aiuti come l’Abs Cornering, ma anche un’utilità come il radar è prezioso per garantire sicurezza e comfort di guida.

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