Un week end al Sachsenring

Un week end al Sachsenring

Il Sachsenring è un tracciato ricco di storia, che si sviluppa sopra al vecchio circuito stradale Badberg-Viereck. Poi una visita al museo Audi.

Ho percorso la strada che, soltanto prima del 1990, era interrotta dal check-point che divideva l’Europa e dove ancora è possibile vedere i resti della Cortina di Ferro e dei carri armati sovietici. In questo modo ho raggiunto il circuito del Sachsenring, nel Land della Sassonia, che dal 1961 al 1972 ha ospitato il Gran Premio della Germania Est, ma…

Ho percorso la strada che, soltanto prima del 1990, era interrotta dal check-point che divideva l’Europa e dove ancora è possibile vedere i resti della Cortina di Ferro e dei carri armati sovietici. In questo modo ho raggiunto il circuito del Sachsenring, nel Land della Sassonia, che dal 1961 al 1972 ha ospitato il Gran Premio della Germania Est, ma che vanta una tradizione motociclistica che ha inizio nel 1927 con il circuito stradale di 14 chilometri.

Numerose modifiche hanno trasformato il vecchio tracciato Badberg-Viereck, con le curve Badbergkurve, MTS-kurve, Jugendkurve e la Queckenberg Kurve, nell’attuale moderno impianto, che ospita il motomondiale dal 1998.

Il record del pericolosissimo tracciato stradale dell’epoca della DDR appartiene a Giacomo Agostini con la tre cilindri, ma tutto finì nel 1990 con una serie tragica di incidenti che andarono ad aggiungersi ad altri, tanto che girovagando per le strade attorno al tracciato si ritrova anche la “Guthrie Stone“, pietra a ricordo di Andrew James Guthrie, scozzese con sei vittorie al TT che qui terminò la sua carriera nel 1937.

La storia del tracciato è documentata nel vicino paese di Hohenstein-Ernstthal nel Rennsport Museum, con l’esposizione di moto e cimeli.

Prima di entrare nel paddock, ho perlustrato l’animatissimo circuito, in un continuo susseguirsi di gazebo di merchandising, accessori moto e tipici ristori, tradizionali nell’aspetto e nei gusti, dove è possibile assaggiare bretzel, wurstel, patate, birre e biscotti colorati.

Non mancava l’esposizione di tutta la gamma Ducati tra gonfiabili e le bandiere della tribuna dedicata. Tra una gara e l’altra, come un improvviso colpo di vento, ha fatto la sua apparizione, per un giro dimostrativo, la futura moto elettrica: è però presto scomparsa alla vista, come una sorta di miraggio, tant’è che per ammirarla di nuovo ho dovuto attendere che fosse esposta nel paddock!

La MotoGp ha nuovamente visto Lorenzo in testa per metà gara, con la Ducati di Petrucci a rimontare fino al quarto posto finale. Il pubblico tedesco ha visto correre per l’ultima volta Dani Pedrosa, che al Sachsenring ha confermato il ritiro dalle competizioni. Nel dopo gara ho avuto l’occasione di incontrare le Moto GP legend Mike Doohan e Kewin Schwantz e di vedere la targa a ricordo di Ralf Waldmann, anche pilota dei Trofei Ducati in Germania, all’interno del paddock.

Sulla strada per l’aeroporto, di mattina presto, ho raggiunto Ingolstadt per far visita all’Audi Forum, modernissimo centro a fianco dell’azienda dove è possibile visitare il ricco museo comprensivo anche di antiche moto, dove, ben accolta, ho scambiato gadget Ducati con palloncini e altri omaggi marchiati Audi. Tornata a casa, preparando la partenza per il World Ducati Week, ho riascoltato il tuono della Ducati 851 che ha piacevolmente sostituito il sound dell’elettrico futuro.

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