La storia dei motori in Italia: chi ha il pane non ha i denti

La storia dei motori in Italia: chi ha il pane non ha i denti

Abbiamo la fortuna di vivere in un paese che può vantare una tradizione motoristica di assoluto rilievo, ma siamo in grado di valorizzarla al meglio?

Si parla spesso di difendere le nostre bellezze artistiche, di curarle e conservarle al meglio, evitando, per quanto possibile, che vadano disperse. Ma lo stesso non è forse vero per il mondo dei motori, dove l'Italia ha giocato nel passato un ruolo di assoluto rilievo? Che siano a quattro o due ruote, molti fra i marchi più famosi del mondo…

Si parla spesso di difendere le nostre bellezze artistiche, di curarle e conservarle al meglio, evitando, per quanto possibile, che vadano disperse. Ma lo stesso non è forse vero per il mondo dei motori, dove l’Italia ha giocato nel passato un ruolo di assoluto rilievo?


Che siano a quattro o due ruote, molti fra i marchi più famosi del mondo sono nati proprio qua, ed è inutile fare la lista della spesa. Ovvio, quindi, che sia indispensabile curare questo nostro patrimonio al meglio, facendo sì che certe perle di assoluta rarità rimangano nelle disponibilità di tutti, in appositi musei o in collezioni aperte al pubblico.

Dispiace quindi, e molto, quando una bellissima collezione, come quella messa insieme in una vita da Giancarlo Morbidelli, va all’asta e con essa pezzi unici come la 125 quattro cilindri, come racconta Dario Ballardini nell’articolo che potete leggere qui sotto.

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Ducati 125 4 cilindri: la storia del progetto

La storia della Ducati 125 quattro cilindri: senz'altro uno dei pezzi più pregiati della collezione Giancarlo Morbidelli che è andata all'asta.

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Ovvio, non vogliamo discutere qui delle volontà degli eredi, ma lo Stato dovrebbe farsi carico di preservare questi tesori, anche perché, se valorizzati, potrebbero rivelarsi una fonte di reddito e di occupazione molto importante.

In effetti, nonostante un passato ricchissimo di storia, da questo punto di vista in Italia non si fa molto: per avere la conferma potrebbe bastare la visita al Museo della Moto Guzzi, la Casa più rivoluzionaria, competitiva e vincente che ci sia stata nel mondo fino al 1957, l’anno del famoso ritiro dalle competizioni motociclistiche di numerose aziende italiane, fra cui appunto la Guzzi.

Ebbene, nonostante una storia così gloriosa, con una sfilza di vittorie al Tourist Trophy e titoli mondiali a raffica, il relativo Museo è in una situazione tale da far stringere il cuore al vero appassionato.
Eppure, un Museo ben curato potrebbe attirare tanti appassionati da tutto il mondo, diventando una vera attrazione, come dimostra perfettamente il Museo Ducati che, dopo la pausa dettata dall’emergenza sanitaria, ha da poco riaperto i battenti.

Si torna così ai soliti discorsi: perché non siamo in grado di conservare e valorizzare quello che ci hanno lasciato le generazioni passate, perché non riusciamo a gestire quella che è una vera propria eredità di immenso valore? Eppure basterebbe solo gestire bene il passato per garantirci un futuro tranquillo.

Questo articolo ha un commento

  1. floriano

    Il mio cuore batte forte x la DUCATI motori.

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