Le pagelle del mondiale MotoGp 2020

Le pagelle del mondiale MotoGp 2020

Le pagelle del campionato MotoGp 2020, i voti ai piloti che hanno partecipato a questo pazzo, pazzo mondiale.

Mondiale finito. Sguardi speranzosi, carichi di aspettative (ed anche inquieti...) guardano il 2021, che per i piloti della MotoGP è già arrivato. Brame di rivincita, aspettative di gloria, ricerca di conferme, nuovi o vecchi colori da sfoggiare sulla tuta, facce nuove o conosciute dentro al box, un nuovo marchio da cavalcare o quello al quale si è giurata fedeltà eterna,…

Mondiale finito. Sguardi speranzosi, carichi di aspettative (ed anche inquieti…) guardano il 2021, che per i piloti della MotoGP è già arrivato. Brame di rivincita, aspettative di gloria, ricerca di conferme, nuovi o vecchi colori da sfoggiare sulla tuta, facce nuove o conosciute dentro al box, un nuovo marchio da cavalcare o quello al quale si è giurata fedeltà eterna, il salto nella categoria massima (in punta di piedi o da campione del mondo): tutto questo arriverà (è già arrivato), ma sarà una nuova stagione.

Premettendo che giudicare questi ragazzi eccezionali è un gioco e che l’ammirazione per quello che sanno fare è un punto imprescindibile, mettiamoci a giocare e diamo i voti al loro 2020, scorrendo dal basso la classifica finale.

Le pagelle del MotoGp 2020

Lorenzo SAVADORI E’ arrivato seguendo un percorso agonistico diverso rispetto ai colleghi, una strada forse più in salita, disputando poi solo la fine del campionato. Poco per giudicarlo, ma gli diamo 5 e lo aspettiamo.

Mika KALLIO E’ l’unico al quale è impossibile assegnare un voto, la sua apparizione va considerata come il cameo in un film: NC

Emanuele PIRRO E’ da anni lo storico collaudatore del Ducati Team, quello che fa il lavoro grosso ed ha comunque raccolto 4 punticini mondiali nella discuntinuità delle presenze: gli diamo 5, penalizzandolo assieme alla squadra

Tito RABAT Un bel 10 in mimetismo: non si è mai visto, quando invece – con la stessa moto e nella stessa squadra – il compagno di squadra Zarco ne ha combinate di tutti i colori per emergere. Il voto è 3

Bradley SMITH Si prende un bel 2, perché anche quando l’Aprilia è migliorata, lui è rimasto su livelli di assoluta inedia

Iker LECUONA Escluso Kallio, è stato il pilota meno efficace in sella ad una KTM: il voto è 4

Stefan BRADL Le vicende di Marc Marquez hanno catapultato un pilota a fine carriera a sostenere un ruolo nel quale – a tratti – è riuscito ad essere dignitoso. Vorremmo dargli di più, ma aveva la Honda Campione del Mondo: 4

Cal CRUTCHLOW Onore delle armi ad un pilota della vecchia scuola che è stato avversato dalla malasorte, è stato sempre e comunque un gran combattente e questo ci piace: 6

Aleix ESPARGARO E’ stato sensibile ai miglioramenti della sua moto, cogliendo il risultato possibile quando se ne è presentata l’occasione, in gara e in prova: 5 di incoraggiamento

Francesco BAGNAIA Ad un certo punto ci aveva illuso, tornando in forma anche dopo l’infortunio patito, poi però è sparito. La sua stagione non può essere considerata positiva, ma ci crediamo e gli diamo un 4 severo, di rimprovero, perché si scuota

Valentino ROSSI Se il vecchio Vale avesse mantenuto il livello di inizio stagione, saremo a raccontare probabilmente un’altra storia. La positività al virus lo ha tolto di mezzo, rompendogli il ritmo: 5 perchè è lui

Alex MARQUEZ Due acuti di livello, a Le Mans ed Aragon, e poi il ritorno nei ranghi. Anche lui era in sella alla moto Campione del Mondo, nella squadra più potente del mondo: 4 perché non se la meritava

Johann ZARCO Un pilota veloce, con una personalità da altri tempi: Zarco non è un pilota di “plastica”. Sarebbe stato bello – un tipo come lui – vederlo a combattere in un campionato di fine anni settanta. Ci piace, anche se paga spesso la propria irruenza: 7

Danilo PETRUCCI Bella la vittoria in Francia, ma poi pochino: è stato vittima degli eventi ed ha pagato come uno schiaffo a freddo il licenziamento quasi ad inizio campionato: 7 per la vittoria ed anche per aver corso con una moto che sapeva non sarebbe stata più sua e senza la fiducia dei suoi

Brad BINDER Il primo a sdoganare la bontà del progetto della KTM con la vittoria, poi – sebbene combattivo – è rientrato nel mucchio. Lo aspettiamo comunque come uno dei protagonisti della prossima stagione: il voto è 6

Takaaki NAKAGAMI Uno dei ragazzi terribili venuti su dalla Moto2, in grado di ridare un po’ di lustro alla scuola giapponese. Anche lui è stato pronto a cogliere il miglioramento del feeling con la sua moto: 6

Miguel Oliveira Pur avendo già vinto il Gran Premio di Styria, con la moto austriaca Miguel ha dato prova di maturità mettendosi tutti dietro nella gara finale di Valencia. Lo ha fatto da pilota di mestiere: voto 7

Fabio QUARTARARO Era l’erede annunciato. Lo hanno illuso e si è illuso troppo presto. Nonostante le tre vittorie (o meglio: anche per le tre vittorie, rapportate al risultato finale), il voto è 4

Jack Miller Gli è mancata la vittoria in gara e se la sarebbe meritata tutta. E’ stato il più consistente dei ducatisti, un combattente sempre a testa bassa. La rivincita della Ducati può partire da lui. Il voto è 7

Maverick VINALES Da sempre illuso di valere quanto e forse più di Marc Marquez, anche per lui una stagione fallimentare, dove certamente pesano anche gli errori della Yamaha. Il voto comunque rimane 4

Pol ESPARGARO Un buon campionato nel complesso, il suo, che avrebbe avuto una valutazione più alta se la KTM avesse continuato a recitare il ruolo di Casa outsider. Ma due compagni di Marca hanno vinto e lui non ci è riuscito: il voto è 6

Andrea DOVIZIOSO Un marito con una moglie nel ruolo di separati in casa: ha galleggiato fin quasi all’ultimo nelle alte sfere della classifica come per un beffardo gioco all’agonia. Ha vissuto una situazione assurda, ha guidato una moto con i cocci di vetro sulla sella, ma si è dimostrato un professionista di livello: 7

Alex RINS Avrebbe anche potuto essere lui al posto del compagno di squadra. Ha vinto prima di lui, è stato anche costante, ma non abbastanza. Alla fine fallisce l’attacco al titolo di vicecampione: voto 6

Franco MORBIDELLI In sordina, senza clamori, senza proclami, ha disputato una bella stagione, penalizzata da una serie di disavventure senza le quali, con il senno del poi, avrebbe potuto centrare il bottino grosso: ci è piaciuta la sua compostezza, nella sconfitte e nelle vittorie: gli diamo 8

Joan MIR Come rivelazione della stagione lo avremmo esaltato senza riserve, ma che abbia vinto il titolo di Campione del Mondo… ci pare un po’ troppo. E’ la faccia di riferimento per definire la stagione avvincente, inusuale, ma comunque mediocre alla quale abbiamo assistito: 7 perché vince chi, alla fine, ha più punti

E poi… Marc MARQUEZ Una volta fuori dai giochi, è stata più la sua ombra ad aleggiare sul campionato. Pensava di essere invincibile credendo di poter comunque correre acciaccato, il voto è 4 per la supponenza

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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