Scrambler café racer: la Jab Launcher è una special elegante e grintosa

Scrambler café racer: la Jab Launcher è una special elegante e grintosa

Leggerezza e armonia: queste le parole d’ordine per realizzare la Jab Launcher, la Ducati Scrambler special made in Taiwan da un famoso preparatore.

Questa raffinata Scrambler viene da molto lontano, più precisamente da Taiwan, un luogo non esattamente dietro l’angolo. Non vi preoccupate se non riuscite a ricordare al volo dove inserire Taiwan sul mappamondo (vi aiutiamo: è un’isola, e una nazione, che si trova davanti alle coste della Cina) e neanche se non conoscete il nome dell’azienda, ovvero la Rough Crafts, che, partendo da una semplice Scrambler Icon, ha creato questa bella café racer, nera e cattiva.

Un marchio che forse non vi dice molto, anche se si tratta di un famoso preparatore, perché fino a oggi ha lavorato esclusivamente nel mondo Harley; sappiate però che sono veramente bravi, come testimoniano i tantissimi premi che hanno vinto nei contest dedicati alle moto custom che si tengono in giro per tutto il mondo.

Fidatevi quindi se vi diciamo che Winston Yeh, il titolare della Rough Crafts, è molto conosciuto nell’ambiente e che le sue moto sono dotate di notevole gusto ed eleganza, doti che non è sempre facile trovare nelle special Harley-Davidson.

 

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Winston Yeh è insieme alla sua nuova realizzazione.

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Ma allora, com’è che uno specialista di quel mondo si è dedicato all’elaborazione della piccola Scrambler? La risposta la dobbiamo a un caro amico di Winston, che, pur essendo un fervente ducatista e appassionato dell’anima sportiva delle nostre moto, non si è mai ritenuto un potenziale utente della Panigale, vuoi per la sua bassa statura, vuoi per un discorso di esigenze e capacità, vuoi perché non aveva proprio modo di portarla in pista.

Il discorso cambia completamente quando arriva sul mercato la Scrambler, subito considerata la moto ideale per il nostro ducatista taiwanese. Ovvio, che, dopo l’acquisto si sia rivolto a Winston, per realizzare la sua specifica e personale versione café racer della Scrambler.

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Così, quando quest’ultima è arrivata in officina, gli obiettivi erano già stati delineati: rendere questa moto, già di per sé compatta, ancora più leggera, elegante e grintosa.

Del resto, Winston ha le idee ben chiare in fatto di personalizzazione. Sentite le sue parole in proposito: “La mia teoria in fatto di customizzazione è molto semplice e si concretizza in una sola parola: armonia. Non voglio che ci sia un aspetto che sopravanza gli altri, oppure qualcosa che si faccia subito notare. Non voglio che la gente osservi la moto e dica: ‘Bella la verniciatura!’, oppure: ‘Guarda quello scarico com’è figo!’. Per me, sarebbe un fallimento. Tutto sulla moto deve aggiungere qualcosa al risultato finale, affinché la si apprezzi nella sua totalità. Dopo questa prima piacevole impressione, poi, le persone possono ammirare l’attenzione con cui sono creati i vari particolari, i piccoli trucchi del mestiere. A quel punto, ameranno la moto ancora di più”.

Bello, no? Ripensandoci, quante volte succede proprio il contrario, quando di una preparazione ammiriamo solo un particolare stravagante, oppure, ancora peggio, la consideriamo come un insieme di tanti particolari, non come il risultato di un pensiero che ne precede la realizzazione.

Questa Scrambler, in effetti, rispetta pienamente la sua filosofia: tosta ma elegante, con tantissimi particolari di pregio che si inseriscono perfettamente nel contesto.

Cosa monta la Scrambler cafè racer di Winston

Così, i bellissimi cerchi in carbonio della BST, oltre a contribuire notevolmente all’alleggerimento e alla maneggevolezza della moto, aggiungono un tocco sportivo che viene ulteriormente valorizzato dalla presenza di un forcellone proveniente da un Monster 1100, che è più lungo di 4 cm di quello originale.

Come in un puzzle in cui tutti i pezzi devono necessariamente andare al posto giusto, questa modifica ha richiesto l’utilizzo di un mono, appositamente realizzato dalla Gears Racing, affinché ne fosse mantenuta la corretta posizione e inclinazione.

Rimanendo nel comparto sospensioni, davanti troviamo una forcella che proviene direttamente da una Panigale 1199 con tanto di piastre di sterzo dedicate della CNC Racing! Forse troppo per quello che all’origine era uno Scrambler Icon?

Se la pensate così, allora date un po’ un’occhiata all’impianto frenante che, all’anteriore, è composto da pompe e pinze della Beringer (fornitore abituale della Rough Crafts) che lavorano in abbinata a dischi Brembo Superbike: il nostro amico taiwanese avrà il suo bell’impegno nel non ribaltarsi con un tale impianto!

Scherzi a parte, una bella rivoluzione rispetto al singolo disco montato sulla moto di serie!

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Non solo ricerca estetica, ma anche tanti interventi tecnici, come il montaggio del forcellone del Monster 1100, l’utilizzo dei freni Brembo SBK, della forcella di una Panigale 1198 con tanto di piastre CNC Racing: una dotazione tecnica forse sovradimensionata per quella che all’origine era una semplice Scrambler Icon?

Considerato che a Winston piace molto mantenere il più pulita possibile la zona di guida, c’era il progetto di sostituire il grosso strumento che occupa la zona di comando dello Scrambler. Il fatto è che oggi sostituire la strumentazione di una moto moderna rappresenta un vero rompicapo, considerati tutti i collegamenti che si interfacciano fra questo e il sistema elettronico di gestione della moto.

Visto che alla Rough Crafts non avevano nessuna voglia di farsi venire un bel mal di testa, hanno risolto brillantemente il problema inserendo l’elemento circolare che ospita il tachimetro e tutte le altre funzioni nella parte superiore del serbatoio: di conseguenza, è stato ricavato un apposito spazio nella sua parte superiore: senz’altro una bella idea, anche se non sappiamo quando sia comoda per chi guida!

A parte queste considerazioni pratiche, completano l’elaborazione del serbatoio l’apposita lunetta che circonda lo strumento, il nuovo tappo del carburante e le due guance personalizzate con il marchio del preparatore taiwanese.

La linea complessiva del serbatoio è stata invece mantenuta, perché considerata classica e lineare, mentre per la sella si è decisamente optato per girare pagina: al posto di quella montata di serie, considerata troppo pesante dal punto di vista stilistico e anche dall’aspetto un pò troppo vintage, si è scelto un codino stretto e affilato realizzato in carbonio sul quale trova posto una classica sella monoposto in stile café racer; in questo modo, si è ottenuto il risultato di rendere molto più filante la parte posteriore della moto senza nessun intervento radicale sul telaio, che infatti non è stato né tagliato, né modificato, tant’è che anche il fanalino posteriore è stato mantenuto tale e quale, in quanto è risultato perfettamente in stile con la nuova linea della coda!

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Originale l’idea di recuperare lo strumento montato di serie sullo Scrambler e di posizionarlo all’interno del serbatoio! Sella e codino sono invece di gusto tipicamente café racer.

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Arrivati a questo livello di preparazione era ovvio che il vecchio impianto di scarico non fosse in grado di essere in linea con una moto che aveva cambiato anima e personalità in modo così deciso; così, quando ormai si era già a metà dell’opera, Winston ha approfittato del fatto che la HP Corse avesse appena presentato sul mercato il nuovo scarico GP07 per dotare la sua Jab Launcher (a proposito, questo è il nome ufficiale di questa Scrambler) di una soluzione più aggressiva e filante.

Qualche piccola modifica è stata necessaria per la sua installazione, vista la presenza delle pedane arretrate della Sato, ma il risultato finale è stato giudicato dallo stesso Winston come estremamente sexy! Nello stesso modo, crediamo, avrà giudicato il carter della Ducabike che, sullo stesso lato della moto, consente di ammirare la frizione grazie al suo oblò trasparente.

Componentistica tutta italiana per questo Scrambler special

Insomma, lo avete capito: anche a migliaia di chilometri da noi, i migliori preparatori utilizzano componentisca italiana per le loro realizzazioni!

Lo dimostra anche il bellissimo kit corona di AEM che si può definire senz’altro come la ciliegina sulla torta di una preparazione ricca di contenuti tecnici importanti, tanto che Winston ci tiene molto a sottolineare come la sua Jab Launcher sia una moto divertente e godibilissima su strada; del resto, se valutiamo tutte le modifiche apportate alla ciclistica e all’impianto frenante non possiamo certo avere dubbi in merito! Sul fronte della preparazione del motore, invece, nessun accenno, se non per l’installazione di un filtro aria della Spint Filter ritenuto indispensabile per la corretta respirazione del propulsore.

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Oltre al modello base, c’è tanto “Made in Italy” in questa preparazione, a dimostrazione che le aziende italiane sono le migliori al mondo!

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Non resta che dare un giudizio sulla qualità estetica di questa Scrambler in versione café racer; a noi piace molto, proprio perché rispecchia in pieno gli obiettivi che gli amici della Rough Crafts si erano dati prima di mettersi all’opera: una moto pulita e armoniosa, in cui tutti i particolari sono fra loro in perfetto equilibrio per ottenere un risultato finale che è, allo stesso tempo, elegante e grintoso.

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