Quella volta che Frankie rubò un motorino

Quella volta che Frankie rubò un motorino

Una storia inedita e divertente che ha come protagonista Pierfrancesco Chili, costretto a “rubare” uno scooter per presentarsi sulla griglia di partenza…

L’antefatto, la spinta a farmi scrivere questo articolo, è stato il ritrovamento casuale di una manciata di diapositive. Cinque o sei immagini, fra le migliaia, che mi hanno riportato indietro, di prepotenza, in un tempo preciso, in un luogo preciso e ad un episodio circostanziato, curioso e divertente da raccontare.

Siamo nel 2004, è il 16 di Maggio e sull’autodromo di Monza fa un caldo pazzesco. Volete dettagli più precisi sul luogo? Ok, una bella zoomata e siamo alla prima variante dell’Autodromo Nazionale. Volete anche sapere che ore sono? Guardo l’orologio: mancano pochi minuti a mezzogiorno, quei minuti che ci separano dalla prima gara della World Superbike.

Il tempo per un ultimo controllo alla macchina fotografica (la mia all’epoca ancora a pellicola) e poi pronti. Il pubblico è quello della Superbike dei tempi d’oro. Fa casino, fa festa, è tanto ducatista, ed è tantissimo per Frankie, Pierfrancesco Chili.

Frankie, con la Ducati gialla del Team PSG-1 Corse, si può dire – senza paura di esagerare – che abbia tutti dalla sua parte: un po’ perché Monza è il suo circuito, dove ha saputo cristallizzare imprese che parevano impossibili, un po’ perchè, quel giorno lì, Pierfrancesco si presentava al quarto appuntamento del WSBK da leader in classifica.

La vittoria ottenuta in Gara 2 a Misano (a casa sua), che un po’ aveva imbarazzato i vertici sportivi di Borgo Panigale, lo aveva fatto arrivare a Monza da leader. Il pubblico lo ama, non c’è storia, e poi è italiano, mentre i piloti ufficiali del Team Ducati Xerox sono un francese, Laconi, e un inglese, Toseland.

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Pierfrancesco Chili in azione a Misano.

Chili poi è sanguigno: non gli piace la 999, non ci si trova e lo dice, con buona pace del marketing: preferisce la 998RS. E’ con quella che ha battuto Laconi a Misano sul filo di lana! Le ha comunque entrambe a disposizione e le alterna. Fatto sta che è ora, si parte.

C’è un bel pezzo di strada dalla griglia alla prima variante e – quando inizia il giro di ricognizione – il rumore delle moto che si avvicinano è un crescendo quasi wagneriano… Ecco, adesso si incominciano a vedere, sono quasi qui… ma cosè quel fumo?

Qualcuno ha rotto. Nooo, è proprio lui, è Frankie, che arriva alla variante rallentando, con la sua 999 che fuma come una Freccia Tricolore a volo radente. Gli altri lo sfilano e spariscono, a lui non resta che appoggiare la moto al muretto.

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A sx, la rottura durante il giro di ricognizione. A dx, i sogni di vittoria di Chili vanno definitivamente in fumo.

Breve è il confabulare con un suo uomo al muretto, brevissima la reazione di un incazzatissimo Chili: cerca qualcuno che lo riporti al box, non lo trova, l’incazzatura monta. Siamo amici ma mi tengo a distanza, mi pare meglio. Movimenti concitati, il pubblico freme, si accora. Un’apnea generale.

L’occhio del pilota numero 7, da dentro il casco, cerca una soluzione e la trova: uno scooter nella stradina di servizio ha le chiavi nel cruscotto, un Booster, mi pare. Il proprietario chissà dov’è, ma Frankie è già saltato in sella, mette in moto, parte stile scippatore, rientra in pista, fa inversione sul nastro d’asfalto della prima variante e via, contromano sul rettilineo!

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L’urlo del pubblico lo accompagna mentre sparisce alla vista. Si può fare? Che dicono le regole? Nulla, dicono: il pubblico vuole il suo campione al via e al via lo avrà! Nel frattempo, li da me, alla prima variante, arriva il padrone del Booster e non lo trova. Chissà dov’era e che cosa faceva… fatto sta che non si è accorto di nulla.

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Il proprietario dello scooter, co-protagonista di questa storia.

Ci facciamo avanti in dodici, per spiegare e tranquillizzare, ma siamo troppi, si parla tutti insieme e si smanacca: sulle prime non ci capisce nulla, è normale. Intanto Chili è ai box, prende la 998 e si schiera con gli altri, al terzo posto che si è guadagnato in griglia.

Non ha mollato, ci ha creduto ed è con gli altri. Poco importa, ai fini della nostra storia il fatto che romperà il motore della moto gialla al quinto giro, per giunta passando dalla prima variante di nuovo fumando. Peccato! Tra Gara 1 e Gara 2 il motorino fu restituito al proprietario, che ora – finalmente – aveva quadro chiaro e dettagliato su come si erano svolti i fatti e – di buon grado – fu pronto a posare per la foto ricordo che vedete.

Fu una domenica sfortunata per Frankie che cadde nella seconda gara, e lasciò Monza con due zero in classifica, retrocesso al quarto posto, ma primo nel cuore della gente sugli spalti. Finì comunque con il fumo (di nuovo!) quello del burn-out nel quale Regis Laconi dette il colpo di grazia alla ruota dietro per festeggiare la doppia vittoria. Dove? Alla prima variante!

8 Laconi festeggia, ma il mondiale andrà a Toseland
Laconi festeggia, ma il mondiale andrà a Toseland.

PS: con Chili poi abbiamo, tempo dopo, sghignazzato ripensando a quella giornata, quando mi presentai a casa sua con un bell’albumetto dove avevo raccolto le foto dell’episodio, così avrebbe potuto avere qualche altra cosa da raccontare ai nipotini!

SBK a Jerez: avanti tutta!

A Jerez de la Frontera, seconda tappa del campionato SBK, si ri-accende lo spettacolo con Ducati protagonista. Doppietta di Redding e secondo posto in gara 2 per Davies.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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