Presentazione della nuova Panigale V4

Presentazione della nuova Panigale V4

Vediamo le caratteristiche della tanto attesa Panigale V4, la prima moto con motore a quattro cilindri prodotta in serie da Ducati.

Il momento tanto atteso è giunto: ecco a voi la nuova Panigale V4 che prende il posto della 1299 e del suo motore bicilindrico nel listino Ducati. Della vecchia serie, rimane solo la 959, presentata in questo articolo in un apposito box. Per il resto, come è noto, la linea è tracciata, il nuovo quattro cilindri di 1103 cc e…

Il momento tanto atteso è giunto: ecco a voi la nuova Panigale V4 che prende il posto della 1299 e del suo motore bicilindrico nel listino Ducati. Della vecchia serie, rimane solo la 959, presentata in questo articolo in un apposito box.

Per il resto, come è noto, la linea è tracciata, il nuovo quattro cilindri di 1103 cc e 214 Cv sarà il nuovo riferimento Ducati nel segmento delle hypersportive. Svelato il motore, di cui abbiamo ampiamente scritto, non resta che prendere visione dell’intera moto, anche se a dire il vero l’attesa è stata “rovinata” dai tanti scoop che si sono succeduti in questi mesi, che praticamente ne hanno svelato la linea in tutti i suoi aspetti.

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Desmosedici Stradale: il motore della Panigale V4

La collaborazione con Ducati Corse ha permesso di realizzare un Desmosedici Stradale compatto, leggero e dalle prestazioni elevate.

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Resta da dire, in proposito, che il family feeeling con la “vecchia” Panigale è notevole: la nuova V4 sembra però un po’ più muscolosa nelle sue forme, caratterizzata, nella vista laterale, dalla presenza del telaio lasciato in bella vista dalla carena; quest’ultima ha forme più complesse, strutturandosi in due parti, una esterna che si raccorda con il serbatoio e una interna che ha la funzione di estrarre l’aria dalla zona del radiatore.

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Nel confronto diretto fra le due Panigale, sopra la quattro cilindri, sotto la due, appare chiaro come i designer abbiamo avuto come punto fermo il mantenimento di un forte family feeling fra le due versioni. La nuova sembra però più muscolosa e aggressiva.

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Molto elaborata anche la forma del serbatoio, studiata anche in modo di offrire la migliore impostazione per la guida sportiva, lasciando spazio per il casco quando si voglia inserirsi al meglio all’interno del cupolino, offrendo presa alle ginocchia nelle staccate più impegnative, permettendo di spostarsi facilmente per effettuare le pieghe più estreme.

Il serbatoio è in allumino, con capienza di 16 litri, ed è suddiviso in due parti: quella anteriore nasconde tutta l’elettronica, compresa la batteria, dietro invece vi è lo spazio dedicato al carburante, che poi si estende fin sotto la sella, per abbassare il baricentro. Sopra il telaietto posteriore in alluminio è alloggiato un rastremato codino che integra il fanalino a led.

Ducati 959 Panigale Corse

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Nonostante l’arrivo possente del quattro cilindri, il glorioso bicilindrico Ducati resiste! Noi ne temevamo la scomparsa, invece ecco la 959 Panigale Corse, versione sportiva della “piccola” nel settore delle hypersportive di Borgo Panigale.

Con le sue sospensioni Öhlins, i silenziatori in titanio Ducati Performance by Akrapovic omologati, la batteria agli ioni di litio e una livrea specifica ispirata ai colori della MotoGP, la 959 Panigale Corse rappresenta, nell’attuale listino Ducati, la massima espressione sportiva del celebre bicilindrico.

Spinta dal motore Superquadro da 955 cc, ovviamente omologato Euro 4, ha una potenza massima di 150 CV a 10.750 giri/minuto, con una coppia massima di 10,4 Kgm che viene raggiunta a 9000 giri/minuto: prestazioni sicuramente importanti, che le consentono di offrire ottime performance in pista e grande divertimento nell’uso stradale, senza per questo rinunciare ai lunghi intervalli di manutenzione consentiti da questo collaudato propulsore: il controllo del gioco valvole è infatti ogni 24.000 km.

Come detto, questa versione racing della 959 Panigale è equipaggiata con evolute sospensioni Öhlins: la forcella è infatti la NIX30 da 43 mm, pluriregolabile e con trattamento TiN degli steli, mentre l’ammortizzatore è un TTX36, anche questo ovviamente pluriregolabile. Completa il reparto sospensioni l’ammortizzatore di sterzo, sempre della Öhlins.

Il peso della Corse (moto con liquidi, batteria e il 90% del serbatoio pieno) è di solo 197,5 Kg, ben 2,5 kg in meno rispetto alla versione base, grazie all’utilizzo della batteria agli ioni di litio e ai silenziatori in titanio. Da un punto di vista estetico, la particolare livrea ispirata a quella della MotoGp, ma soprattutto i silenziatori di stile sportivo, fanno la loro differenza, così che la 959 Panigale Corse riconquista un aspetto racing e aggressivo, superando tutte le perplessità del modello base, senz’altro penalizzato dalla presenza sul lato destro della moto dei due voluminosi terminali di scarico adottati nel 2016 per raggiungere l’omologazione Euro 4.

La famiglia Panigale V4

Al momento, la nuova V4 viene declinata in tre versioni: la standard, la S e la Speciale. Le differenze sono principalmente nelle sospensioni, che nel caso di S e Speciale sono Öhlins, al posto della forcella Showa e del mono Sachs nella base; inoltre, le Öhlins collaborano con il sistema Smart EC 2.0 che consente al pilota di personalizzare il comportamento della moto in funzione delle varie situazioni, sfruttando due possibilità: una definita “Fixed”, con la scelta manuale dei parametri delle sospensioni, l’altra “Dynamic” che invece agisce in modo automatico in base allo stile di guida.

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La versione S si differenzia sostanzialmente dalla base per l’utilizzo di sole sospensioni Öhlins (anche per l’ammortizzatore di sterzo) supportate da un sistema di controllo di seconda generazione.

In più, per le versioni più costose, ecco le ruote forgiate in alluminio e la batteria agli ioni di litio. La Speciale si differenzia ulteriormente per il fatto di essere prodotta in numero limitato e numerato, con livrea ad hoc e dotata di una serie di funzioni come il Ducati Lap Timer e il Ducati Data Analyser GPS, entrambi utilissimi per la guida in pista.

Infine, ha anche la finezza dello scarico in titanio e di vari particolari in alluminio lavorati dal pieno.

Ne consegue che il peso in ordine di marcia è di 198 Kg per la base e di 195 Kg per le altre due versioni (solo 5,5 Kg in più rispetto alla 1299 S), dato che porta il rapporto peso/potenza a 1,1 Cv/Kg.

Il motore

Come detto, il nuovo motore quattro cilindri è stato ampiamente analizzato, per cui qui ci limitiamo a riportare le sue caratteristiche essenziali e distintive: innanzitutto, i dati fondamentali, ovvero potenza di 214 Cv a 13.000 giri/minuto e coppia di 12,6 Kgm a 10.000 giri/minuto, la configurazione a V di 90°, l’albero motore controrotante e l’ordine degli scoppi “Twin pulse”.

In tutto ciò è evidente la consonanza con quanto sviluppato per i motori Desmosedici utilizzati in MotoGp.

Nello specifico, la configurazione a V permette di ridurre l’ingombro frontale, elimina la necessità di un contralbero di equilibratura, permette di ospitare al suo interno un ampio airbox (12,8 litri) e la pompa dell’acqua; l‘albero controrotante incrementa la maneggevolezza della moto (bilanciando l’effetto giroscopico delle ruote) e riduce la tendenza della stessa ad impennarsi in accelerazione o a ribaltarsi in staccata; con la particolare configurazione dei perni di manovella e del layout a V di 90° si genera poi un’erogazione che garantisce la migliore guidabilità della moto, soprattutto in percorrenza e uscita di curva.

A tutto ciò, oltre ovviamente alla distribuzione desmodromica, si abbinano altre raffinatezze, come i cornetti di aspirazione a lunghezza variabile, la lubrificazione a carter semi secco, cambio a sei rapporti dotato del sistema elettronico Quick Shift sia in scalata che in accelerazione e una frizione a bagno d’olio con funzione antisaltellamento e comando idraulico.

La cilindrata di 1103 cc è stata ottenuta mantenendo lo stesso alesaggio del motore Desmosedici GP (81 mm), ma aumentando la corsa, così da incrementare la coppia ai regimi intermedi e diminuire il regime di rotazione massima, così da disporre di un’erogazione più fluida e facile da gestire. Molto elevato il rapporto di compressione, pari a 14:1, dato che evidenzia perfettamente la connotazione racing di questa unità.

Particolarmente interessante il dato del peso del motore in questione, pari a 64,9 Kg, solo 2,2 Kg in più rispetto al bicilindrico da 1285 cc.

Il telaio

Tutti gli sforzi dei progettisti Ducati si sono rivolti alla realizzazione di un telaio che fosse nel contempo il più rigido e leggero possibile: per raggiungere tale obiettivo si è sfruttato il motore con funzione portante, abbandonando il telaio monoscocca utilizzato sulla 1299.

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La visione senza carena permette di apprezzare il particolare telaio in alluminio che equipaggia la V4 e ne evidenzia chiaramente la sua origine: una vera moto da corsa, compatta e razionale, dove risaltano l’ampiezza di superficie dei radiatori, la linearità scultorea del telaio e la magnificenza del propulsore quattro cilindri.

Il nuovo telaio, definito “Front frame”, è in lega d’alluminio e si fissa direttamente alla parte anteriore del semicarter superiore e alla testa della bancata posteriore del motore: si ottiene così una struttura particolarmente leggera (pesa solo 4 Kg), con montanti laterali di dimensioni ridotte, ma con la necessaria rigidezza richiesta da una moto sportiva.

Il basamento del V4, inoltre, ospita il fissaggio della sospensione posteriore e il fulcro del forcellone monobraccio in alluminio, lungo ben 600 mm così da migliorare la performance in uscita di curva. Completano la dotazione, il telaietto anteriore in magnesio e quello posteriore in alluminio.

Il risultato finale dovrebbe essere una moto particolarmente compatta, agile e precisa, con un’inclinazione del cannotto di sterzo di 24,5° e avancorsa di 100 mm (rispettivamente 24° e 96 mm sulla 1299). Il tutto è stato il frutto di un intenso lavoro progettuale che si è avvalso direttamente dell’esperienza di Ducati Corse, nonché dei piloti e dei tester per centrare un duplice obiettivo: ottenere una moto prestazionale in pista e godibile e divertente su strada.

Particolari unici

A differenziare la V4 ci pensano alcune esclusività tecniche e tecnologiche, come il controllo della derapata in frenata, l’ABS cornering che agisce solo sul freno anteriore (modalità di guida in pista) e il cambio elettronico che lavora anche in funzione dell’angolo di piega.

Altro aspetto esclusivo, è che la V4 è la prima moto a montare di serie i Pirelli Diablo Supercorsa SP, qui nelle misure 120/70-17 all’anteriore e 200/60-17 al posteriore: gomma questa con tecnologia bimescola che adotta sulla spalla la stessa mescola delle gomme slick utilizzate nelle competizioni.

Da Brembo, ecco poi la nuova pinza Stylema che, rispetto alla già performante M50, è di dimensioni più ridotte e più leggera, pur non risultando meno rigida.

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La pinza Brembo anteriore ha quattro pistoncini da 30 mm di diametro e lavora su un disco da 330 mm di diametro. La versione base è dotata di una forcella Showa da 43 mm completamente regolabile. Il pacchetto anteriore è completato dall’ammortizzatore di sterzo Sachs. A dx, dalla carena spunta il nuovo telaio in alluminio che utilizza il motore come elemento stressato della ciclistica.

Particolare anche il cruscotto TFT, caratterizzato da un contagiri circolare posto sul lato destro che richiama direttamente le unità installate nel settore automobilistico di alta gamma, personalizzabile nelle sue funzioni, con la caratteristica di fornire tutte le informazioni che si possono desiderare, anche per la guida in pista.

Un’ultima curiosità è senz’altro la funzione di spegnimento automatico delle frecce: dopo aver effettuato la curva queste si spengono da sole!

Elettronica

Qui bisognerebbe allegare un manualetto tecnico per indicare tutti i sistemi di controllo e di sicurezza di cui dispone la Panigale V4; del resto, con queste potenze non si scherza!

Comunque non abbiamo nessuna intenzione di tediarvi con sigle e termini anglofoni, sappiate però che la moto implementa una piattaforma inerziale a 6 assi in grado di capire immediatamente quello che sta succedendo e di mettere in campo quindi la risposta adeguata, almeno in base alle impostazioni scelte dal pilota.

Così, sappiate già da ora che in partenza, accelerazione, frenata, non esattamente tutto dipenderà da voi, così come per quanto riguarda la trazione, la percorrenza e l’uscita di curva: è il prezzo (o il bello?) da pagare alla tecnica, che ci offre mezzi sempre più potenti e leggeri, situazioni con le quali la stragrande maggioranza dei piloti, a meno che non vi chiamate Troy, non ha avuto mai a che fare. Siano benvenuti quindi tutti questi controlli, alcuni indispensabili come i Riding Mode, qui disponibili nelle tre modalità Race (214 Cv con risposta diretta all’azione del gas, controlli elettronici poco invasivi, ma sempre presenti), Sport (sempre 214 Cv, ma risposta graduale all’apertura del gas e controlli più presenti, pur permettendo ancora una guida di carattere sportivo) e Street (214 Cv, ma con controlli impostati per garantire sicurezza, aderenza e stabilità).

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Quando è fissato a livello 1 o 2, il Ducati Traction Control Evo aggiunge una funzionalità, denominata “spin on demand” che consente al pilota di controllare la moto ad un livello fino ad oggi pensabile solo dai piloti professionisti: quando la moto è in piega, il pilota può usare il comando gas per ottenere uno slittamento maggiore della ruota posteriore in modo da permettere alla moto, facendo perno su quella anteriore, di chiudere al meglio la traiettoria della curva. Un risultato ottenuto mantenendo però sempre sotto controllo i parametri di sicurezza.

Insomma, ciascun Riding Mode è programmato per variare il carattere del motore, i parametri dei controlli elettronici e, nella versione S e Speciale, anche l’assetto delle sospensioni. Ovviamente è data possibilità al pilota di personalizzare i propri stili di guida e di ripristinare successivamente i parametri definiti da Ducati.

Conclusioni

La Panigale V4 ci sembra che sia stata progettata e realizzata tenendo ben presente le funzionalità che deve avere una moto di tali prestazioni; parte del serbatoio sotto la sella per abbassare il baricentro, il particolare telaio, rigido e leggero, le forme studiate per agevolare i movimenti del pilota, la lunghezza del forcellone, il layout stesso del motore che consente di ridurre al massimo l’ingombro frontale, così come la sequenza degli scoppi “Twin pulse”: tutte scelte che indicano come, nel puntare alla configurazione a quattro cilindri, a Borgo Panigale siano stati molto attenti a mantenere vive quelle che erano le prerogative e i punti di forza delle loro bicilindriche.

Precisione nell’inserimento in curva, coppia anche ai bassi e medi regimi, leggerezza e maneggevolezza, quelli che erano appunto i punti di forza del bicilindrico, sono stati ricercati anche nel nuovo frazionamento.

A tutto ciò, ovviamente, si abbina un’offerta mai vista di controlli elettronici, ma del resto, visto che stiamo parlando di una moto che dispone di una potenza impressionante, ciò non deve stupire.

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Il frontale è dominato dalle due ampie prese d’aria dell’airbox e, nella parte superiore, dal proiettore. Questo è estremamente ridotto nelle dimensioni, grazie ai due compatti moduli a LED che svolgono le funzioni di anabbagliante e abbagliante. A moto spenta è praticamente invisibile, mentre il suo filo di luce superiore crea una sorta di sguardo accigliato, ormai tratto distintivo delle sportive Ducati.

La sfida è quindi stata il realizzare una moto che fosse in pista, per prestazioni e maneggevolezza, un punto di riferimento per la concorrenza, ma anche godibile e fruibile in strada.

Addirittura, nelle intenzioni, all’incremento delle prestazioni si è accompagnata una facilità di guida che in Ducati giudicano all’altezza anche del pilota meno smaliziato rispetto a quanto proponeva la Panigale 1299, giudicata più impegnativa sotto questo punto di vista.

Se agli ingegneri Ducati sia poi riuscito centrare un obiettivo tanto ambizioso lo potrà certificare solo un approfondito test di quella che è, a tutti gli effetti, la capostipite di una nuova era in casa Ducati.

La Panigale V4 in un colpo d’occhio

Colorazioni
Ducati Red con telaio grigio e cerchi neri

Principali dotazioni
Nuovo motore Desmosedici Stradale 1103 cc
Nuovo telaio “Front frame”
Forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm, completamente regolabile
Mono-ammortizzatore Sachs, completamente regolabile
Ammortizzatore di sterzo Sachs
Pacchetto elettronico di ultima generazione con Inertial Measurement Unit a 6 assi (6D IMU): ABS Cornering Bosch EVO; Ducati Traction Control EVO (DTC EVO); Ducati Slide Control (DSC); Ducati Wheelie Control EVO (DWC EVO); Ducati Power Launch (DPL); Ducati Quick Shift up/down EVO (DQS EVO); Engine Brake Control EVO (EBC EVO)
Pulsanti per cambio rapido dei livelli
Riding Mode (Race, Sport, Street)
Serbatoio in alluminio da 16 litri
Cruscotto full-TFT da 5”
Proiettore full-LED con DRL
Configurazione bi-posto a corredo
Impianto frenante con nuove pinze monoblocco Brembo Stylema
Nuovi pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP con posteriore 200/60
Predisposizione per Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS)
e Ducati Multimedia System (DMS)

La Panigale V4 S in un colpo d’occhio

Colorazioni
Ducati Red con telaio grigio e cerchi neri

Dotazioni diverse dalla Panigale V4
Sospensioni ed ammortizzatore di sterzo con sistema Öhlins Smart EC 2.0
Forcella Öhlins NIX-30
Ammortizzatore Öhlins TTX 36
Ammortizzatore di sterzo Öhlins
Cerchi forgiati in alluminio
Batteria agli ioni di litio
Telaietto anteriore in Magnesio

La Panigale V4 Special in un colpo d’occhio

Colorazioni
Livrea Speciale con telaio grigio e cerchi neri

Dotazioni diverse dalla Panigale V4 S
Parafango anteriore e posteriore in fibra di carbonio
Testa di sterzo lavorata dal pieno con numerazione
Sella in Alcantara, manopole dedicate, kit pedane regolabili, paratacchi in fibra di carbonio, leve freno e frizione snodate, paraleva freno anteriore, tappo benzina racing
Copri forcellone in fibra di carbonio e titanio
A corredo:
Impianto di scarico racing Ducati Performance by Akrapovic in titanio
Parabrezza racing, kit rimozione portatarga, tappi sostitutivi degli specchi in alluminio lavorati dal pieno, telo coprimoto, Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS)

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Vi spiego la Panigale V4 R

In quanti modi può essere preparata una Panigale V4 R? Lo chiediamo a Marco Barnabò, team principal del Barni Racing Team.

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