Gp d’Italia al Mugello: Ducati fuori dal podio

Gp d’Italia al Mugello: Ducati fuori dal podio

Nella giornata funestata dalla scomparsa del giovane pilota svizzero Jason Dupasquier, le Ducati non riescono a farsi valere nella gara di casa

Quando un pilota, non importa se giovane, perde la vita in un incidente, tutto passa in secondo piano. Il motociclismo è lo sport che ci affascina, come ci affascinano tutti quei ragazzi che sanno portare le loro moto al limite, nella bagarre, che hanno imparato a non chiudere il gas, dove ognuno di noi lo chiuderebbe. E’ uno sport pericoloso.…

Quando un pilota, non importa se giovane, perde la vita in un incidente, tutto passa in secondo piano.
Il motociclismo è lo sport che ci affascina, come ci affascinano tutti quei ragazzi che sanno portare le loro moto al limite, nella bagarre, che hanno imparato a non chiudere il gas, dove ognuno di noi lo chiuderebbe.

E’ uno sport pericoloso. Non è per questo però che ci piace, non è il sangue che ci attrae: ci affascina vedere possibili – al limite delle leggi della fisica – manovre che noi non sappiamo fare, ma che vorremmo. E quando accade quello che è accadudo a Jason Dupasquier, è uno schiaffo quello che prendiamo a tradimento nel viso, violento, secco, doloroso, che ci ricorda che l’ineluttabile è possibile, ma noi non ce lo aspettiamo.
Siamo coscienti, con la ragione, che possa arrivare da un momento all’altro, ma viviamo in un perenne stato di rimozione. Perciò è uno schiaffo che ci arriva mentre siamo felici, che ci toglie di colpo il sorriso.

Senza sorriso quindi racconteremo la gara di ieri, il Gran Premio d’Italia, sulla splendida pista del Mugello.
Anche i piloti inevitabilmente sono meno concentrati: Enea Bastanini tampona Johann Zarco durante l’allineamento in griglia e si ribalta.
Vince la Yamaha, con Fabio Quartararo, che sembra riuscire a fare quest’anno quello che tutti si aspettavano da lui la stagione scorsa.
Ha vinto con autorità, cavalcando in solitaria. Ha la strada spianata dall’errore di Francesco Bagnaia che va giù al secondo giro, quando era primo, osando troppo nel tentativo di scappare subito: “Innanzitutto voglio chiedere scusa a tutto il team. Oggi ho commesso un errore e non ci voleva, perché avevamo lavorato bene durante tutto il weekend e avevamo il potenziale per giocarci la vittoria. Purtroppo, dopo la notizia della scomparsa di Jason Dupasquier, non sono più riuscito a mantenere la concentrazione. Ora bisogna guardare avanti e iniziare a pensare alla prossima gara, che si correrà già il prossimo fine settimana a Barcellona”.

Potremmo dire che la gara finisce qui, nonostante che sia inizialmente Zarco a provare a frenare la cavalcata del connazionale della Yamaha, ma la battaglia dura poco e l’esito sembra scontato da subito. Jack Miller – ieri al Mugello – non è mai stato in gioco, ma porta a casa qualche punto con il sesto posto, frutto di una gara corsa in difesa:  “Oggi è stata una gara di sopravvivenza e, con il vento che si è alzato prima della partenza, ho sofferto molto. Ho fatto del mio meglio, cercando di recuperare posizioni verso la fine, ma non mi sentivo completamente a posto. In ogni caso oggi portiamo a casa punti importanti per la classifica generale. Ora bisogna lasciarsi il Mugello alle spalle e iniziare a pensare già alla gara di Barcellona, dove punteremo sicuramente a centrare un risultato migliore”.

La gara per il resto racconta poco, registrando l’ennesima conferma della crisi tecnica della Honda, la buona forma della Suzuki – nonostante continui la propensione di Rins ad assaggiare l’asfalto – e il ritorno della KTM ai piani alti, seconda con Oliveira.
Continuano anche le difficoltà di Marc Marquez, che si stende poche curve prima di Bagnaia, guastando la gara di Franco Morbidelli che per evitare la Honda scossa numero 93 è costretto ad andare sulla ghiaia e a ripartire ultimo.
Johann Zarco
– il migliore dei ducatisti – arriva quarto, ad un soffio dal podio, senza però dare mai una vera impressione di poterlo raggiungere.

Due parole sulle zone verdi non transitabili: è un po’ ridicolo che l’ordine d’arrivo possa essere condizionato, o modificato, a causa di pochi centimetri quadrati calpestati dai piloti. Sarebbe meglio che la direzione gara designasse un arbitro, una figura autorevole che possa giudicare se una manovra di un dato pilota possa aver ostacolato un avversario, intervenendo caso per caso. Trovo assolutamente impossibile concepire che un pilota, soprattutto se impegnato in un corpo a corpo – a quelle velocità – possa essere anche gravato dal pensiero di non dover calpestare la zona verde.
E’ una regola, va bene, ma andrebbe tolta… almeno all’ultimo giro.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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