MotoGp 2021: la formazione d’attacco Ducati

MotoGp 2021: la formazione d’attacco Ducati

Il motomondiale riparte dalla pista di Losail per la gara notturna del Qatar, che è stata anche la sede unica dei test precampionato.

L'ultimo fine settimana di Marzo  si accenderanno le luci (anche in senso letterale...) sul campionato Mondiale MotoGP. Ducati schiera una squadra di piloti agguerriti, ognuno dei quali si presenterà al via con un personale obiettivo da raggiungere.I piloti e le squadre sono pronti, si accenderanno i motori e - alla fine di questo weekend - le prime caselle delle classifiche…

L’ultimo fine settimana di Marzo  si accenderanno le luci (anche in senso letterale…) sul campionato Mondiale MotoGP. Ducati schiera una squadra di piloti agguerriti, ognuno dei quali si presenterà al via con un personale obiettivo da raggiungere.

I piloti e le squadre sono pronti, si accenderanno i motori e – alla fine di questo weekend – le prime caselle delle classifiche verranno riempite.

Motogp 2021, il punto di partenza

Si ricomincia con la memoria a quello che è successo l’anno scorso, a quel campionato anomalo per mille motivi, con la consapevolezza che anche questo sarà un prodotto della drammatica situazione pandemica globale ma anche con un precedente vissuto, e quindi – questa volta – con un certo bagaglio di esperienza.

Tutte le squadre sono agguerrite, tutti cercheranno le proprie personali rivincite e Mir e la Suzuki cercheranno di legittimare un titolo che è arrivato – non si discute – ma che è stato ben lontano dal sapore del dominio, se non soltanto della lotta agonistica.

Mir vince al Gp Europa ipoteca Mondiale

Non crediamo che Joan Mir sia considerato l’uomo da battere: si riparte quindi da zero. In questo contesto il primo dato che ci viene da considerare è che questo campionato, di fatto, un uomo da battere non ce l’ha.

L’anno scorso ci si presentava al via con la tradizione che durava da anni e che poneva Marc Marquez ad elevarsi come muro da dover superare, poi l’incidente che lo ha fermato ha designato Quartararo come il più accreditabile aspirante al trono… poi, bagnatesi le polveri del francesino della Yamaha, il kaos.

E si riparte da qui, aspettando quel che ne sarà del rientro del Marquez targato con il numero 93, e con la speranza e la consapevolezza che quello che è accaduto a Mir nel 2020 magari potrebbe accadere anche a te. La Ducati e la Yamaha, nel ruolo delle grandi sconfitte del 2020 hanno affilato le armi.

La strategia Ducati

Il reparto corse di Borgo Panigale – che è quello che ci interessa – ha operato una rivoluzione partendo da lontano, annunciando la rifondazione della propria squadra che ancora eravamo al primo terzo della stagione passata.

Se per come poi sono andate le cose, questa mossa ardita – per tanti versi impopolare – potrebbe anche aver voluto dire non riuscire a conquistare il titolo 2020, è certo che l’intento dei vertici è stato quello di vedere soffiare aria nuova sul progetto della Desmosedici dell’era di Luigi Dall’Igna e i test della scorsa settimana non possono che confermarlo: il Ducati Lenovo Team si presenta con Jack Miller davanti a tutti, a mettere paura agli avversari, e – in un campionato che si presenta senza un riferimento certo da battere – questo avrà la sua grande importanza.

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Non me ne vogliano alla Suzuki e chiedo anche scusa a Mir, ma per me si parte come da una situazione di titolo vacante. Jack Miller ha sbalordito e l’australiano per prima cosa cercherà il tassello che gli manca: la prima vittoria, non tanto per accrescere la propria autostima (non crediamo che gliene sia mai mancata…), quanto proprio per raggiungere intanto quel risultato che l’anno scorso gli è sfuggito.

 

E poi da lì si vedrà. Francesco Bagnaia invece l’anno scorso ha vinto, poi si è infortunato, è tornato alla grande per poi afflosciarsi sul finire: per lui è aperta la lotta innanzitutto a cercare di risultare almeno allo stesso livello del compagno di squadra, per il momento riferimento assoluto per tutti. Pecco dovrà anche prevalere su un altro fronte: quello di incarnare il ruolo di migliore della folta pattuglia di piloti italiani che saranno al via quest’anno.

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A Lui, a Morbidelli, a Bastianini e a Marini e anche, perché no, a Petrucci, si richiede di raccogliere il testimone che inevitabilmente Valentino Rossi lascerà come idolo degli appassionati italiani.

I team Pramac e Esponsorama

Poi c’è il team Pramac Racing, che merita alcune considerazioni; nato sulle ceneri della squadra di Luis D’Antin, ormai tanto tempo fa, nell’intento iniziale di fungere da junior team per il reparto corse di Borgo Panigale, si presenta da qualche stagione come una compagine matura e strutturata, tanto da aver raggiunto lo status di secondo team Ducati, una bellissima realtà da inserire ormai tra i top team, accreditandosi quasi delle stesse possibilità e potendo aspirare alle stesse ambizioni.

Johann Zarko ne è il pilota di punta, un mastino, a volte un casinista, uno che – se trasportato indietro nel tempo – non avrebbe sfigurato nelle lotte all’ultima staccata nei campionati anni 80 e 90. Il francese sente forte la rivalità con il connazionale Fabio Quartararo e farà l’impossibile per mettersi in luce.

Al suo fianco, a mantenere vivo lo spirito di vivaio rappresentato dalla squadra di Paolo Campinoti, c’è il giovane Jorge Martin, uno dei ragazzi terribili che se le sono date di santa ragione nelle categorie minori, al pari dei piloti del team Esponsorama Racing: qui, il fresco Campione del Mondo di Moto2 e il rivale sono riuniti sotto lo stesso tetto e a cavallo delle loro Desmosedici verniciate con i colori diversi dei loro sponsor.

Pramac-2021-MotoGP

I due cercheranno di imparare e di imporsi, principalmente l’uno sull’altro, continuando in MotoGP la lotta che li ha visti faccia a faccia nel campionato cadetto l’anno scorso. Enea Bastianini ha dichiarato più volte la propria passione per la Ducati ed è tra i giovani l’unico a non gravitare nel giro generato dalla VR46 Riders Academy, della quale Luca Marini, ma anche Pecco Bagnaia e Franco Morbidelli sono i prodotti. Un motivo in più per cercare di prevalere sui connazionali.

esponsorama

Luca, dal canto suo, oltre ad essere sotto ai riflettori per essere il fratello del Vale nazionale, dovrà cercare di affermarsi in due direzioni: cercare di affrancarsi dal pesante fardello della parentela illustre e splendere di luce propria e prevalere su Bastianini che lo ha battuto l’anno scorso. Ma ora basta, le chiacchiere stanno a zero: si accendano i motori e si dia il via allo spettacolo!

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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