Nel piazzale Ducati per il titolo MotoGp 2007 di Stoner

Nel piazzale Ducati per il titolo MotoGp 2007 di Stoner

Stoner e la Desmosedici si aggiudicano il titolo iridato mentre davanti alla fabbrica di Borgo Panigale si segue la gara in diretta su un maxischermo.

Ducati non è solo un marchio di motociclette, ma anche un nome che indica passione, vera e profonda, oltre al desiderio di trovarsi e dividere emozioni, sentimenti.

Quale occasione migliore, dunque, se non quella di vedere la gara di Motegi insieme ad altri appassionati? Per molti, sapere del maxischermo allestito presso il piazzale Ducati si è rivelata una notizia importante, di quelle da non mancare. Per questo, dopo qualche ora di sonno, nella notte di sabato, alle 5:00 suona la sveglia.

La mia Ducati 748 R è già pronta ad attendermi in garage, destinazione fabbrica Ducati, a Borgo Panigale.

A quell’ora, in tangenziale, si sente solo il rumore dei bicilindrici che marciano nella stessa direzione. Quasi un esodo verso un luogo desiderato, una terra promessa.

Ecco le luci del parcheggio. I vigili agli incroci e alcuni addetti dell’azienda ci indicano dove parcheggiare. Il freddo copre l’emozione, ma il servizio di mamma Ducati è impeccabile: da una tenda all’ingresso del piazzale viene infatti offerto del tè caldo.

Nel frattempo, si varcano i cancelli, dove ci sono già molte persone in attesa davanti allo schermo. Con lo sguardo si cercano volti amici e, naturalmente, si trovano tutti, alcuni provenienti anche da molto lontano.

Lady Ducati da Torino, ad esempio, è già in festa: parrucca rossa e striscione Ducati sulle spalle.

Poi ci sono amici di Mestre, di Bassano del Grappa e un gruppo di motociclisti giunto da Napoli. In mezzo al sottofondo di dialetto bolognese, poi, si sente anche qualche frase in inglese: sono diversi, infatti, gli appassionati giunti da fuori Italia per festeggiare il loro marchio preferito.

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La grande festa al passaggio di Stoner sul traguardo. Nel frattempo, Capirossi è transitato per primo sotto la bandiera a scacchi…

 

Incontro Livio Lodi, curatore del Museo Ducati, e mi fermo a parlare con lui. Tra un saluto e uno scambio di opinioni tra vecchi amici, aspettiamo l’inizio della gara.

Il freddo e il buio tengono gli animi tranquilli, i primi giri scorrono, poi l’alba inizia a illuminare i volti dei presenti, intenti a seguire con attenzione la gara. Si cominciano a sentire le prime voci di incitamento rivolte a Stoner e i vari commenti sugli altri piloti. Qualche bandiera si alza timida, come a non voler disturbare e, quasi per scaramanzia, non viene nemmeno agitata.

Inizia il cambio delle moto e, fra i primi a farlo, c’è Capirex che, una volta rientrato in pista, comincia a girare con dei tempi da favola: il torpore residuo svanisce e si inizia a incitare Loris.

Ad ogni sorpasso un grido si alza alto, poi di nuovo tensione. Stoner è dietro a Valentino.

Casey è leggermente più lento e Rossi si allontana progressivamente dalla Ducati.

Ripartono le urla di incitamento, tanto che il coro “Cambia moto, cambia moto!” sembra farsi sentire fino all’altra parte della terra: il pilota australiano, infatti, si ferma e riparte con la moto in configurazione da asfalto asciutto.

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L’Amministratore Delegato di Ducati Motor, Gabriele Del Torchio, visibilmente soddisfatto per il titolo mondiale appena conquistato.

Intanto nell’aria c’è tensione, ansia.

Ogni commento dei cronisti fa sussultare. Si cerca di decifrare i tempi, di capire se la strategia di gara è stata quella giusta, se si può iniziare a festeggiare o se bisogna ancora aspettare.

Poi, il colpo di scena: Valentino arriva lungo, si ferma ai box e riparte, ma ormai Stoner è davanti, lontano. A quel punto, il boato è esplosivo!

Le bandiere cominciano a sventolare, ma tutto l’entusiasmo si risolve nel giro di poco, perché la gara non è finita e non si può mai sapere.

Mancano ancora cinque giri. Loris, sempre più solo, accende gli animi, Stoner, con il timore che qualcosa possa andargli storto, li raffredda. Quattro, tre, due, ultimo giro.

Quanto è lungo quell’ultimo giro. Non finisce mai. Poi, sul maxischermo spunta Capirex in impennata, trionfatore per la terza volta a Motegi.

Ancora qualche istante e, finalmente, arriva anche Stoner. Il cielo di Borgo Panigale si apre sotto il boato delle 1000 gole che, all’unisono, gridano la loro gioia, scaricando la loro tensione: la festa ha inizio.

Dal tetto dello stabilimento viene srotolato lo striscione con la scritta che tutti aspettavano: Ducati e Stoner Campioni del Mondo!

Livio Lodi, con una bandiera australiana sulle spalle, vaga tra i tifosi esprimendo tutta la sua gioia. Dalla finestra degli uffici vengono lanciati cappellini e magliette celebrative. Tutti, in preda all’euforia generale, si complimentano, si abbracciano e si scambiano pacche sulle spalle, come se fossero in Giappone con i ragazzi della Ducati.

Lidia, la presidentessa del DOC Borgo Panigale, si affaccia alla finestra per gridare tutta la sua gioia.

Le viene risposto con un’ovazione da parte dei tifosi sottostanti. Fra i tanti presenti è possibile riconoscere molti dipendenti Ducati, intervenuti a sostenere la loro azienda: meccanici, centraliniste, impiegati, tutti accomunati dalla stessa passione.

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Lo striscione celebrativo, nelle prime luci dell’alba.

Poco alla volta escono allo scoperto i fautori di questo magico sogno, quei personaggi importanti che hanno voluto assistere alla gara in disparte, forse per scaramanzia.

Finalmente possono gioire con i loro tifosi: Gianluigi Mengoli, Direttore Tecnico Motore e Presidente della Fondazione Ducati, saluta tutti in dialetto bolognese, mentre Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati Corse e Direttore Prodotto, viene portato in trionfo dai meccanici.

Il Direttore Tecnico di Ducati Corse nonché papà del progetto Desmosedici, Filippo Preziosi, viene bagnato affettuosamente con lo champagne dalla folla dei tifosi. Non poteva mancare, naturalmente, l’Amministratore Delegato Gabriele Del Torchio, che indossa la maglietta celebrativa con evidente soddisfazione.

Fra tanta gioia, la tensione si allenta. Si vedono persone piangere davanti all’immagine di Capirossi sul gradino più alto del podio e di Stoner con l’alloro mondiale sotto le note dell’Inno di Mameli.

Fra i tanti presenti, infine, è stata una piacevole sorpresa vedere Giovanni Di Pillo prendere il microfono e commentare a caldo la conquista del titolo mondiale. Un breve discorso ascoltato in silenzio dai presenti, per poi lasciare di nuovo spazio ai festeggiamenti.

Questo incontro, infatti, non poteva certo finire così, quindi via in corteo lungo le strade di Bologna.

Tutti devono sapere che la Ducati di Borgo Panigale è da oggi sul tetto del mondo motociclistico. Sotto gli sguardi benevoli dei vigili, soprattutto quelli motorizzati Ducati, il corteo ha raggiunto il Nettuno, il simbolo di Bologna, nel pieno del centro storico, e da qui, lentamente, si è sciolto, sperando in altri e nuovi appuntamenti per gioire ancora tutti insieme.

Foto di Massimo Moretti

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