Binder vince, ma su Bagnaia non ci piove

Binder vince, ma su Bagnaia non ci piove

In una gara già emozionante, la pioggia rimescola tutto nel finale. Vince Binder con la KTM ma Pecco Bagnaia è l’uomo del giorno.

Quando ha iniziato a piovere seriamente, mancavano talmente pochi giri alla fine che il bilancio finale è stato generoso con tanti. Nella seconda gara consecutiva sul Red Bull Ring, nel Gran Premio d’Austria, in una gara che fino a quel punto era stata comunque appassionante, la pioggia, copiosa a tre giri dalla fine, ha dato ragione a chi è rimasto…

Quando ha iniziato a piovere seriamente, mancavano talmente pochi giri alla fine che il bilancio finale è stato generoso con tanti.
Nella seconda gara consecutiva sul Red Bull Ring, nel Gran Premio d’Austria, in una gara che fino a quel punto era stata comunque appassionante, la pioggia, copiosa a tre giri dalla fine, ha dato ragione a chi è rimasto in pista con le slick ed anche a chi a scelto di cambiare la moto.
La prima scuola di pensiero – chiamiamola così – ha espresso il vincitore: Brad Binder, con la KTM. E’ stato un grande Binder a guidare sulle uova, controllando la mandria di cavalli imbizzarriti della moto configurata da asciutto.
Sarebbe stato letteralmente fagocitato dal gruppo che aveva cambiato la moto, ma la valutazione del pilota della KTM è stata giusta, mancavano solo tre giri, aiutato anche da una sensibilità che lo ha reso imprendibile.
Certo, avrà sicuramente scelto una mappatura che ha reso il suo motore più dolce, ma le mappature non sono bacchette magiche: nel tagliare il traguardo c’è voluto anche tanto del suo talento; c’è anche da dire che la sua gara – fino al diluvio – era comunque stata grintosa, a ridosso del gruppo al comando. Quindi bravo Binder!

La costante della gara austriaca però è stato Francesco Bagnaia, alla fine secondo. Il pilota del Ducati Lenovo Team ha avuto finalmente una giornata in stato di grazia: la partenza, con quattro Desmosedici nelle prime due fila in griglia, è sembrata il primo via della gara di una settimana fa – quella prima della caduta di Pedrosa – con Bagnaia e Martin che schizzano via e ai quali si accoda un tonico Marc Marquez.

Il pilota della Ducati ha comandato buona parte della gara, guidando senza sbavature e incurante dei cambi di posizione alle sue spalle, concedendo solo episodi alle velleità di Quartararo e a quelle del più famoso dei Marquez. La gara è stata veramente bella e nessuno dei pretendenti è stato lasciato libero di prendere margine. Una gara tirata, per buona parte composta dal serpente formato almeno dai primi cinque:
Bagnaia, appunto, Marc Marquez, Fabio Quartararo, Jorge Martin (che partiva dalla pole) e Joan Zarco, che si sono scambiati le posizioni spesso.
Al traguardo questa volta il bilancio della Ducati è stato più che positivo: il leader Quartararo, tra i più accreditati a disputarsi la vittoria prima del cambio moto, non è stato bravo quanto Bagnaia a trovare di nuovo il ritmo con la moto da bagnato ed è passato sotto la bandiera a scacchi al settimo posto, concedendo alla Ducati di accorciare le distanze in maniera sostanziale in classifica piloti e facendola balzare al comando di quella dei costruttori.


Ora Bagnaia è secondo a 47 punti, affiancato da Joan Mir che in questa fase del campionato sembra finalmente correre facendo onore al titolo conquistato l’anno scorso. Bella anche la gara di Marc Marquez, finché non si è steso, arrivando poi quindicesimo.
Delusione e caduta anche per Joan Zarco, che sembra essere l’ombra di se stesso e questo dispiace, proprio nella fase della stagione in cui il compagno di squadra domina le prove, è capace di vincere gare d’autorità e va a podio. Benissimo quindi per il rookie Jorge Martin che, ombra in tutto e per tutto di Bagnaia, arriva a completare il podio arrivando terzo e premiando ancora una volta il Team Pramac Racing.

Deficitaria anche la corsa di Jack Miller: undicesimo. Il pilota australiano con l’altra Ducati del team ufficiale, nella parte asciutta della gara non ha grip e viene risucchiato inesorabilmente nelle posizioni meno nobili. E’ tra i primi a cambiare moto e – per come è andata la gara – sarebbe potuto essere nella posizione migliore per vincere, ma non ha saputo approfittare della posizione di vantaggio, al traguardo non andrà oltre l’undicesimo posto. 
Le vicende di Miller e di Quartararo la dicono lunga su quanto siano stati bravi Francesco Bagnaia e Jorge Martin a trovare immediatamente affiatamento e ritmo con la seconda moto, balzando sui piloti che avevano scelto di non fermarsi nello spazio di tempo di poco meno di tre giri. Non era facile.
Per Bagnaia è stata la conferma di essere in splendida giornata, con un livello di presenza e concentrazione fuori dal comune, mentre per il giovane Martin, la pioggia ed il cambio della moto hanno rappresentato la maniera ottimamente sfruttata per rifarsi sotto e agguantare un podio che era parso allontanarsi nelle ultime fasi di gara asciutta.
Dalla situazione che ha mescolato i piloti con le slick e quelli con le rain si è avvantaggiato anche Luca Marini
, con la Ducati targata Sky VR46 Avintia, buon quinto al traguardo, festeggiatissimo dal fratello Valentino che agguanta la top ten arrivando ottavo.
Infine peccato per Enea Bastianini, Ducati Esponsorama Avintia, che si ritira per aver perso la carena quando era splendidamente risalito fino a lottare per la decima posizione. Fra due settimane il Circus, come si chiamava una volta, sbarcherà in Inghilterra, a Silverstone.

#ForzaDucati!

Martin davanti a tutti: una vittoria inutile?

Nel Gran Premio di Styria la Ducati torna alla vittoria e lo fa con Jorge Martin e la Desmosedici del Team Pramac. Il giovane spagnolo parte dalla pole e vince la gara da campione consumato facendo gioire Paolo Campinoti.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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