SBK, Estoril: illusione e realtà

SBK, Estoril: illusione e realtà

Dopo la bella vittoria di Scott Redding nella gara del sabato, Estoril ci restituisce la realtà di un Jonathan Rea e della sua Kawasaki già irrimediabilmente imbattibili?

Frastornati dagli echi del dramma del Gran Premio d’Italia, che ha portato via il pilota della Moto3 Jason Dupasquier, si è chiuso il fine settimana di gare del WorldSBK sul circuito portoghese di Estoril. Che dire? Poco o niente, sforzandoci di onorare la passione del giovane pilota svizzero, facendo comunque il nostro lavoro di cronaca, di commento, così come sempre, come hanno…

Frastornati dagli echi del dramma del Gran Premio d’Italia, che ha portato via il pilota della Moto3 Jason Dupasquier, si è chiuso il fine settimana di gare del WorldSBK sul circuito portoghese di Estoril.
Che dire? Poco o niente, sforzandoci di onorare la passione del giovane pilota svizzero, facendo comunque il nostro lavoro di cronaca, di commento, così come sempre, come hanno fatto i piloti che sono scesi in pista ed hanno corso sebbene toccati dalla tragedia. Ha iniziato benissimo il Team Ducati Aruba.it, nella gara del sabato: Scott Redding ha vinto, recitando alla perfezione il ruolo della preda che non viene raggiunta dalle fiere che la inseguono.

La gara di Scott è stata senza la minima sbavatura, regolando in maniera magistrale l’elastico ideale che lo ha separato – per tutta la gara – dagli inseguitori, non permettendo mai alla Yamaha di Razgatlioglu e alla Kawasaki di Rea di poterlo attaccare: sembrava il protagonista del paradosso di Achille e la tartaruga (che si può così semplificare: qualsiasi sforzo avessero fatto gli inseguitori, la tartaruga-Scott sarebbe stata irraggiungibile) e quindi ha vinto bene, dandoci l’illusione della riscossa della Panigale V4R contro la Kawasaki: “Questa è una bella vittoria. Dimentichiamoci di Aragon. Oggi ho vinto una gara combattuta e questo mi riempie di soddisfazione. Ho sentito la pressione per tutta la gara e questo mi ha dato una grande spinta. Sono rimasto sempre concentrato, senza commettere errori ed oltretutto, forse per la prima volta, sono partito meglio di Jonathan (Rea) riuscendo a superarlo alla prima curva. La scelta delle gomme? Non so se è stata la scelta migliore. Se devo essere sincero ero un po’ preoccupato per gli ultimi giri, pensavo che Rea potesse rientrare. Domani avrò da fare un’altra scelta non facile”.

La gara di Redding è stata perfetta, a tal punto da risultare bellissima, per come ha saputo guidare, anche se costruita senza l’ombra di un sorpasso. E ci ha illusi, con Michael Rinaldi buon quinto. Poi però la domenica è cambiato tutto… o meglio: è tornato a posto quello che la vittoria di Scott aveva cambiato. Già nella Superpole Race sono arrivate le difficoltà, con Jonathan Rea che torna a vincere, e Scott che perde una posizione in griglia arrivando terzo dietro a Razgatlioglu. Rinaldi di nuovo quinto. Chaz Davies, con la Ducati color latte-e-menta del Team GoEleven arriva nono, riuscendo a risalire posizioni in griglia per Gara 2 che faranno da base a quella che sarà la sua impresa.

Rimbalza anche in Portogallo la notizia del decesso di Dupasquier e la concentrazione dei piloti viene messa a dura prova, osservando un minuto di silenzio prima del via della frazione finale. La gara parte con lo start anticipato che costerà due Long Lap Penalties a Razgatlioglu e la penalizzazione finale anche a Redding.
Ma Scott parte bene, guadagnando anche margine. Sembra che le cose si mettano bene: anche Rinaldi centra una bella partenza ma al secondo giro viene abbattuto da Gerloff, quando si trovava in seconda posizione: “E’ un vero peccato. In questo weekend abbiamo lavorato molto bene con il team ed il feeling con la moto è cresciuto costantemente. Mi sentivo molto bene oggi, sono riuscito a partire molto bene e le sensazioni erano davvero positive. Purtroppo sono stato colpito da un altro pilota che ha commesso un errore molto grave per il livello di questa competizione. In ogni caso dobbiamo pensare a Misano con l’obiettivo di continuare a lavorare in questa direzione”. 
Intanto Scott guida bene, ma sebbene libero dallo scatenato Razgatlioglu che perde posizioni scontando le due penalità, subisce il ritorno di Jonathan Rea, che arriva a pressarlo poco dopo metà gara. Rea guida a tratti a busto eretto, come fosse un motociclista stradale ed è subito chiaro che attaccherà. Ne ha di più e ingaggia con Scott una bella serie di sorpassi e controsorpassi che però termina con l’inglese di Ducati che sbaglia e va per terra.
Errore grave – che peserà tanto – ma scaturito dalla generosità del pilota: “Sono molto dispiaciuto per il team. Stavo disputando una buona gara, la strategia che avevamo studiato era corretta e le cose stavano andando bene. Forse il feeling con la gomma anteriore non era dei migliori ma senza dubbio ho commesso un errore. E’ un vero peccato perché sentivo di poter fare una buona gara e lottare fino alla fine per la vittoria”.

Rea vince, portando la sua leadership in classifica a distare 35 punti dal secondo, Razgatlioglu, e a 38 da Scott Redding, terzo.
Fa paura, ma il campionato è ancora all’inizio. A salvare la giornata per Borgo Panigale ci pensa Chaz Davies, che dopo una rimonta furiosa arriva secondo, dando anche a tratti l’impressione di poter arrivare a ridosso del Campione del Mondo.
E’ già tutto compromesso? Forse no, ma toccherà lavorare duro e a testa bassa.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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