SBK, GP Teruel: Rea allunga, Rinaldi astro nascente

SBK, GP Teruel: Rea allunga, Rinaldi astro nascente

Nel giorno della consacrazione di Michael Ruben Rinaldi, Scott Redding cade e si allontana dal vertice della classifica.

Che cosa ricorderà, fra molti anni, Michael Ruben Rinaldi del fine settimana di gare al Motorland di Aragon? La sua prima perentoria vittoria nella gara del sabato o la splendida lotta che lo ha opposto con onore al campione del mondo in carica in Gara-2? E' una domanda dalla risposta difficile, perché in entrambi i casi il giovane pilota del…

Che cosa ricorderà, fra molti anni, Michael Ruben Rinaldi del fine settimana di gare al Motorland di Aragon? La sua prima perentoria vittoria nella gara del sabato o la splendida lotta che lo ha opposto con onore al campione del mondo in carica in Gara-2?
E’ una domanda dalla risposta difficile, perché in entrambi i casi il giovane pilota del Team Go Eleven Ducati è stato protagonista di un’impresa dal valore sportivo assoluto.

Dopo essere stato velocissimo in tutte le sessioni di prova, Rinaldi, in Gara-1 ha ottenuto la prima vittoria, che è coincisa anche con il primo podio in WorldSBK, quello per il quale lo avevamo giudicato maturo.


Una gara magistrale la sua, padrone assoluto della propria Panigale V4R, con il numero 21 che fu l’emblema di Troy Bayliss e con quel tanto di giallo nella grafica dal valentiniano sapore.


Nella gara del sabato il giovane pilota riminese ci mette poco a manifestare quello che ha in mente e che sa di poter fare: scattato bene al via, al secondo giro mette dietro tutti e comincia a martellare una serie impressionate di giri veloci.
Nessuno riesce a stargli dietro e taglia il traguardo con un margine di sette secondi. Rea, secondo, non può che accontentarsi.

E’ tornata la Superbike della quale ci innamorammo, di quella serie dove anche una squadra non ufficiale (quelli che ora sono gli Indipendenti) può aspirare alla vittoria.
Così, per pescare nella memoria un paio di nomi a caso, ci tornano in mente le imprese di Troy Corser in sella alla Ducati del Team Promotor, o di Pierfrancesco Chili sulla rossa del Team Gattolone. Roba di una vita fa.

La vittoria di Rinaldi è la vittoria di un pilota italiano, che mancava da tanto tempo.
E’ la vittoria di una piccola e giovane squadra che ha saputo lavorare bene e che ha messo in condizione il proprio pilota di poterla raggiungere partendo da una serie di risultati notevoli raccolti nelle gare precedenti, che facevano intravedere la consistenza del potenziale.
Questo è stato il dolce per la Ducati in Gara-1, l’amaro è stato la doccia fredda della caduta di Redding. Il pilota britannico sulla Panigale V4R del Team Aruba.it scivola all’ottavo dei diciotto giri in programma, incamerando uno “zero” in classifica che a Rea non si può concedere.

Redding scivola in gara 1

Occorre tirare una riga e ripartire a testa bassa e questo succede già dalla Superpole Race. Da ora in poi gli attori protagonisti concorreranno ancor di più fra loro per offrirci la bellezza assoluta delle gare in moto.
Accade già dalla Superpole Race: in una gara tiratissima, Rea è al comando alla prima curva.
Forse anche i punti non contano più nella testa dei piloti.
Conta arrivare davanti. Redding passa al comando con una manovra rabbiosa, a levarsi di dosso la delusione della prima gara.
Diventa la preda e Rea il cacciatore. Una gara che si corre in apnea, dove si combatte fino alla fine e dove è Scott Redding a tagliare per primo il traguardo, davanti al campione della Kawasaki e a Rinaldi.

Michael Rinaldi

MIchael Rinaldi

Riminese, 25 anni, Michael Ruben Rinaldi ve lo presentiamo così come appare nella scheda del sito della sua squadra, il Team Ducati Go Eleven:

Nel 2014 Rinaldi prende parte alla prima stagione completa in campo internazionale. Lo scenario è quello del campionato europeo Superstock 600 in sella ad una Yamaha YZF-R6, Michael porta a termine tutte le gare in calendario e, grazie ai 29 punti ottenuti, chiude la stagione all’undicesimo posto in classifica piloti.

Due anni dopo, nel 2016, Rinaldi passa alla Superstock 1000 FIM Cup, la moto questa volta è una Ducati Panigale R del team Aruba.it Racing – Junior. Anche in questa stagione chiude il campionato portando a termine tutte le gare. Va a podio due volte ed ottiene due giri veloci; chiude la stagione al sesto posto con 69 punti.

Nel 2017 rimane nella Stock 1000. Corre con lo stesso team e la stessa motocicletta. Al termine della stagione si laurea campione europeo Superstock con 138 punti. Michael ottiene cinque piazzamenti a podio su nove gare in calendario, tra cui tre vittorie; oltre a quattro pole position e cinque giri veloci in gara

Nel 2018 partecipa alle corse in territorio europeo del campionato mondiale Superbike alla guida di una Ducati Panigale. Chiude al quattordicesimo posto con 67 punti, terzo nella classifica del Trofeo Indipendenti. Nel 2019 con 120 punti ottiene il tredicesimo posto in classifica mondiale, sesto nel Trofeo Indipendenti.

Sono loro i protagonisti assoluti, quelli belli, e non ce n’è per nessuno. Bello è Redding che da l’anima anche in Gara-2, che lotta come una belva, ferita dalla caduta nella gara del sabato. Bello è Jonathan Rea, l’uomo con il quale misurarsi sempre, e bello è Rinaldi. Nella gara finale il pilota del Team Ducati Aruba.it rompe gli indugi subito, sorpassando Rea già al primo giro; il muro di Aragon fa da sfondo all’impresa.


Redding sa che da ora in poi deve solo vincere e ci prova.
Dietro di lui, attaccati, Rea e Rinaldi. Succede tutto tra il sesto e il settimo giroRea passa Redding, i due si scambiano di nuovo le posizioni finché non spunta Rinaldi che se li mette dietro tutti e due. Da cineteca.

Abbiamo detto belli i protagonisti e lo diciamo ancora: bello Rinaldi che regge la pressione che il cinque volte campione gli mette addosso, bello Rea che fa traiettorie strane, a tratti sembra girare attorno a Rinaldi, alla maniera degli squali che girano attorno alla preda designata, e bello è Redding che molla a malincuore la compagnia, staccandosi, portandosi comunque a casa un terzo posto in difesa.


Rinaldi è difficile da prendere, si disunisce un po’ attorno a metà gara ma resiste, da campione consumato, fino al sorpasso fulmineo che lo costringerà ad abbandonare il sogno di una nuova vittoria.


Primo Rea, secondo Rinaldi e terzo Redding, in una delle corse più spettacolari degli ultimi anni. Agli altri solo poche briciole o addirittura niente, come per Davies che cade. Da segnalare l’avvicinarsi dei piloti Honda alle posizioni che contano, nonostante la caduta che ha messo fuori combattimento Bautista.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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