Gran Premio di Jerez: sono atterrati i marziani

Gran Premio di Jerez: sono atterrati i marziani

Le nostre considerazioni sul fine settimana di gare a Jerez. Vince El Diablo, buona prestazione per la Ducati, ma Marquez monopolizza l’attenzione.

Ed eccoci finalmente a mettere parole su un foglio bianco per raccontare il Gran Premio della ripartenza. Cercheremo di farlo da diverse angolature, da punti di osservazione diversamente disposti, prendendo in esame gli spunti più disparati. Le classifiche le avrete già viste, inutile soffermarsi su quelle. Abbiamo visto veramente delle belle gare, annunciate da prove che hanno fatto da subito…

Ed eccoci finalmente a mettere parole su un foglio bianco per raccontare il Gran Premio della ripartenza.

Cercheremo di farlo da diverse angolature, da punti di osservazione diversamente disposti, prendendo in esame gli spunti più disparati. Le classifiche le avrete già viste, inutile soffermarsi su quelle.

Abbiamo visto veramente delle belle gare, annunciate da prove che hanno fatto da subito capire quanto quei ragazzi in sella alle loro moto colorate avessero voglia di girare la manopola sulla destra dei loro manubri.

Sì, perché – anche ammettendo che tante delle ragioni che abbiano spinto la Dorna ad organizzare il Campionato siano state di ordine economico – il ritorno che abbiamo avuto è la consapevolezza di trovarci di fronte a piloti che, tanta era la voglia, avrebbero corso anche con il Ciao. Ed è stato bello per noi. Era quello che ci meritavamo dopo aver aspettato tanto. Anzi, è stato molto di più. Perciò vi parleremo di che cosa abbiamo visto.

Dal trenino che ha viaggiato compatto per tutta la gara della Moto3, con frequenti ed avvincenti scambi di vagoni, sono scesi nell’ordine del podio Arenas, Ogura ed il nostro Arbolino. Nella Moto2, dopo le scintille iniziali, a dettare legge per tutta la gara tenendo gli avversari a distanza di sicurezza, è stato Luca Marini.

Luca è maturo, costante, e sembra aver acquisito la consapevolezza di potersi giocare il titolo fino alla fine; non è solo la gara di Jerez a consegnarcelo in questo stato, ma anche quello fece vedere nella sfortunata gara in Qatar. Belle gare, Moto3 e Moto2, a fare da riscaldamento ai rubinetti dai quali per la MotoGP l’adrenalina sarebbe sgorgata a fiumi.

Vi racconteremo, per immagini, partendo a ritroso, della Marsigliese che accompagna sul gradino più alto del podio Fabio Quartararo. Ventunenne, pilota Yamaha, predestinato. Era tantissimo che un francese non vinceva nella categoria regina, ma Fabio si era saputo annunciare dominando le prove.

Vi racconteremo di Maverick Vinales, autore comunque di una bella gara, ma giunto secondo con l’amaro in bocca per essere stato battuto da un compagno di marca che per ora lo ha scippato del ruolo di successore di Valentino.

Vi racconteremo poi di due piloti in salute, Jack Miller e Francesco Bagnaia, in sella alle Ducati del Team Pramac Racing, soltanto alla fine domati da un Andrea Dovizioso che, con la stessa moto, ha saputo ristabilire le gerachie arrivando buon terzo. Forma fisica non perfetta per un Andrea che ha stretto i denti, è stato costante ed ha raccolto un buon piazzamento.

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E ancora vi diremo di Danilo Petrucci, acciaccato anche lui per una brutta caduta nelle prove, raggranellare quello che era possibile. Attenzione però: vi abbiamo detto per adesso di quelli che hanno fatto scrivere il loro nome nell’ordine d’arrivo, di quelli che troveremo sfogliando le statististiche, fredde, lapidarie e non commentate. Le statistiche che saranno, a torto – e vedremo perché – le uniche testimoni di quello che è successo ieri a Jerez in Spagna. Giusta ed esaltante la vittoria di Quartararo, bella la corsa di Vinales, di Dovizioso, di Miller, di Bagnaia e degli altri, ma immenso Marc Marquez.

E’ vero, il dritto che lo ha costretto alla strepitosa rimonta è stato colpa sua, è vero che siamo qui a scrivere per un format che ha ben definito negli appassionati ducatisti il proprio target… Marc Marquez è il primo avversario da battere, un pilota Honda, ma è anche vero che la rimonta, che verrà dimenticata sepolta nella fredda struttura delle statistiche merita di essere esaltata.

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Va raccontata per immagini, che possano fissarsi bene nella mente: va in testa, sembra di poter scappare secondo un copione già visto, ma sbaglia, non cade – già visto anche questo – va per ghiaiottoli rimanendo comunque in piedi e rientra appena fuori dalla zona punti.

Inizia a rimontare, fa un altro sport, è impressionante per la precisione e la correttezza dei sorpassi, è un pilota lucido, fa paura ed esalta. Immagine chiave: Valentino lo vede arrivare e si sposta, gli rende onore, arriva a ridosso dei piloti che lo precedono e, nonostante la fretta, sa aspettare il momento giusto per il sorpasso, che puntualmente arriva. Miller prova a contrastarlo ma non ha capito: proprio non ce n’è. Sembra la giornata di Marc, Quartararo diventa il bersaglio.

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Sarà difficile prenderlo, mancano 4 giri – sono pochi – ma il cacciatore è Marc Marquez, il Marquez di oggi che pare di un altro pianeta, il pilota spagnolo che oggi può tutto. E invece niente, la caduta, una brutta caduta che comprometterà il campionato, così compresso, senza pause per recuperare da una brutta frattura, ed un brutto volo che cancella, nel concreto dell’ordine d’arrivo e delle statistiche fatte con i numeri, un’impresa eccezionale.

Ricordiamocelo, Jerez e l’inizio del Campionato 2020 hanno comunque inciso un verdetto: il fuoriclasse fra i fuoriclasse è ancora lui, per nulla fiaccato da anni di dominio e per nulla intimorito da nuovi e valorosi avversari che provano a contrastarlo.

Ogni appassionato di moto deve riconoscerlo, non ci sono nazionalismi o amori di Marca che tengano.

Marquez, quello vero, ha esaltato gli appassionati di corse in moto. La prossima settimana si replica, ognuno cercherà le proprie conferme oppure inseguirà le proprie rivincite.

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Siamo ad altissimo livello ed il punto fermo è la consapevolezza di un mondiale sano, appassionante, alla faccia di chi – superficialmente – lo chiama campionato spagnolo (o magari europeo): è un Mondiale vero, ci si metta l’animo in pace, perché – si potrebbe anche correre sempre nello stesso circuito – gli attori che lo rendono possibile vengono da ogni angolo del globo e forse anche da qualche altro pianeta.

Un’ultima domanda: ma quanto cavolo si piega adesso in MotoGP?

Foto Motogp.com

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Intervista ad Alberto Giribuola, dal 2016 capotecnico di Andrea Dovizioso.

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Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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