Gp di Andalusia: giovani rampanti

Gp di Andalusia: giovani rampanti

Il secondo round sul circuito di Jerez della Frontera è stata una gara ricca di colpi di scena e sorprese. Seconda vittoria per Fabio Quartararo.

Bella gara quella della MotoGP, il Gran Premio di Andalusia, disputata di nuovo sul circuito di Jerez. Per il secondo fine settimana di seguito, la pista spagnola è stata teatro di battaglie accese, prove di forza, conferme, delusioni e graditi ritorni. Pensateci bene e mettetevi per un attimo nei panni - anzi, nella tuta - dei piloti: quando mai è…

Bella gara quella della MotoGP, il Gran Premio di Andalusia, disputata di nuovo sul circuito di Jerez. Per il secondo fine settimana di seguito, la pista spagnola è stata teatro di battaglie accese, prove di forza, conferme, delusioni e graditi ritorni.

Pensateci bene e mettetevi per un attimo nei panni – anzi, nella tuta – dei piloti: quando mai è successo che ci sia stata una rivincita la settimana dopo, pari pari sulla stessa pista? E’ successo in questo strano mondiale e succederà ancora nel declinarsi dei vari appuntamenti. Se la vediamo da questo punto di vista, la gara di ieri offre spunti veramente interessanti da sottolineare. Giocando con la parola rivincita, il primo nome che viene in mente è quello di Marc Marquez: lui l’avrebbe voluta, la rivincita, ma le sue condizioni non gliel’hanno concessa. Ha voluto provarci, ma ha sbattuto brutalmente contro la realtà degli umani limiti fisici… Dallo sfiorare l’impresa eroica della scorsa settimana a scivolare in qualcosa di quasi grottesco. Guadagno? Una bella lezione di vita per lui!

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Fabio Quartararo ha replicato, dimostrandosi l’uomo del momento, ed ha vinto di nuovo. Che dire della sua gara? Domina le prove ed al via prende e se ne va. Lui, più che una rivincita, cercava la conferma e l’ha avuta. Partire da Fabio, ventunenne, per celebrare tutto il movimento dei giovani che avanza è il nodo centrale dell’analisi che stiamo a fare, indipendentemente da chi è arrivato al traguardo e chi no. Facciamo nomi e cognomi. Francesco Bagnaia e Jack Miller, pur non arrivando in fondo, hanno resa palese la bontà delle Ducati Desmosedici GP20 messe in pista dal Team Pramac, mescolandosi ad armi pari per buona parte della gara con le Yamaha che hanno poi monopolizzato il podio. Jack si è steso, ci può stare, ma era li, a lottare nel gruppetto che si stava giocando le posizioni meno nobili del podio.

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Pecco Bagnaia

Francesco Bagnaia merita una menzione a parte: avevamo auspicato che il pilota torinese potesse inserirsi nella corrente rigeneratrice dei giovani ed ha dimostrato ieri di averne la volonta, le possibilità e la lucidità per riuscirci. Ha avuto anche l’illusione – liberatosi degli avversari – di poter andare a caccia di Quartararo, fino al problema meccanico che ne ha spente le ambizioni. Bravo comunque e certamente rinvigorito, per le gare a venire, da una maggiore consapevolezza del proprio potenziale. E’ stato veramente bello vederlo arrembante sulla sua Desmosedici mentre risaliva la classifica sorpasso dopo sorpasso. Pensiamo che Bagnaia, soprattutto nell’ottica di appassionati della Casa di Borgo Panigale, sia la nota più lieta del weekend di gare appena trascorso.

Anche Franco Morbidelli, tolto di gara anche lui da un guasto, può condivedere gli stessi stati d’animo di Pecco. Nell’ondata dei giovani rampanti, che comunque dovrà fare i conti con Marc Marquez quando sarà di nuovo in forma, si è inserito l’elemento anomalo, l’imperfezione che concorre alla bellezza del totale dell’opera messa in scena a Jerez: il “vecchio” Valentino Rossi, che lotta, è in forma, e torna sul podio dopo 17 gran premi. Il campione è ancora lì, e questo fa piacere.

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Valentino ha chiuso al terzo posto dopo aver lottato a lungo con Vinales.

Abbiamo saltato Maverick Vinales, ma lo abbiamo fatto apposta: ci sembra l’unico che possa tornare da Jerez con lo stesso sentimento di delusione rinnovato rispetto alla settimana precedente: i due secondi posti raccolti non sono affatto male in ottica campionato, ma quello che forse lo delude è il ritrovarsi scavalcato da Quartararo nel ruolo di miglior pilota Yamaha, come fosse rimasto sospeso a metà tra il ruolo di promessa e quello di top rider consolidato: è un po’ come se uno pensasse che finalmente è venuto il proprio turno, ma arriva un altro e sul filo di lana gli scippa la promozione.

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Maverick Vinales e il Dovi

Quotazioni in calo, fin già dalle prove purtroppo, per i due piloti del Ducati Team: troppo poco per Andrea Dovizioso, nella condizione solo di vivacchiare, e ancor meno per Danilo Petrucci, addirittura caduto. Andrea alla fine è sesto, aiutato non poco dalle defezioni dei piloti davanti. 

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Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci

Sull’opaca prestazione dei due pesa l’aggravante della forma dimostrata, al contrario, dai compagni di Marca targati Pramac.
Lontani dai riflettori anche Zarco e Rabat, comunque giunti al traguardo, cosa non banale, come abbiamo visto.

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Johann Zarco

E la Honda? La forza della Honda sembra essere Marquez… senza di lui il vuoto: il quarto posto di un pur buon Nakagami non deve trarre in inganno, ottenuto anche per l’abbandono dei piloti che lo precedevano.

Nelle altre categorie bellissima la vittoria di Suzuki in Moto3, con Celestino Vietti terzo, e altrettanto esaltante il podio tutto tricolore in Moto2: Enea Bastianini, Luca Marini e Marco Bezzecchi.

Foto Motogp.com

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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