Una special agile, di nome e di fatto

Una special agile, di nome e di fatto

Questa special, realizzata da Cohn Racers, piccolo atelier che ha sede in Florida, ha come base un Monster S2R e si chiama “Agile”.

A volte il lavoro di descrizione di una moto può anche essere molto frustrante, considerato che in molti casi le immagini hanno già la caratteristica di raccontare molto, se non tutto, di una special. E’ questo forse anche il caso di questa piccola e svelta Café Racer che viene dagli Usa: il suo aspetto, così lineare e semplice, pare infatti che lasci davvero poco spazio a commenti e approfondimenti.

In realtà, in questa circostanza, non è proprio così, come scopriremo ben presto. Iniziamo con il dire come questa moto, realizzata da Cohn Racers, piccolo atelier che ha sede in Florida, vicino a Miami, si chiami “Agile” (proprio così, in italiano), un nome che sembra le calzi a pennello.

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Secondo, non siamo davanti a un modello unico; infatti, come sempre più spesso accade fra i preparatori americani, si tratta di un modello prodotto in piccola serie, in questo caso solo 10 esemplari, che i clienti hanno comunque la possibilità di personalizzare, a partire dai colori di serbatoio e cerchi fino al rivestimento della sella.

Una soluzione intelligente che riduce i costi (anche se la “Agile” costa comunque ai suoi fortunati possessori più di 30.000 Euro), in quanto consente di ammortizzare su più unità il costo di realizzazione dei principali componenti della personalizzazione.

I nostri amici della Cohn Racers sono quindi partiti da un Monster S2R, modello che è ancora possibile acquistare con un esborso non molto elevato, anche se non è facile trovarne uno in buone condizioni; il passo successivo è stata la sua trasformazione in una Café Racer, scelta quasi d’obbligo in questi tempi, visto che si tratta della configurazione più richiesta dai motociclisti.

Così, anche la “Agile”, come le sorelle di questa particolare categoria, ha tutti i pregi e i difetti delle moto così caratterizzate: fra i primi, mettiamo certo la linearità del design, la leggerezza della moto e il suo aspetto sportivo; fra le seconde, ahinoi, è senz’altro evidente la scomodità dettata dalla posizione dei semimanubri e dall’esigua porzione di sella dedicata a ospitare le nobili terga del pilota: come ha detto qualcuno, moto divertentissime, basta solo prendere un paio di aspirine prima di salire in sella!

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Il codino e la sella sono senz’altro minimalisti: sarà comoda la seduta per il pilota? La parte anteriore della moto è molto affascinante grazie ai cerchi Borrani, la forcella Öhlins e le pinze Brembo.

Ma tant’è, le mode sono così, e non si può fare altro che adeguarsi; ma questa proposta lo fa con una certa originalità, in quanto è evidente l’impegno che è stato profuso per modificare il relativamente grosso e ingombrante S2R: per prima cosa, ovviamente, la moto è stata completamente smontata, con il telaio tagliato nella sua parte finale per adattarsi alla nuova sella, poi rivestita in Alcantara, e allo stretto codino.

Pur essendo un vero e proprio simbolo, il serbatoio originale è stato sostituito da una nuova unità interamente costruita a mano, modellando l’alluminio con pazienza e competenza; lo stesso lavoro è stato eseguito per il codino e il piccolo fender sotto il motore: pensate, solo per costruire il codino sono state necessarie ben 30 ore di certosino lavoro!

Fra l’altro, sulla sella, ed è una simpatica trovata per garantirsi una certa serenità familiare, vi è una cover che si svita semplicemente con quattro viti consentendo così alla “Agile” di ospitare il passeggero.

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La special della Cohn Racers a diretto confronto con la moto donatrice: possiamo dire senz’altro che delle moto originaria è rimasto ben poco, forse solo motore e forcellone!

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Altri cambiamenti consistenti sono evidenti all’avantreno, dove spicca la forcella Öhlins, i dischi Brembo da 320 mm con pinza dedicata e tubazioni metalliche.

Come non notare, poi, i bellissimi cerchi a raggi Borrani che apportano un tocco piacevolmente vintage a un contesto così performante e sportivo.

Sul fronte del propulsore, invece, gli amici della Cohn Racers non hanno fatto molto, giustamente convinti come il motore due valvole abbia sufficientemente spinta e personalità, soprattutto ora che l’ago della bilancia è notevolmente sceso. Del resto, una Café Racer deve essere così, un giusto cocktail fra coppia e leggerezza, a tutto vantaggio della piacevolezza di guida.

Nonostante questo approccio, però, a Miami hanno avuto non pochi problemi quando si sono messi in testa di cambiare cruscotto e modificare l’elettronica: si sono quindi trovati a fare i conti con il “pericoloso” immobilizer, vera spina nel fianco di tutti i preparatori!

Dopo tante fatiche, ci sono però riusciti, ed ecco quindi un nuovo tachimetro, un impianto elettrico rivisto e semplificato, con luci frecce e stop a led integrate nel portatarga. Più piacevole senz’altro dedicarsi a modifiche estetiche, come l‘interessante rivestimento protettivo dello scarico, peraltro abbondantemente modificato, effettuato con una particolare vernice di cui conservano gelosamente la segreta ricetta! Stesso discorso per la particolare tonalità di rosso, che alla Cohn desideravano simile, ma non uguale, a quello di Ducati Corse: dopo vari tentativi, hanno raggiunto un risultato che li soddisfa pienamente.

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Originale la scelta effettuata per il nuovo scarico.

Ma sentiamo un po’ dalla loro voce come va questa piccola racer: “E’ svelta e rapida, del resto abbiamo tolto un sacco di peso e ora è veramente maneggevole; in curva è precisa e tagliente, mantiene la traiettoria fedelmente. Poi, si ferma in un fazzoletto, bisogna stare attenti se si guida troppo aggressivi! Come linea, ci piace così, elegante e snella. Qualcuno pensa che sia una Superbike a cui abbiamo tolto le carene! Siamo veramente fieri e orgogliosi anche di questo piccolo inganno!”.

Lasciamo a voi il giudizio: vi piace questa piccola ed essenziale proposta? Sembra anche a voi una Superbike in versione naked?

Foto di Christian Rosario

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