Monstreet di Antonio Bonaldo

Monstreet di Antonio Bonaldo

Antonio Bonaldo, nostro lettore e fervente ducatista, ci propone la sua reinterpretazione di un Monster.

Ma quante anime può avere il Monster? Infinite, a considerare le tante variazioni proposte sul tema, come questa, senz'altro originale, del nostro lettore Antonio, fervente ducatista. Nel “lontano” 2003 acquista la sua prima moto, una Monster 750 del ’97. Già il giorno successivo, da buon ducatista ed entusiasta dell'acquisto, decide di apportare la prima modifica: su consiglio del suo amico Gianni,…

Ma quante anime può avere il Monster? Infinite, a considerare le tante variazioni proposte sul tema, come questa, senz’altro originale, del nostro lettore Antonio, fervente ducatista.

Nel “lontano” 2003 acquista la sua prima moto, una Monster 750 del ’97. Già il giorno successivo, da buon ducatista ed entusiasta dell’acquisto, decide di apportare la prima modifica: su consiglio del suo amico Gianni, e con il supporto della Simeoni Racing, sostituisce immediatamente il fanale originale e il cruscotto con quello della Streetfighter, giusto per dare un tocco di aggressività e personalità in più.

Ovviamente, la prima modifica è solo il primo passo per un’importante opera di aggiornamento: così è stata sostituita la forcella per consentire di aggiungere un secondo disco, in questo caso un’unità a margherita della Braking con relativa pompa Brembo: modifica dettata sia da un motivo puramente estetico (in effetti, il singolo disco anteriore dà un’aria un po’ povera a tutto l’avantreno), sia per dare più potenza alla frenata.

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Per la sua special, Antonio si è direttamente ispirato ad altri due modelli Ducati: lo scarico, infatti, ricorda quello della 999, mentre il faro anteriore proviene da una Streetfighter.

Il passo successivo è quasi d’obbligo, in quanto rientra nel vissuto di ogni appassionato: ecco che gli scarichi originali lasciano il posto a due unità in carbonio, tutt’altra immagine e sound!
E’ già il tempo della terza modifica: qui Antonio si concentra sulla parte posteriore, accorciando il telaio ed eliminando le frecce a favore di un fanalino con le frecce inglobate.
Dopo tali modifiche, tutte importanti, effettua altre variazioni minori, sostituendo vari elementi con altrettanti in carbonio, ovvero entrambi i parafanghi, i carter copricinghie, il blocchetto dello sterzo e altri piccoli particolari.

Infine, a distanza di qualche anno, con l’aiuto di Bad Bike, ha sostituito i validi scarichi in carbonio con un’unità appositamente realizzata che si ispira allo stile della Ducati 999.
Grazie a queste modifiche, oltre ad un fattore puramente estetico, Antonio è molto soddisfatto della sua moto anche in termini di guidabilità confermandoci come, parole sue: “L’accelerazione e la frenata ne abbiano goduriosiamente giovato”.
E’ l’ennesima dimostrazione di come una Ducati, anche con qualche anno sulle spalle, possa dare notevoli soddisfazioni se si intraprende una costante strada di aggiornamento e personalizzazione: in questo modo, infatti, non solo la moto diventa più propria, ma incrementa le sue qualità dinamiche.

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Salvate il soldato Monster!

Sembra che Ducati abbia abbandonato il Monster. Pochi gli investimenti degli ultimi anni su una moto che ha dato tanto all’azienda e agli appassionati.

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