SBK Argentina 2021, solo Redding ferma la furia di Razgatlioglu

SBK Argentina 2021, solo Redding ferma la furia di Razgatlioglu

In Argentina, solo Redding – vincendo Gara2 – riesce ad arginare il prepotente talento del pilota turco della Yamaha. L’agonismo è alle stelle ed è confortante assistere a quanto sia cresciuto il movimento dei giovani piloti italiani.

Un campionato come questo era tanto che non lo vedevamo. Una volontà assoluta è padrona dei giochi, sia che alimenti la smania di voler vincere, sia che sia la spinta irresistibile a non mollare. Cosi, sul circuito di San Juan, in Argentina, abbiamo avuto davanti il prodotto di questa irrefrenabile volontà che pervade i piloti in gioco: l’agonismo spinto al…

Un campionato come questo era tanto che non lo vedevamo. Una volontà assoluta è padrona dei giochi, sia che alimenti la smania di voler vincere, sia che sia la spinta irresistibile a non mollare.

Cosi, sul circuito di San Juan, in Argentina, abbiamo avuto davanti il prodotto di questa irrefrenabile volontà che pervade i piloti in gioco: l’agonismo spinto al suo massimo livello. Toprak Razgatlioglu vuole vincere e Jonathan Rea – per niente appagato da anni di dominio – non vuole perdere.

Ed il prodotto che ci arriva è questo Campionato del Mondo Superbike 2021 così appassionante. Il talento del pilota turco della Yamaha è chiaro, la sua cattiveria agonistica – mai sopra le righe – è il motore che spinge Rea a volerlo in tutti i modi contrastare e gli altri, sebbene tagliati fuori dalla vittoria finale, a volerlo battere.

Perché lui, Toprak Razgatlioglu , ha fissato il nuovo limite, ha deciso a quale altezza vada messa l’asticella. E questa di quest’anno è una storia umana, più che tecnica, perché soprattutto adesso Yamaha, Kawasaki e Ducati si equivalgono. La prova di questo è che Razgatlioglu, Rea e anche Redding viaggiano su ritmi ai quali gli altri possono sperare di rimanere il più possibile vicino. Ed è bello assistere a gare dove conta il cuore collegato Ride-by-Wire alla manopola del gas, conta la testa che hai infilata nel casco, e il corpo che risponda alla ciclistica della moto come se fossero a comporre la stessa grande macchina.

E per vincere, per arrivare primi, per appagare la volontà assoluta di cui si diceva all’inizio, occorre – in questo WSBK 2021 – mettere sul piatto tutto quello che si ha, senza lasciarsi margini. E così si cade, oltrepassando i limiti ai quali siamo spinti dagli avversari, senza patemi, senza rimorsi. Lo abbiamo visto nell’altalena continua della storia di quest’anno: è toccato a Rea, a Razgatlioglu, con la coscienza a posto di chi ha voluto giocare tutto quello che aveva. Sabato è accaduto a Scott Redding, partito dalla pole position e atterrato subito alla prima curva.

Mentre il giovane turco con la Yamaha blu se ne andava a vincere, il britannico della Ducati si riboccava le maniche ravvivando, sorpasso dopo sorpasso, una Gara1 che non aveva storia, risalendo dall’ultimo al nono posto. Primo Razgatlioglu per distacco, secondo Rea sulla Kawasaki, da brivido nella livrea celebrativa che ricordava quelle di Rob Phillis e Aaron Slight di inizio anni ’90.

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Michael Rinaldi, per non essere da meno rispetto al compagno di squadra, vivacizza la gara agguantando in rimonta l’ultimo gradino del podio, battendo il sorprendente Axel Bassani, quarto con la Ducati Panigale V4R di Motocorse dopo essere partito terzo in griglia.

Nella Superpole Race vince di nuovo Razgatlioglu, per mezza moto, su Scott Redding, battuto nella bagarre finale dal turco che sembrava potere tutto. Terzo, staccato, Rea, quarto di nuovo Bassani. Poi Gara2, la più spettacolare, con il gruppetto dei tre in testa che rimane unito per un buon terzo della durata, incalzato da Bassani e Rinaldi, fino a che a Scott Redding viene bene quello che la volontà che si rammentava all’inizio lo spinge a fare: passa primo dopo un po’ di schermaglie, si trasforma, fondendosi alla Panigale, nella macchina perfetta, con la testa nel casco perfetta e con il cuore che comanda il gas Ride-by-Wire.

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Inanella giri perfetti e se ne va a vincere per distacco. Guastando la festa a Razgatlioglu, che arriva terzo dietro a Rea, con Bassani quarto, Rinaldi quinto. Di Axel Bassani, Michael Ruben Rinaldi e di Andrea Locatelli, da italiani si può andare fieri. I giovani piloti nostrani premono ormai con continuità dalle seconde linee, pronti a maturare ancora e a puntare a risultati assoluti.

Era tanto che non assistevamo a questo bel movimento di talenti italiani – giovani, ed è un valore aggiunto – nella massima serie della Superbike. La prossima gara sarà l’ultima, in Indonesia. Toprak Razgatlioglu sembra avere le mani sul titolo, Jonathan Rea non mollerà.

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Scott Redding vorrà togliersi qualche ultima soddisfazione in sella alla Ducati, finendo per risultare una variabile con la quale i due contendenti dovranno fare conto. I giovani italiani vorranno emergere da dietro, e sarà l’ultima gara prima del ritiro di un grandissimo e generoso pilota: Chaz Davies. Poi sarà già 2022…

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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