SBK Magny Cours, uomini contro

SBK Magny Cours, uomini contro

Il Campionato del Mondo Superbike è ormai circoscritto al duello: due piloti, Toprak Razgatlioglu e Jonathan Rea sono padroni dello spettacolo a Magny Cours. I piloti della Ducati costretti a raccogliere le briciole.

Il fine settimana francese del World Superbike ha rilasciato un verdetto: i protagonisti della scena sono Razgatlioglu e Rea. Proprio loro, capaci di portare la competizione su livelli che stanno contribuendo a rendere il campionato di quest’anno uno dei migliori mai visti da un bel po’ di stagioni. Bisogna levarsi tanto di cappello per questi due che hanno fatto vivere…

Il fine settimana francese del World Superbike ha rilasciato un verdetto: i protagonisti della scena sono Razgatlioglu e Rea. Proprio loro, capaci di portare la competizione su livelli che stanno contribuendo a rendere il campionato di quest’anno uno dei migliori mai visti da un bel po’ di stagioni.

Bisogna levarsi tanto di cappello per questi due che hanno fatto vivere agli appassionati tre gare avvincenti, equilibrate, giocate fino all’ultima curva a prescindere da tutto.

A prescindere anche dalle moto dei due, la Yamaha e la Kawasaki, che – nel duello tra uomini – arretrano al ruolo di semplice mezzo attraverso il quale i due si stanno sfidando. Quello che abbiamo visto sulla pista di Magny Cours è stata la battaglia tra due piloti con lo stesso pacchetto tecnico, con nessuna delle due marche giapponesi che abbia dato il minimo vantaggio tecnico ad uno o all’altro.

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Sono rimasti loro due, il loro valore, il loro polso destro e il loro coraggio. La competizione si è prodotta ed ha dispiegato la sua storia nel solo ed unico valore umano. Ed in Francia ha vinto il giovane turco, Gara 1 e Gara 2 , con una maturità sorprendente, resa ancora più preziosa dall’avere battuto il campione in carica.

Perde la Superpole Race a tavolino, penalizzato per aver oltrepassato i limiti della pista nell’ultimo giro, ma è un dettaglio, importante solo per mantenere vicini in classifica i due ora che la stagione si appresta a vivere la fase finale. Jonathan Rea non ha concesso niente a Toprak Razgatlioglu che è stato implacabile.

Nessuno dei due ha sbagliato nulla: il vincitore ha vinto e lo sconfitto è stato battuto. Punto.

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La Yamaha e la Kawasaki sono state rispettivamente la blu di quello che ha vinto e la verde di quello che ha perso, ma questa non è una considerazione che debba sminuire il valore delle moto: Yamaha e Kawasaki sono i mezzi che insieme fissano l’apice tecnico che nessuno è in grado di raggiungere.

Si equivalgono – è vero – ma è un appiattimento che si posiziona sul piano dell’eccellenza. Quest’anno solo la Ducati – a sprazzi – è stata capace di inserirsi, lontana però dal raggiungere la stabilità al vertice dimostrata dalle due avversarie.

Tutti gli altri sono a lottare per le posizioni di rincalzo. C’è quindi un giovane, il turco, in stato di grazia, alimentato dall’energia che gli arriva successo dopo successo, e c’è il Campione, il britannico, ben lontano dal veder scemare il proprio talento e che concede il minimo concedibile all’avversario.

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Sono arrivati in Francia alla pari e si presenteranno in Spagna comunque divisi da una manciata di punti (solo 7) che potrebbe essere annullata nel giro di una singola gara. Noi, appassionati ducatisti ma anche amanti delle corse in generale, non possiamo che godere del duello che si preannuncia avvincente fino alla fine.

Scott Redding, rispetto alla solidità dimostrata nelle ultime gare prima della Francia, a Magny Cours in Gara 1 è stato irriconoscibile: pareva si facesse portare a spasso dalla moto, pareva impossibilitato a mettere le ruote là dove avrebbero dovuto andare, fino a rovinare per terra, riprendere, ed arrivare mestamente dodicesimo.

Rinaldi buon quarto nella gara del sabato, poi si è un po’ perso nelle gare della domenica. Meglio invece Scott Redding, con la paziente rimonta nella gara dei dieci giri e poi con il podio conquistato nella frazione conclusiva, senza però mai affacciarsi nella zona bollente.

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Forse dopo la il week end di Magny Cours c’è già un po’ aria di smobilitazione: il distacco in classifica è tornato pesante, tanto da indurre pilota e squadra a guardare al 2022. Forse il cambiamento, che lo vedrà lasciare il Team Aruba.it Ducati a fine stagione, si dimostrerà un passaggio necessario.

E’ ufficiale la fiducia rinnovata a Michael Ruben Rinaldi, che sarà chiamato da subito a meritarla, ed è atteso il ritorno di Alvaro Bautista, il pilota che per i risultati ottenuti nella prima parte del 2019, si è dimostrato per ora il miglior interprete della Ducati Panigale V4R.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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