MotoGP 2008, chi vincerà?

Chi vincerà il campionato del mondo MotoGP nel 2008? Una domanda da indovini… Lo abbiamo chiesto a chi di moto se ne intende.

E' nella storia dell'uomo: fin dai tempi antichi, il cacciatore primitivo si affidava, per non sentirsi solo, all'interpretazione di segni che avrebbero dovuto fornire presagi, buoni o cattivi, circa l'esito di un'impresa di guerra, di caccia, oppure su come sarebbe andato il raccolto. I greci e i romani interpretavano il volo degli uccelli, o consultavano indovini, andandoli a cercare, secondo…

E’ nella storia dell’uomo: fin dai tempi antichi, il cacciatore primitivo si affidava, per non sentirsi solo, all’interpretazione di segni che avrebbero dovuto fornire presagi, buoni o cattivi, circa l’esito di un’impresa di guerra, di caccia, oppure su come sarebbe andato il raccolto.

I greci e i romani interpretavano il volo degli uccelli, o consultavano indovini, andandoli a cercare, secondo miti vecchi come il mondo, anche negli oscuri regni dei morti, come fece Ulisse con Tiresia. Ossa tirate in aria e interpretate una volta ricadute sul terreno, zingare che nella tradizione più romantica leggono le mani, ma c’è anche chi si affida ai fondi di caffè nella tazzina.

Ecco, per non ammettere che conoscere il futuro è sempre stata una battaglia persa, l’uomo le ha studiate veramente tutte, in mezzo a dolmen appena edificati, passando per la classica sfera di cristallo, fino ad arrivare all’SMS con l’oroscopo che arriva puntuale a molti ogni mattina.

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Il lungo serpentone delle MotoGP durante una gara. Quest’anno ci saranno molti piloti che, pur non puntando al Mondiale, potrebbero avere il potenziale per vincere dei Gran Premi.

Noi siamo uomini, non esenti da quella inquietante sensazione di essere in balia del destino e, quindi, perché avremmo dovuto sottrarci alla voglia irrefrenabile di scrutare il futuro, solo un po’, come se lo guardassimo dal buco della serratura?

Non abbiamo osservato la tazzina con il caffè seccato sul fondo, eppure era lì, sulla scrivania. Non ci siamo chiesti cosa volessero dire gli storni sull’albero al di là dei vetri della finestra: cosa ne sanno loro di Casey Stoner, della Ducati, di Valentino e company?

No, noi abbiamo cercato i nostri specialissimi indovini, individuandoli tra chi, per esperienza, per passione e per voglia di concedersi a un gioco fine a se stesso, si è prestato di buon grado e con il sorriso di chi si prende poco sul serio.

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Giacomo Agostini, quindici titoli mondiali all’attivo, uno che di moto se ne intende…

Il primo al quale abbiamo fatto ricorso non poteva essere che lui, il pilota dai quindici titoli mondiali: Giacomo Agostini.

E’ lui il primo che, alla domanda “Secondo te, chi vince il Mondiale MotoGP quest’anno?” ha risposto innanzitutto con una bella risata.

Poi il giochino gli è piaciuto e si è concesso con la consueta disponibilità: “E’ una domanda da cento milioni! – attacca il campione dei campioni – Io penso che se lo giocheranno in due, forse in tre: Pedrosa, Valentino e Stoner.

Poi prende in esame lo scenario dei pretendenti e formula la sua analisi: “Dipende dal progetto della nuova Yamaha: faranno di tutto per vincere, ma siccome tutti vorranno farlo, non sarà facile. La Ducati sarà senz’altro protagonista, ma anche per loro dipenderà da come avranno lavorato quest’inverno.

Tentiamo di inserire Melandri nella rosa dei pretendenti e Giacomo gli chiude decisamente la porta: “No, – risponde – Melandri farà sicuramente bene, ma il titolo se lo giocheranno i tre che ho detto.

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Marco Melandri, neoacquisto del Team Ducati, non viene visto come uno dei possibili pretendenti al titolo.

Poi riprende a scherzare, facendoci capire che non basta essere Agostini per avere la sfera di cristallo: “E’ inutile tentare di indovinare, perché se ci azzecchi hai solo indovinato: non è perché sei bravo!

E’ l’essenza del nostro giochino e, stavolta, a tentare la previsione, quasi come fosse un ingresso in curva con l’assetto precario, è Gianluca Nannelli, pilota del campionato del mondo Supersport con la Honda Altea: “Se la Yamaha buttasse via il quattro cilindri in linea e facesse una moto seria non ce ne sarebbe per nessuno! – è la decisa valutazione del sanguigno pilota toscano, che poi riparte individuando quello che per lui sarà il motivo della stagione alle porte – Sarà l’azienda (la Ducati, ndr) contro l’uomo! (Valentino). Pedrosa e Hayden non li vedo in grado di vincere il Mondiale. Capirossi farà delle belle gare, così come Hopkins con la Kawasaki, ma il Mondiale sarà un affare a due!

Valentino contro la Ducati, dunque, metafora reale del dualismo sul valore dell’uomo e della macchina, vecchio quanto le corse in moto.

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Gianluca Nannelli corre da molti anni nel Mondiale Supersport. Ha guidato sia la 749 che la 999.

Il terzo oracolo è Pierfrancesco Chili. Frankie, adesso che ha appeso il casco al chiodo, ha avuto modo di colpirci per la sua indiscutibile competenza nel commentare le gare del campionato del mondo Superbike.

E’ lui il terzo personaggio chiamato a prevedere il futuro: “Valentino, Stoner e Pedrosa! – è il terno secco declamato con decisione dal campione di Fiesso, che si allinea così alla previsione di Agostini – Gli altri saranno tutti outsider. Anche Melandri si dovrà convincere che cambiare moto, sia pure per salire su quella vincente, non è mai facile. Bisognerà vedere, poi, se la Ducati riuscirà a migliorare le prestazioni che ha sfoggiato nel 2007.

Chili ha anche un altro dubbio: “Secondo me, Stoner, messo sotto pressione, potrebbe anche essere portato di più all’errore rispetto all’anno scorso.

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Stoner in piena azione sulla Desmosedici GP7. L’australiano ha il non facile compito di confermarsi campione.

Certo, si può essere ancora stupiti dalla trasformazione di Casey in sella alla Desmosedici, così come sarebbe lecito aspettarsi nuovi colpi di scena nella guerra delle gomme: “La Michelin è una grande Casa dalla quale ci si aspetta una reazione.

La decisione di Rossi di avvalersi delle Bridgestone potrebbe anche rivelarsi sbagliata, dunque: a sposare questa tesi è Paolo Giusti, collaudatore della Piaggio, uno che di chilometri su due ruote ne fa tanti. Ex corridore di quella che, ai suoi tempi, si chiamava Regolarità, il nostro quarto indovino è uno che segue le gare a tutto tondo. Minimoto, Cross, Enduro, Trial, campionato mondiale o trofeo della parrocchia: Paolino c’è!

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Molti dei nostri intervistati non hanno dubbi sul fatto che Valentino Rossi sia ancora il più forte pilota in circolazione, ma molto dipenderà dal rendimento della sua Yamaha e dal connubio tra quest’ultima e le gomme Bridgestone.

E’ l’interlocutore di tante discussioni al bar e segue le vicende dei piloti del Circus dagli anni Settanta, non potevamo, quindi, non coinvolgerlo: “Sarà di nuovo una lotta di gomme, – mette subito il dito nella piaga – con la Michelin che avrà da rifarsi di uno smacco troppo grande!

Paolo allude alla sconfitta a opera della Bridgestone, ma ancor di più al “tradimento” di Valentino: “Potrebbero fornire a Jorge Lorenzo delle gomme bestiali, per vendicarsi di Valentino, che io tolgo dalla lotta per il titolo: vedo il pilota di Tavullia in procinto di patire ancora una stagione di tribolazioni.

Poi scende nel particolare e spiega la sua tesi: “Non conta l’esperienza che Bridgestone ha fatto con Ducati e Honda: la Yamaha è diversa!”

Tirato fuori Rossi dalla lotta per il titolo, unicamente per inferiorità dei mezzi tecnici dei quali potrebbe disporre, legge le sue carte per predire il futuro: “Con il cuore vorrei che vincesse un pilota romagnolo un po’ in su con l’età: Capirossi. Per la Ducati sarà un nuovo anno di lotta per la riconferma, con Stoner che reggerà la pressione ancora alla grande, come ha fatto lo scorso anno. Neanche Melandri sarà in grado di smontarlo. Tornando al discorso gomme, invece, insieme a Lorenzo io metterei Pedrosa come principale beneficiario dei frutti della riscossa tecnologica che possiamo aspettarci dalla Michelin.

Stoner e Pedrosa: di nuovo Bridgestone contro Michelin, di nuovo la Ducati opposta alla Honda.

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Ex campione del mondo della classe 500 e istruttore della scuola guida Ducati, Marco Lucchinelli rappresenta spesso la voce fuori dal coro.

Anche Marco Lucchinelli sembra essere dello stesso avviso. Suo il commento che sibila sfuggente come la lama della spada di Zorro: “Stoner o Pedrosa!” La lama della spada di Lucchinelli arriva al cuore: “Valentino non voglio dirlo per scaramanzia!” Stoner, Pedrosa e Rossi: sono i nomi più gettonati dai nostri interlocutori che, a leggere fra le righe, auspicano e prevedono un Mondiale combattuto.

Lo si capisce da una diffusa convinzione che le variabili in gioco siano tante e che, nonostante il dominio espresso da Casey Stoner e dalla Ducati nel 2007, le tessere del mosaico vaghino come alla deriva per fermarsi e determinare scenari difficili da prevedere. Il Mondiale 2007 pare dunque non avere consegnato alle cronache un binomio in grado di aprire un ciclo, semmai una serie di compagini in cerca di rivincita, frustrate e proiettate quest’anno nella realizzazione di ciò che non è stato possibile fare nella passata stagione.

Alla Ducati l’onere di dimostrare la forza espressa vincendo tutto, alla Honda quello di riaffermarsi come reparto corse più potente del mondo, alla Yamaha quello di permettere al talento di Rossi di poter lottare da suo pari, con Suzuki e Kawasaki attese a quel salto di qualità che le porterebbe a potersi finalmente confrontare da pari a pari con le altre.

Quello che è certo è che le pietre di paragone da tenere sott’occhio sono quelle individuate da Gianluca Nannelli: Ducati tra le aziende e Valentino Rossi tra i piloti.

Rossi è una persona chiara, pulita, bella – aggiunge Pierfrancesco Chili – se manca lui, il motociclismo di livello mondiale perde un buon quaranta per cento della sua popolarità.

Rossi e Ducati si scontrano anche sul piano mediatico, con la Casa di Borgo Panigale che nel 2008 avrà da lavorare sodo per entrare ancora di più nell’immaginario della gente, anche di chi non è appassionato di moto, come ha saputo fare Valentino.

La strada è tracciata, le persone accorse in piazza a Bologna per festeggiare i campioni sono un buon punto di partenza. All’inizio del 2007, nonostante la sconfitta subìta ad opera di Hayden nel 2006, solo Valentino era l’uomo da battere: adesso il campione di Tavullia deve dividere il ruolo con la Ducati.

Lo percepisce la gente e anche i reparti corse di Honda e Yamaha, che – non crediamo per caso – hanno gettato nella mischia piloti come Lorenzo, Dovizioso e De Angelis, che non hanno paura di Stoner in quanto hanno avuto modo di batterlo nella quarto di litro.

La battaglia che si cercherà di giocare sarà anche sul piano psicologico.

Intervista a Stoner e Hayden

Casey Stoner e Nicky Hayden ci raccontano come è fatto il mondo visto dal cupolino della Desmosedici GP10.

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Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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