Gp di Stiria: la caduta degli dei

Gp di Stiria: la caduta degli dei

Ma che bel Campionato! E che bella gara, avvincente, combattuta, dagli esiti inediti e con la Ducati che brilla a metà: il secondo Gran Premio al Red Bull Ring dispensa adrenalina e suscita qualche dubbio.

E' un campionato strano, ma è un Campionato Mondiale vero: dopo il Sud Africa, anche il Portogallo fa suonare per la prima volta il proprio inno nazionale, piazzando un pilota sul gradino più alto del podio.Vince Miguel Oliveira e vince ancora la KTM. La giornata era iniziata alla grande per i colori italiani: in Moto3, dopo un bel duello tra…

E’ un campionato strano, ma è un Campionato Mondiale vero: dopo il Sud Africa, anche il Portogallo fa suonare per la prima volta il proprio inno nazionale, piazzando un pilota sul gradino più alto del podio.
Vince Miguel Oliveira e vince ancora la KTM. La giornata era iniziata alla grande per i colori italiani: in Moto3, dopo un bel duello tra Tony Arbolino e Celestino Vietti, è quest’ultimo a prevalere, vincendo la prima gara della carriera.

podio moto gp Gp di Stiria
In Moto2 vince Marco Bezzecchi, dopo che Martin, primo sul traguardo, viene penalizzato per aver pizzicato la zona verde all’ultimo giro, e riposizionato al secondo posto. Bene per il pilota dello Sky Racing Team, ma la vicenda suscita qualche dubbio sul regolamento: è giusto penalizzare un concorrente in lotta per prevalere?
Non sembra un po’ come se si fosse a correre in moto e nello stesso tempo a giocare ad una sorta de L’Allegro Chirurgo? Qualche dubbio viene, forse si potrebbe non far valere la regola all’ultimo giro, oppure avere il coraggio di valutare caso per caso, prendendosi – la Race Direction – la responsabilità di un giudizio senza appello. Ma torniamo alla gara, anzi, alle due gare: prima e dopo l’esposizione della bandiera rossa.


Maverick Vinales rimane senza freni al diciassettesimo giro, si butta letteralmente di sotto dalla sua Yamaha a quasi 200 all’ora, la moto va dritta, colpisce l’Air Fence e si distrugge incendiandosi. Pilota fortunatamente illeso e nessun altro concorrente coinvolto.

Un altro dramma sfiorato. Grossissimi problemi la Yamaha, e Maverick – con la sua disavventura – che va certificare i problemi di frenata lamentati da Quartararo nelle ultime due gare… possiamo fortunatamente scherzarci su: bastava lo facesse anche meno platealmente!
Crisi quindi per la casa dei Tre Diapason, che sembrava dovesse ammazzare il campionato con Fabio Quartararo.


Difficoltà grosse nelle quali si è trovato invischiato anche Franco Morbidelli e bandiera della Casa tenuta ancora una volta alta da Valentino Rossi, che giunge nono. Crisi anche in casa HRC, dove – complici le disavventure di Marc Marquez e la stretta dipendenza dalle prestazioni di quest’ultimo – la squadra più potente del mondo, il Repsol Honda Team, è completamente sparita.
Cadono gli dei dal cielo e cambiano quindi gli equilibri di forza: KTM e Suzuki sugli scudi, con la Marca austriaca che ha fatto una moto che sembra esser giusta per tanti: Pol Espargaro, che per ora l’ha fatta brillare solo in prova, Binder, Lecuona, e Miguel Oliveira, fatto che la dice lunga sulla bontà del progetto.
Anche la Suzuki ha raggiunto il top, lanciata con Mir verso un probabile successo, prima che la bandiera rossa neutralizzasse la gara.

Vittima dell’azzeramento anche un convincente Nakagami. Anche qui, la regola che vuole che tutto venga azzerato andrebbe ridiscussa, forse si dovrebbe tornare a considerare la gara in due manches, con la somma dei tempi… sarebbe certamente meno televisivo, ma renderebbe giustizia a chi ha rischiato anche nella prima frazione e a chi al box ha lavorato bene. L’avanzatissimo sistema di cronometraggio attuale lo consentirebbe.
Certo è però che è fuori di dubbio che la gara di ieri sia stata avvincente. Veniamo alla Ducati, dove la costante è rappresentata da un Jack Miller che arriva secondo in una volata da apnea, e conferma, migliorando di una posizione, il podio di due domeniche fa, rischiando anche di vincere.
In lotta con Pol Espargaro per un successo che sembrava essere una loro questione, sbaglia insieme allo spagnolo, premiando la prontezza e l’opportunismo di Oliveira. Facciamo ora il bilancio del weekend per la Ducati.
Con Danilo Petrucci che sembra aver tirato i remi in barca, il Ducati Team può leggere la gara di ieri valutando il bicchiere mezzo pieno: con il quinto posto di ieri, Andrea Dovizioso si avvicina alla vetta della classifica, a soli tre punti da Quartararo.

Andrea è stato lontano dal giocarsi la vittoria nel Gran Premio numero 900 della classe regina: “Purtroppo oggi non è andata come speravo. Nella prima gara ho avuto dei problemi con gli pneumatici e non avevo il feeling giusto per poter guidare bene. – ha dichiarato il forlivese – Fortunatamente, con la ripartenza, abbiamo potuto fare una scelta di gomme diverse e questo mi ha permesso di ritrovare le sensazioni a cui ero abituato. Nonostante ciò, nella seconda gara non ero abbastanza veloce in uscita di curva e questo mi ha impedito di recuperare. Dovremo lavorare bene per migliorare questo aspetto, per poter essere più competitivi anche sulle prossime piste. Con il quinto posto di oggi ci siamo avvicinati molto alla vetta della classifica e ora non ci resta che continuare ad essere costanti e fare altri passi in avanti nei prossimi GP”.

Occorre dunque un tempestivo cambio di marcia: la Ducati e Dovizioso, pur separati in casa, sono lì, in una situazione per niente disprezzabile, ma che potrebbe essere messa in crisi dal primo pilota che decidesse di diventare continuo nei risultati.
Il secondo posto ad un soffio dalla vetta è figlio anche della dispersione dei punti in palio fino ad adesso: bisogna trovare la maniera di comandare.
Infine due righe su Zarko: sanzionato per i fatti di due domeniche fa, è costretto a partire dalla Pit Lane, rimonta ed agguanta la quattordicesima posizione.


Posto che in nessun modo crediamo che un pilota possa deliberatamente causare un incidente, quanto semmai fare degli errori di valutazione, ci verrebbe da condannare la colpevolizzazione così umanime del francese: l’ultima volta capitò con Marco Simoncelli, messo alla gogna soprattutto dai piloti e dalla stampa spagnoli… si può perdere lucidità, si può perdere convinzione, si può perdere tranquillità e si può farsi male.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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