Che testa! Monocilindrico, 4 valvole, ovviamente desmo.

Che testa! Monocilindrico, 4 valvole, ovviamente desmo.

Quello che vedete è il frutto di un sogno che Del Biondo teneva nel cassetto da diverso tempo: un monocilindrico Desmo a quattro valvole.

Avete mai visto un mono con quattro valvole?

Massimo Del Biondo è ormai noto ai lettori della nostra rivista per aver riportato alla luce alcuni capolavori partoriti dalla geniale mente dell’Ingegner Fabio Taglioni. Una sorta di “replicatore”, dunque, che basandosi sulle informazioni ricavate attraverso il rapporto di amicizia che lo legava profondamente all’ex Direttore Tecnico Ducati, ha saputo riprodurre con assoluta fedeltà progetti che, altrimenti, sarebbero rimasti solo dei disegni su carta.

Tuttavia, il motore che stiamo per presentarvi non è frutto di un, per quanto virtuoso, “copia e incolla” dello specialista ravennate, ma è viceversa tutta farina del suo sacco! Dopo tante operazioni nelle vesti di interprete, infatti, Massimo deve aver sentito l’esigenza di dare libero sfogo alla propria fantasia, realizzando il “suo” monocilindrico Ducati.

Quello che vedete, dunque, non è il recupero di un qualche operato precedente, ma il frutto di un sogno che Del Biondo teneva nel cassetto da diverso tempo: quello di realizzare un monocilindrico Desmo a quattro valvole. 

Tra l’altro, questo tentativo è stato portato a termine nei primissimi anni Novanta e dunque poco prima che Ducati stessa desse vita al Supermono, pertanto possiamo affermare che, una volta tanto, è stata la Casa di Borgo Panigale a seguire le orme di Del Biondo e non viceversa!

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Vedere un monocilindrico Ducati dotato di una testa a quattro valvole fa senz’altro una grande impressione, soprattutto conoscendo la naturale avversione che l’Ing. Taglioni aveva nei confronti di tale soluzione!

Cronologia degli eventi a parte, nel dare vita al suo bialbero 450 Desmo, Massimo ha in realtà tratto ispirazione dalla fluidodinamica della 851, moto per la quale era stato comunque interpellato da Ducati come consulente esterno.
In pratica, il ragionamento di Del Biondo è stato: se loro sono riusciti a fare un quattro valvole Desmo con un bicilindrico, allora io voglio realizzare un mono con le stesse caratteristiche! Così, nel novembre del 1991, alle 8 di sera, il monocilindrico di Del Biondo ha emesso i primi “vagiti”.

Il basamento, naturalmente, è stato ripreso dalle unità a coppie coniche che Massimo conosce molto bene, in quanto ha appunto realizzato vari monocilindrici su quella base, ma il resto, vale a dire tutta la parte termica più alcuni dettagli della trasmissione, è stato costruito su misura.
Partendo dal layout utilizzato sulla 851, dunque, Del Biondo ha dovuto ricostruire tutto lo schema della distribuzione, facendo tra l’altro i conti con spazi e ingombri decisamente più limitati rispetto al bicilindrico raffreddato ad acqua, senza contare la “conversione” del progetto dalle cinghie dentate alle coppie coniche. 
L’albero a camme, pertanto, è stato realizzato completamente a mano, mentre il pistone è stato fornito direttamente da Ducati attraverso il benestare dell’Ingegner Taglioni. Le misure di alesaggio e corsa sono rispettivamente 88 e 75 mm, per una cilindrata di circa 450 cc appunto, anche se successivamente Del Biondo ha realizzato anche una versione maggiorata con alesaggio di 92 mm.

Il carburatore ritratto in foto è un Dell’Orto da 42 mm, ma anche in questo caso Massimo ha fatto esperimenti di vario tipo, arrivando fino a un diametro di 45 mm e impiegando anche carburatori di produzione giapponese, alla ricerca della migliore messa a punto e resa prestazionale.

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L’intento di Del Biondo, infatti, era fin dall’inizio quello di far correre questo monocilindrico, in modo da dimostrare la validità delle sue scelte tecniche. Il problema, però, non è stato tanto quello di ottenere cavalli a sufficienza, quanto piuttosto le lamentele da parte degli avversari che, puntualmente sverniciati sul rettilineo, hanno subito contestato la fedeltà storica del motore di Del Biondo.

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Incredibile la cura con cui sono realizzati tutti gli organi della distribuzione, dalla coppia conica, ai bilancieri, agli alberi a camme e le valvole. Tutto è stato accuratamente lucidato
e alleggerito, come si conviene in un motore da corsa.

“In realtà, – spiega il tecnico romagnolo – avevo chiesto di poter correre fuori classifica, ma purtroppo l’ambiente delle corse porta facilmente al proliferare di invidie e quant’altro, così ho preferito ripiegare sulle pure esibizioni in occasione dei revival a tema motociclistico. Lì, almeno, lo spirito è solo quello di intrattenere il pubblico con uno spettacolo divertente ed emozionante, non c’è competizione”.

Tornando al progetto, il bialbero 450 di Del Biondo è riuscito a sviluppare alla ruota la bellezza di 60 Cv, con valvole da 39 mm all’aspirazione e 36 mm allo scarico (in foto sono rappresentate le valvole della versione di 350 cc, che ha valvole da 34 mm all’aspirazione e 29 mm allo scarico).

I bilancieri della distribuzione sono anch’essi ispirati a quelli della 851 Racing, con le opportune modifiche necessarie per contenere gli ingombri. Tutti gli ingranaggi risultano inoltre accuratamente alleggeriti, in modo da favorire il massimo allungo possibile. Stando a quanto dichiarato da Del Biondo, infatti, questo monocilindrico è in grado di raggiungere i 10.500 giri senza particolari problemi di affidabilità: un regime sufficiente per far sfrecciare la 450 Desmo sul rettilineo del Mugello, con un pilota “fantino” in sella, a oltre 240 Km/h!

Questo bellissimo esemplare va dunque inteso non tanto come l’estrema elaborazione di un motore d’epoca, ma come un sapiente mix tecnico, messo in atto da un appassionato che ha sempre nutrito una sorta di vera e propria venerazione per il Desmo. Con il 450 Desmo a quattro valvole, Del Biondo è infatti riuscito a conquistare definitivamente la stima dell’Ingegner Taglioni, che definì quel motore “stupendo, fabbricato con cura e maestria”, come si legge in una sua dedica autografa. Del resto, Del Biondo ha completato l’opera con numerosi dettagli di pregio, come la frizione a secco con dischi in carbonio, i coperchi in magnesio e quant’altro avesse a disposizione “pescando” nel suo repertorio racing. Tutte cose che, da appassionato delle corse com’era, devono aver fatto brillare gli occhi di Taglioni.

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Molto racing anche l’albero motore con la sua biella.

Basti pensare che la moto completa pesa appena 92 Kg e il suo punto di forza, secondo Del Biondo, è proprio l’erogazione del motore: “E’ qualcosa di completamente diverso rispetto ai mono a due valvole. Fin da 1000 giri la spinta cresce sempre, senza flessioni, potendo contare su un grande allungo nella parte finale dell’erogazione”.

Prestazioni che, naturalmente, richiedono una messa a punto perfetta, soprattutto a livello di fasatura: ogni 1500 Km, infatti, Del Biondo era solito controllare la distribuzione e il gioco valvole, operazione non facilissima a causa del poco spazio disponibile all’interno della testa, per cui era necessario registrare un albero a camme per volta. Per quanto riguarda il basamento, invece, quest’ultimo si è dimostrato quanto mai solido, grazie anche alla biella forgiata che impreziosisce l’albero motore e all’efficace impianto di lubrificazione con condotti esterni.

Pensare che alcuni famosi preparatori del settore, quando sentirono che Del Biondo stava lavorando a questo progetto, dissero che un motore del genere non sarebbe mai stato possibile: “Invece hanno dovuto ricredersi! – racconta Massimo divertito – Quando l’hanno sentito in moto sono rimasti a bocca aperta! Però, la soddisfazione più grande, come sempre, me l’hanno data le parole dell’Ingegner Taglioni, perché lui era uno che non si sbilanciava facilmente e prima di emettere un giudizio misurava le persone attraverso i fatti. Una persona dotata di grande intelligenza, che, nonostante non fosse mai stato troppo favorevole alle quattro valvole per cilindro, dimostrò sincero entusiasmo di fronte al mio 450 Desmo”.

 

Questo articolo ha un commento

  1. Kari Syrjänen

    How much cost the whole 4 valve kit for 450 cc ducati ? I am interesting to buy one , looks so nice and high quality.

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