Una domenica speciale: a Portimao rientra Marc Marquez

Una domenica speciale: a Portimao rientra Marc Marquez

La gara portoghese dovrà rispondere a più di un interrogativo e saturare quei buchi che l’assenza forzata di Marquez ha contribuito a creare nella valutazione di tutti i contendenti.

Sarà un fine settimana speciale quello che ci attende. Sarà quello che incomincerà a rispondere ai mille interrogativi calati sul mondiale MotoGP dall'infortunio di Marc Marquez in poi.Ci sarà il Re che rientra, dopo una lunghissima assenza, iniziata bruscamente quando - senza discussioni - il potere l'aveva in mano lui.Marc sarà chiamato, per primo e già dalle prime prove, a…

Sarà un fine settimana speciale quello che ci attende. Sarà quello che incomincerà a rispondere ai mille interrogativi calati sul mondiale MotoGP dall’infortunio di Marc Marquez in poi.

Ci sarà il Re che rientra, dopo una lunghissima assenza, iniziata bruscamente quando – senza discussioni – il potere l’aveva in mano lui.

Marc sarà chiamato, per primo e già dalle prime prove, a farsi misurare: quanto peseranno le ferite fisiche subìte, quanto quelle morali e quanto vale ancora la sua Honda?

Quanto di buono, in termini di maturazione come uomo, l’assenza forzata avrà seminato in Marc Marquez? E quante saranno invece le scorie negative accumulate da dover smaltire giro dopo giro, gara dopo gara?

Lo diciamo subito: forse non basterà il fine settimana portoghese a renderci chiara la visione, forse occorreranno più gare, ma se – per caso – Portimao ci riconsegnasse Marc ai suoi livelli abituali, allora sì che ci troveremmo di fronte alla leggenda, ed anche a qualche considerazione da dover fare sugli avversari.

Abbiamo detto che senza lo spagnolo il livello si è abbassato, lo abbiamo ripetuto alla noia. Quello che è certo è che in un anno la MotoGP è cambiata e sarebbe cambiata anche con il numero 93 in pista: Marc Marquez, quello che era il nuovo che avanzava contro la generazione più anziana, adesso è – e sarebbe stato comunque – risucchiato nel gruppo della vecchia guardia.

Piloti giovani, ambiziosi, freschi, hanno dato il cambio, mai come in questo lasso di tempo, ai campioni consumati, quelli da terza cifra nel computo dei Gran Premi disputati.

I giovani che si sono affacciati alla ribalta del campionato motociclistico di livello più alto, con l’assenza del Campione, non si sono potuti misurare con il metro di paragone assoluto, ma il Campione stesso, rimanendo fuori, non ha potuto ancora misurarsi con i ragazzi terribili venuti su dalla Moto2.

Il brusco interrompersi della continuità della presenza di Marc gli ha cristallizzato addosso il titolo di metro di paragone assoluto, quel titolo che ci ha fatto commentare le gare del 2020 e dell’inizio di quest’anno con i se e con i ma, quel titolo che gli è stato riconosciuto anche da assente e che ha reso meno pieni i successi di chi è rimasto a gareggiare e ha vinto o che ha ulteriormente affossato il valore di chi non è riuscito a succedergli sul trono lasciato vacante.

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A Portimao, quella che è stata l’ombra che ha aleggiato sul Mondiale, prenderà di nuovo consistenza fisica, volume, colore, e finalmente sapremo.

Sapremo innanzi tutto se l’asticella fissata dal valore di Marquez è ancora all’altezza di prima dell’incidente, ma sapremo anche se qualcuno dei giovani è arrivato al livello di poterla superare.

Sapremo se lo stesso Marc sarà in grado di competere ai livelli da lui stesso fissati. Potremo valutare quanto la splendida arroganza agonistica dello spagnolo sia trafilata intatta dal crogiolo dell’assenza e della sofferenza fisica: Marc Marquez nella sua carriera è caduto molto, nessuno come lui si era spinto al limite delle leggi insuperabili della fisica, ma questa volta si è fatto davvero male.

Ci troveremo di fronte lo stesso arrogante, incosciente, arrembante pilota o no? In senso buono, sia chiaro… Sarebbe riduttivo poi parlare dello spagnolo tralasciando l’altra metà del binomio che definisce il centauro: c’è il pilota e c’è la sua moto.

Quindi da ultimo, ma non in termini di importanza, in Portogallo domenica potremo valutare con maggiore chiarezza lo stato di competitività della Honda: ci troviamo di fronte ad una moto che solo Marc Marquez era in grado di interpretare, così come accadde alla Ducati con Stoner, o per la Casa giapponese più potente del mondo la crisi tecnica prescinde dall’assenza del suo campione più forte?

Quanto è rimasta indietro la HRC nello sviluppo e quanto questo ritardo è dipeso dall’assenza del nobile sedere di Marquez sulla sella dell’RC213V? Quanto sarà davvero il valore assoluto del vantaggio tecnico accumulato da Yamaha, Ducati e Suzuki?

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Le difficoltà generalizzate incontrate dai piloti della Honda in questo inizio di stagione non contribuiranno di certo a ad infondere in Marc la certezza, il punto fermo, di ritrovare almeno un mezzo competitivo così come lo aveva lasciato, e questo sarà un problema di più…

Finale: questi sono tutti interrogativi che per numero e qualità la logica ci suggerisce che non sarà solo il fine settimana che arriva a poterli dissipare: ci vorrà addentrarsi ancora più in profondità dello svolgersi della stagione, però quello che è certo che lo stato d’animo di tutti, a Portimao, con il più celebre dei Marquez finalmente in pista, avrà sfumature e umori diversi e, per molti, inediti. Sarà certamente un weekend interessante e noi spettatori prontissimi a viverlo.

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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