Valencia 2021: Ducati day

Valencia 2021: Ducati day

Le Desmosedici onorano il titolo costruttori monopolizzando il podio di Valencia: vince Bagnaia, davanti a Martin e Miller, nel giorno della festa per l’addio alle gare di Valentino.

Una vittoria tonda, un trionfo ad onorare e legittimare, ancora ce ne fosse bisogno, il Titolo di Campione del Mondo Costruttori: è questa Ducati, la Desmosedici progettata da Luigi Dall’Igna, la migliore tra le moto che si sono date battaglia in questa stagione. Tre piloti di Borgo Panigale hanno completato il podio. Pecco Bagnaia, il pilota più in forma del…

Una vittoria tonda, un trionfo ad onorare e legittimare, ancora ce ne fosse bisogno, il Titolo di Campione del Mondo Costruttori: è questa Ducati, la Desmosedici progettata da Luigi Dall’Igna, la migliore tra le moto che si sono date battaglia in questa stagione.

Tre piloti di Borgo Panigale hanno completato il podio. Pecco Bagnaia, il pilota più in forma del momento, ha avuto ragione dell’arrembante Jorge Martin, autore della Pole Position, terzo Jack Miller.

La Desmosedici e Bagnaia sono cresciuti assieme nel corso del campionato, diventando i fattori indissolubili di un binomio dove l’uno non esisterebbe così forte senza l’altra. La Desmosedici e Bagnaia sono arrivati finalmente a completarsi a vicenda, in maniera così naturale e progressiva, e la Desmosedici GP21 e Bagnaia debbono adesso fare paura agli avversari.

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Fabio Quartararo è il Campione del Mondo e lo è con merito, certo, ma alla fine di questo 2021 di gare, non è lui il pilota più forte, così come la Yamaha dovrà darsi da fare per colmare il divario che adesso soffre nei confronti della Ducati. La Marca giapponese ha portato Quartararo a poter fare tesoro di un vantaggio iniziale, che il francese alla fine è riuscito a farsi bastare, un gruzzolo di punti accumulato quando ancora i valori in campo non erano quelli venuti fuori dalla storia della seconda metà della stagione.

Fabio Quartararo è stato l’unico che ha saputo interpretare e sfruttare la moto, con fasi altalenanti a ben vedere, quando i compagni di marca nel corso dell’anno non sono riusciti a far fronte alle difficoltà. La Ducati d’altra parte ha avuto il merito di risultare vincente o da podio, oltre che con Pecco anche con Zarco, all’inizio, con Martin e con Miller, per non escludere poi Enea Bastianini, autore di gare in rimonta strabilianti: quando una moto va bene per tanti piloti, quella moto è figlia di un progetto sano e vincente.

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Però è Francesco Bagnaia il suo miglior cavaliere, è lui che – ad un certo punto (e certamente tardi per vincere il titolo piloti…) – si è amalgamato al meglio con le caratteristiche della Desmosedici, dimostrandosi oltre che veloce in prova, anche micidiale in gara. Quindi adesso, da oggi in poi, quelli di Honda e Yamaha, e via via gli altri, dovranno inventare qualcosa per risalire sul piano più in alto della competitività, che è fissato da Ducati.

Poche volte come in questo anno di Gran Premi, il Titolo di Campione del Mondo Costruttori ha certificato il vero valore di quello che si è visto in pista, del valore tecnico espresso dal Marchio che se l’è conquistato. C’è finalmente da ben sperare per la stagione che verrà tra gli uomini del reparto corse di Borgo Panigale. Le quattro moto del Lenovo Team e del Pramac Racing che Ducati ha schierato sono identiche, tanto da contare poco per un pilota essere schierato dall’una o dall’altra squadra: e questo è senza dubbio un punto di forza.

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A Valencia ieri, il trionfo della Ducati si è intrecciato con il festoso addio alle corse di Valentino Rossi. E’ tantissimo quello che gli appassionati di tutto il mondo debbono a Valentino: ha trasformato il motociclismo in uno sport popolare ed ogni parola, ogni aggettivo, risulta irrimediabilmente stretto nel qualificare la carriera del pilota numero 46.

I trionfi del pilota nove volte campione del mondo hanno costruito la sua fama, che ha abbattuto ogni confine nazionale consegnando la sua leggenda al mondo intero: Valencia, in Spagna, la Spagna di Marquez, di Lorenzo e di tantissimi altri campioni ieri era gialla.

Ci eravamo illusi, noi appassionati della Ducati, di vederlo trionfare anche in rosso: non è successo – è vero – ma è stato comunque vivere un bel sogno. Non ci lascerà, il signor Rossi, orfani di talenti nostrani, così come successe quando smise Agostini: di Valentino c’è tanto nella vittoria di Bagnaia di ieri e c’è tanto merito suo nella ripresa del movimento dei piloti italiani.

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Valentino Rossi e Ducati: esordio difficile

Il debutto in gara di Rossi sulla Desmosedici non è stato quello che molti speravano. Vediamo di capire che tipo di stagione aspetta Valentino e la Ducati.

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Sono quasi dieci anni che Valentino e la sua VR46 Academy costruiscono, allevano e coltivano il talento dei piloti di casa nostra, in una sorta di rimettere in gioco come capitale da investire quel che di straordinario il motociclismo ha dato al pilota di Tavullia. Il merito di Valentino, ispiratore indiscusso di tutti campioni di oggi, e della sua VR46 Academy, ha valore anche perché le ricadute eccezionali in termini di talenti espressi non si limitano solo ai Gran Premi e investono tutti i campionati, compresa la WorldSBK.

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Valentino, non dimentichiamolo, è stato competitivo fino alle prime gare della scorsa stagione, a quarant’anni, contro gente di venti. Adesso Valentino Rossi, e – non dimentichiamolo – Antonio Cairoli, con i nove titoli mondiali a testa, si consegnano a braccetto definitivamente alla leggenda dello sport. #GrazieVale46 #GrazieAntonio222

Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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