Lady Ducati al Food Factory

Lady Ducati al Food Factory

Le soste sono spesso tempi e luoghi anonimi, spazi che non hanno luogo nella memoria dell’itinerario, ancor più nel caso di appassionati tragitti nel folle abbandono motociclistico. Però, per propria natura, alcune strade danno vita a luoghi che si trasformano in ritrovi, mete, passaggi obbligati: possono essere paesaggi, punti di sosta, locali di ristoro, alcuni […]

Le soste sono spesso tempi e luoghi anonimi, spazi che non hanno luogo nella memoria dell’itinerario, ancor più nel caso di appassionati tragitti nel folle abbandono motociclistico. Però, per propria natura, alcune strade danno vita a luoghi che si trasformano in ritrovi, mete, passaggi obbligati: possono essere paesaggi, punti di sosta, locali di ristoro, alcuni progettati e altri che sembrano…

Le soste sono spesso tempi e luoghi anonimi, spazi che non hanno luogo nella memoria dell’itinerario, ancor più nel caso di appassionati tragitti nel folle abbandono motociclistico. Però, per propria natura, alcune strade danno vita a luoghi che si trasformano in ritrovi, mete, passaggi obbligati: possono essere paesaggi, punti di sosta, locali di ristoro, alcuni progettati e altri che sembrano sorti per generazione spontanea di accumuli e concentrazioni di vicende e viaggiatori.
Ristoranti e bar di passi e lungomare diventano così motociclistici senza volerlo essere, dove sconosciuti diventano amici di lunga data. Ne ho visitati molti, alcuni famosissimi, come i Saloon della Main Street di Daytona e dintorni o come gli American dinner che affiancano la Route 66, altri originalissimi come il noto Ace Cafè di Londra o i moderni Race Cafè strapieni di memorabilia dell’americano motorsport.

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Lady Ducati all’interno del locale dedicato al mito Scrambler.

L’atmosfera racing ancestrale, di storia antica, pervade anche i pub dell’Isola di Man, di Quarterbridge o Creeg ny baa, dove non mancano motociclette e cimeli tra tavoli e banconi, e si trasforma in sacro nel Joeys Bar di Ballymoney in Irlanda del Nord.
In occasione dell’Italian President Meeting dei Ducati Club DOC Italiani ho aggiunto un motoristico locale alle mie moto-culinarie esperienze, iniziando l’annuale meeting con la cena in compagnia degli amici dei Ducati Club al nuovo Scrambler Ducati Food Factory, locale in Via Stalingrado a Bologna, pratico e colorato ambiente ispirato dalla filosofia Scrambler Ducati.
Per Ducati non una novità, se si pensa al già da anni operativo Ducati Cafè di Roma; ma lo Scrambler Ducati Food Factory è una esperienza gastronomica, dove il menù è un viaggio tra i gusti e i sapori tipici della regione, tra tortellini e tortelloni, tagliatella, piadina romagnola di impasto casereccio per salumi e formaggi dal sapore romagnolo, dove non mancano rivisitati piatti tipici della tradizione Bolognese tra scelte di pizza e piadine.
Grafiche vintage gialle e arancioni, grigi murali pop, libri di viaggi, riviste, apparel, caschi, serbatoi dipinti decorano ogni parete, facendo da sfondo per i Ducati Scrambler esposti anche al livello superiore.
L’annuale ritrovo dei presidenti si è concluso la domenica nell’auditorium aziendale, per tutti l’occasione di conoscere Eugenia Comini – Marketing and Event Assistant – ed Eugenia Simoni – Events and Community Assistant- coordinatrici delle attività del DOC Office.
Il nuovo museo Ducati ha ospitato i partecipanti per l’originale buffet prima del conclusivo confronto di esperienze e attività per programmare al meglio i ricchi e appassionanti eventi futuri.
Per tutti i presidenti, a ricordo della speciale giornata, il nuovo libro fotografico “Stile Ducati – Una storia per immagini” pubblicato in occasione del novantesimo anniversario della fondazione dell’azienda di Borgo Panigale.

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