WSBK Donington 2021: cose turche!

WSBK Donington 2021: cose turche!

Razgatlioglu è il padrone a Donington. Rea cade, il Campionato del Mondo Superbike si riapre, ma i piloti Ducati – in grande difficoltà – non sono lì ad approfittarne.

Rea si scopre umano e sbaglia. E’ il punto focale del Round di Donington del WorldSBK. Il mondiale che pareva dover seguire una sola, unica e scontata storia, cambia direzione.Ci voleva una caduta, un errore del Campione del Mondo perché quello che pareva un destino segnato – di colpo – diventasse un sussulto e tutto fosse rimesso di nuovo in…

Rea si scopre umano e sbaglia. E’ il punto focale del Round di Donington del WorldSBK. Il mondiale che pareva dover seguire una sola, unica e scontata storia, cambia direzione.

Ci voleva una caduta, un errore del Campione del Mondo perché quello che pareva un destino segnato – di colpo – diventasse un sussulto e tutto fosse rimesso di nuovo in gioco.

Viene anche da sentirsi in colpa per aver accolto la caduta di Jonathan Rea come una benedizione arrivata a tenere vivo l’interesse sul campionato e quindi – dato anche che si è trattato di una innocua scivolata – preferiamo citare l’episodio come “l’errore di Rea”, così, tanto per autoassolversi per aver esultato quando l’avantreno ha perso la presa, e nelle corse l’errore ci può stare.

L’errore di Rea, appunto, ha permesso che il campionato, da ora in poi, possa ripartire quasi da zero. Si riparte da zero, ma non per tutti: per due piloti soli. Rea e Razgatlioglu. Kawasaki e Yamaha.

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Gli altri sono troppo indietro, impotenti e impreparati, scarsamente dotati – nel loro bottino di punti – per poter approfittare del regalo rappresentato dall’errore di Rea. Razgatlioglu e Rea, citandoli ora in ordine di classifica dopo il Round in terra britannica, sono la tradizione e l’innovazione, il vecchio e il nuovo.

Il pilota turco ha il merito di aver corso la gara del sabato in maniera impeccabile, ma forse sarebbe meglio dire prepotente. A cavallo della sua Yamaha, partito dalla tredicesima casella dello schieramento, ha vinto, liberandosi di tutti nello spazio di un paio di giri. Una dimostrazione di forza, di lucidità, di solidità tecnica del pacchetto a disposizione, e di estrema convinzione del proprio potenziale.

La Gara 1 corsa da Toprak Razgatlioglu sarebbe stata salutata comunque come un passo avanti verso la riapertura del campionato, anche senza quello che è successo dopo: il turco e l’inglese – prima del via della Superpole Race – erano divisi solo da 15 punti.

Nella Superpole Race, la gara dei 10 giri, sembrava che il treno del campionato potesse tornare deciso a percorrere la linea tracciata: primo Rea e Razgatlioglu sesto, con il buon inserimento sul podio dei due piloti BMW, Sykes e Van der Mark nell’ordine, che se le danno di santa ragione alle spalle della Kawasaki.

Poi è arrivata Gara 2, quella che ci farà aspettare Assen con rinnovato interesse. Rea se ne va, ma è braccato di nuovo dal giovane pilota turco, che lo supera. Viene risuperato ma non molla. Fino a 13 giri dalla fine: a Jonathan Rea, che viene mollato dall’anteriore, questa volta non riesce il recupero “alla Marc Marquez” e va per terra.

Un regalo che solo Toprak dimostra di meritarsi, volando primo sotto la bandiera a scacchi e raggiungendo così la vetta della classifica, spodestando Jonathan anche se solo per due punti. Gli altri, lo abbiamo già detto, sono impreparati a ricevere il dono.

Gli altri purtroppo sono principalmente i piloti della Ducati, quelli del Team Aruba.it e in special modo Redding.

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Scott Redding con la Panigale V4R ha un rapporto quanto mai altalenante e a Donington ha dimostrato la totale confusione nella quale si trova. Avrebbe potuto far tesoro anche lui dell’errore di Rea se fosse stato esente dal commettere i suoi: caduto all’inizio Gara 1, si porta a casa un altro “zero”.

Parte con le Rain nella Superpole Race e sbaglia. Sarà impietosamente superato da tutti. Scott si scusa con la squadra e si prende tutte le responsabilità. Ma quello che preoccupa di più nella scelta della gomme per la gara sprint della domenica mattina, se cerchiamo di andare più a fondo, è la volontà di Redding di cercare di giocarsi una sorta di azzardo, di cercare di pescare il Jolly dal mazzo, quasi a rifiutare il confronto ad armi pari con gli avversari diretti che vanno con le “Intermedie”.

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Non è questo il segno di fiducia in se stesso che un pilota dovrebbe avere, nella moto e nella squadra. Il problema è dunque il pilota? Che è successo in Gara 2 dove sembrava di nuovo aver raggiunto un buon livello di competitività? E se davvero il problema, per la Ducati, fosse il proprio uomo di punta, che alternative ci sarebbero?

Rinaldi a Donington è rientrato nei ranghi, dopo lo splendido fine settimana di Misano e Davies stenta a ritrovare il feeling che aveva con la Panigale alla fine della scorsa stagione.

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Ci dispiace perché da appassionati avremmo voluto una moto rossa e non blu ad artigliare la schiena di Rea, ma nella squadra ufficiale Ducati ora regna la confusione ed i rimedi che potranno essere presi purtroppo potranno ormai avere effetto sulla prossima stagione.

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Andrea Tessieri

Andrea Tessieri, da sempre appassionato di motociclismo sportivo, segue le tappe italiane del WorldSBK e del mondiale GP professionalmente dalla fine degli anni novanta. Collaboratore di Mondo Ducati come fotografo e giornalista fin dai primi numeri, la propensione alla studio della storia del motociclismo sportivo lo porta alla pubblicazione di Ducati Racing, nel 1999, e del più recente Ducati Legends, uscito alla fine del 2021.

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