XDiavel S: prova della powercruiser Ducati

XDiavel S: prova della powercruiser Ducati

L’XDiavel è un mix fra fascino USA e prestazioni italiane, talmente diversa dal Diavel che forse si meritava un nome completamente nuovo.

Come entrare con successo nel mercato americano delle Cruiser? Questo è un enigma che il management di Ducati cerca di risolvere da più di cinque decenni, si può dire da quando, nel 1963, provò con il prototipo Apollo, un'imponente quattro cilindri da 1260 cc. Del resto, non deve essere facile, per un'azienda che ha un'incredibile storia di successi nelle competizioni,…

Come entrare con successo nel mercato americano delle Cruiser? Questo è un enigma che il management di Ducati cerca di risolvere da più di cinque decenni, si può dire da quando, nel 1963, provò con il prototipo Apollo, un’imponente quattro cilindri da 1260 cc. Del resto, non deve essere facile, per un’azienda che ha un’incredibile storia di successi nelle competizioni, entrare in un segmento di mercato così importante, come quello delle Cruiser nel mercato statunitense. Più che altro, poi, come farlo senza tradire la sua tradizione sportiva, la sua vocazione?

Per capirci, bisogna considerare che ben il 48% delle 483.526 moto stradali vendute negli Stati Uniti nel 2014 erano delle Cruiser, un numero difficile da ignorare anche per una Casa come la Ducati, soprattutto ora che tale tipologia di moto si è diffusa in tutto il mondo e non è più solo relegata negli USA, che comunque rappresentano il primo mercato per Ducati.

Ecco quindi spiegati i motivi per cui Ducati è entrata in questo mondo già nel 2011 con il Diavel: una moto che ha creato un nuovo mercato, che potremmo definire delle powercruiser, una combinazione fra performance da Superbike e look da custom che sembrava totalmente irrazionale, ma che si è rivelato assolutamente coinvolgente.

Ducati_XDiavel (2)

C’è un indubbio successo commerciale del Diavel, con 30.000 esemplari venduti finora, con la differenza però, rispetto ad altri modelli Ducati, che le sue vendite non hanno avuto un boom iniziale per poi andare lentamente a scemare, ma si sono mantenute costanti anno dopo anno, quando sempre più motociclisti si sono convertiti alla causa di questo diavolo sotto mentite spoglie che è, in sostanza, due moto in una: da un lato, la personalità di una vera custom, con la sua enorme gomma posteriore e la rilassante posizione di guida con ampio manubrio e pedane leggermente avanzate, dall’altra le prestazioni di una Superbike, con un’accelerazione elettrizzante che si integra con un’insospettata agilità, il tutto accompagnato dal rombo del suo scarico, dalla personalità del bicilindrico Desmo: in breve, a mio avviso, uno degli esempi più riusciti di due ruote che siano apparse sul mercato negli ultimi anni.

Così ora, dopo aver stabilito che le parole “Ducati” e “Cruiser” non si escludono a vicenda, era quasi inevitabile che la Casa di Borgo Panigale dovesse espandere la sua gamma in questo specifico settore verso una frontiera ancora più estrema: ecco quindi il debutto dell’XDiavel, che si presenta come una vera cruiser in stile americano, da guidare in una modalità che Ducati stessa ha definito come “Low speed excitement“.

Il progetto Ducati XDiavel

L’XDiavel cerca di riunire in sé due diversi modi di vivere la moto: quello europeo, che abbina prestazioni, stile e maneggevolezza, e quello americano, dove un atteggiamento rilassato e un motore con tanta coppia danno il gusto di guidare a velocità relativamente basse per lunghi tratti su strade con poche curve.

Così, per raggiungere questo obiettivo, il team di ingegneri Ducati guidati da Eugenio Gherardi, il cui ultimo compito è stato quello di realizzare la 1199 Superleggera, hanno essenzialmente riprogettato la piattaforma Diavel per creare una moto altrettanto estrema, ma con un carattere molto diverso.

7-28-XDIAVEL-S
La trasmissione è a cinghia, novità assoluta su un motore Ducati. Per poter ospitare la puleggia anteriore, il carter motore è stato disegnato ad hoc. Il rapporto finale è 28/80 che corrisponde a un rapporto pignone/corona 15/43. Il nuovo Testastretta DVT 1262 utilizza il sistema DVT (Desmodromic Variable Timing) che è stato introdotto per la prima volta sulla Multistrada 1200; per l’XDiavel è stato rivisto per consentire al motore elevati valori di coppia anche ai bassi regimi. Il sistema DVT varia in modo indipendente sia la fasatura dell’albero a camme che comanda le valvole di aspirazione, sia quella dell’albero a camme che comanda le valvole di scarico grazie all’adozione di un variatore di fase applicato all’estremità di ognuno dei due alberi a camme. Il sistema è diviso in due parti: una esterna rigidamente collegata alla puleggia, trascinata dalla cinghia di distribuzione, e una interna collegata all’albero a camme che può ruotare in anticipo o in ritardo a seconda della pressione dell’olio presente in camere apposite. La pressione dell’olio è regolata da valvole dedicate e la fasatura di ogni camma è controllata da un sensore posto nei coperchi delle teste.

Per migliorare il comportamento alle basse velocità e avere una buona dose di coppia sempre disponibile, hanno così portato la cilindrata del motore da 1198 cc a 1262 cc, con alesaggio invariato e corsa incrementata per misure pari a 106 x 71.5 mm, rispetto ai precedenti 106 x 67.9 mm. Sempre nel rispetto dei parametri Euro 4, l’XDiavel raggiunge ora una potenza massima di 156 Cv a 9500 giri, con una coppia massima di 13.1 Kgm raggiunti a solo 5000 giri, un dato molto inferiore a quello di tutti gli altri modelli Ducati che condividono la stessa tipologia di propulsore, ma ideale per una cruiser.

Inoltre, a soli 2100 giri il propulsore eroga già oltre 10 Kgm di coppia, con una curva estremamente piatta fino a 10.000 giri al minuto, regime al quale interviene il limitatore di giri.

Inoltre, nella rivisitazione del Testastretta per realizzare questa variante definita DVT 1262, gli ingegneri Ducati hanno lavorato a stretto contatto con i designer, in modo che, ad esempio, la pompa dell’acqua fosse trasferita all’interno della L dei cilindri, così da eliminare i tubi che altrimenti sarebbero stati visibili sulla parte sinistra del motore.

L’XDiavel è anche la prima Ducati a disporre di una trasmissione finale a cinghia, offrendo così vantaggi di silenziosità, pulizia e manutenzione ridotta, oltre che di una risposta fluida al comando del gas, come richiesto dal tipico utente delle moto cruiser.

Ducati_XDiavel (3)
La trasmissione è a cinghia, novità assoluta su un motore Ducati. Per poter ospitare la puleggia anteriore, il carter motore è stato disegnato ad hoc. Il rapporto finale è 28/80 che corrisponde a un rapporto pignone/corona 15/43. Il nuovo Testastretta DVT 1262 utilizza il sistema DVT (Desmodromic Variable Timing) che è stato introdotto per la prima volta sulla Multistrada 1200; per l’XDiavel è stato rivisto per consentire al motore elevati valori di coppia anche ai bassi regimi. Il sistema DVT varia in modo indipendente sia la fasatura dell’albero a camme che comanda le valvole di aspirazione, sia quella dell’albero a camme che comanda le valvole di scarico grazie all’adozione di un variatore di fase applicato all’estremità di ognuno dei due alberi a camme. Il sistema è diviso in due parti: una esterna rigidamente collegata alla puleggia, trascinata dalla cinghia di distribuzione, e una interna collegata all’albero a camme che può ruotare in anticipo o in ritardo a seconda della pressione dell’olio presente in camere apposite. La pressione dell’olio è regolata da valvole dedicate e la fasatura di ogni camma è controllata da un sensore posto nei coperchi delle teste.

La prova dell’ XDiavel Ducati

La possibilità di valutare come Ducati sia riuscita a soddisfare le aspettative di chi sceglie l’XDiavel come moto da guidare e non solo da ammirare da ferma, si è concretizzata grazie a un test di un giorno, con oltre 260 Km percorsi, che si è svolto nei dintorni di San Diego, nel sud della California, lungo il confine messicano.

La prima cosa che colpisce è sicuramente la posizione di guida, con le pedane in posizione molto avanzata; ebbene sì, che c’è di male, il risultato è estremamente confortevole tanto da renderla una comoda e veloce divora chilometri.

L’unico aspetto a cui fare attenzione è nel non consumare i tacchi degli stivali, se si decide di approfittare della possibilità di piegare fino ai 40 gradi di inclinazione che l’XDiavel consente, a fronte dei 25° che al massimo permettono le altre cruiser: in questo senso, la gomma posteriore Pirelli da 17″ (non da 16 o 18″ come è comune per il segmento cruiser), nella misura 240/45 in doppia mescola, dà un enorme grip.

Comunque questa lunga, bassa e slanciata versione del Diavel è molto più rilassante da guidare rispetto alla sua sorella che rimane comunque in produzione: infatti, nel 2016, Ducati si aspetta di produrre un totale di 7000 esemplari di XDiavel, suddivisi in un 80/20% a favore della più costosa versione S, offerta a Euro 22.990, mentre il modello base costa Euro 19.990.

Allo stesso tempo, Ducati prevede, sempre nel 2016, di produrre 3000 esemplari del modello Diavel: in sostanza, quindi, realizzare una versione di cruiser con così tanti aspetti innovativi non significa in alcun modo sminuire il fascino che il Diavel riscuote grazie alle sue prestazioni sopra le righe.

Ducati_XDiavel (4)
Alan Cathcart alla guida dell’XDiavel di cui ha apprezzato le doti di coppia del motore e la qualità della ciclistica: tutt’altro che una moto da usare solo in rettilineo! La posizione di guida, molto comoda, la rende valida compagna anche nei tragitti più lunghi.

Se l’XDiavel conserva l’accelerazione strabiliante e la maneggevolezza della sua sorella, ha però un’erogazione più lineare ai bassi regimi, il che lo rende ancora più facile da guidare a basse velocità, come tanti dei suoi clienti apprezzeranno di fare. Consapevole che una moto con tale caratteristiche attirerà l’attenzione di motociclisti di ogni tipo, e di entrambi i sessi, Ducati ha reso la posizione di guida dell’XDiavel veramente adattabile, attraverso una scelta di quattro differenti posizioni delle pedane, cinque diverse selle in termini di altezza da terra, e tre manubri; è anche possibile montare un sedile del passeggero più comodo con un piccolo schienalino.

Tutto questo perché, come ha commentato in proposito l’Ing. Gherardi: “Una guida comoda completa il piacere di guidare a bassa velocità”.

Ducati ovviamente ha posto molta attenzione anche alla conformazione della sella, che si è dimostrata sufficientemente imbottita tanto da non dare spiacevoli fastidi durante l’intero giorno trascorso alla guida, nonostante quello che si potrebbe pensare considerata la posizione quasi orizzontale delle gambe. Noie che sono abbastanza comuni sulle altre cruiser: il segreto risiede nel fatto che la sella ha due differenti densità dell’imbottitura, una più dura nella parte inferiore, dando supporto per i giri più lunghi, e una più soffice nello strato superiore, risultando così confortevole in quelli più brevi.

La selezione del Riding Mode Urban, che taglia la potenza da 156 Cv a solo 100 Cv, si rende utile soprattutto in condizioni di bagnato, considerato come il settaggio del Traction Control, in questa modalità, sia particolarmente invasivo: in effetti, avrebbero fatto meglio a definirlo “Rain” considerato come sia poco adatto alla guida in condizioni di asciutto, anche in città: qui, la modalità Touring, che ristabilisce l’effettiva cavalleria, è da preferire, così come in ogni altra condizione normale, anche se indubbiamente c’è un bel po’ di adrenalina in più con la modalità Sport: in questo caso, è bene aggrapparsi al manubrio quando si dà un bel colpo di gas per partire a tutta dal semaforo o se si apre a manetta dopo una curva lenta.

In questi casi apprezzerete senz’altro la presenza di un efficace sistema di Traction Control quando la grossa gomma posteriore scava l’asfalto e la cruiser Ducati scatta in avanti come un razzo!

Ma l’XDiavel non è certo fatto solo per andare avanti in linea retta, riluttante a ogni cambio di direzione, come spesso accade con le altre Cruiser, dotate di una geometria dello sterzo penalizzante e di grosse gommone assai riluttanti ad accettare angoli di piega impegnativi.

Anche in questo caso, con un interasse così lungo e un’inclinazione di sterzo di 30°, ci sarebbe d’aspettarsi una moto con le sue belle difficoltà nel digerire le curve più strette, ma in realtà non è così.

Al contrario, questa è una moto con cui non si deve combattere per curvare: l’XDiavel si inserisce in curva con il minimo sforzo e mantiene la linea perfettamente, sia in velocità che alle andature più lente, tutto questo mentre le ben settate sospensioni assorbono qualsiasi imperfezione dell’asfalto.

E’ proprio questa curiosa qualità di saper coniugare gli opposti che la rende attraente e interessante da guidare!

2-37-XDIAVEL
A giudicare dalle foto, pare proprio che la porzione della sella dedicata al passeggero/a sia proprio ridotta al minimo. Questo potrebbe risultare un bel problema per la diffusione dell’XDiavel, in quanto appartiene a una tipologia di moto particolarmente utilizzata per viaggiare in coppia.

A differenza della Multistrada, in cui la modalità Sport è troppo aggressiva per il contesto in cui normalmente viene utilizzata la moto, la versione per l’XDiavel è su misura per una ripresa brillante e un’accelerazione autoritaria, ma sempre controllabile.

Comunque, alla guida della moto, si realizza presto come le migliori sensazioni si ottengano approfittando dell’abbondante coppia, gestendo le marce per rimanere in un arco fra i 3500 e gli 8000 giri/minuto, accompagnati dalla bella tonalità di scarico, anche se resa più sorda dagli obblighi dell’omologazione Euro 4; forse questo è anche il motivo per cui si è scelta la più silenziosa trasmissione finale a cinghia (la catena avrebbe potuto creare altri problemi in questo senso). Resta il fatto, che quello dell’XDiavel è probabilmente il sound più bello fra tutti i modelli attualmente a listino della Ducati.

La frenata è da riferimento, grazie al pacchetto Brembo, in questo caso ulteriormente assistito dal Bosch Cornering ABS di serie, che consente, qualunque sia la pressione effettuata sulla leva, di non arrivare al bloccaggio delle ruote in curva. Se vi aggiungete l’imponente interasse, ecco che si ottiene una grande stabilità, molto utile se vi capita, come al sottoscritto, di dover fermare l’XDiavel, lanciato a più di 120 Km/h in un tornante in discesa!

Ducati_XDiavel (1)
L’XDiavel è dotata dell’impianto frenante Brembo con dispositivo ABS 9.1MP Cornering, parte integrante del Ducati Safety Pack (DSP). L’ABS Cornering sfrutta la presenza della piattaforma inerziale IMU (Inertial Measurement Unit) Bosch per dosare in modo ottimale la potenza frenante della ruota anteriore e di quella posteriore anche in situazioni critiche e con la moto inclinata.

Il motore dispone di tanta coppia in basso ed è più pulito e più fluido nel modo in cui guadagna giri, in linea con il suo carattere. Tuttavia, il tutto prende un aspetto diverso quando si deve parzializzare il gas, come in una situazione di traffico: in questo caso, bisogna mantenere il regime sopra i 4000 giri; sotto a questo valore si avverte come la trasmissione tenda a strappare. Non è difficile capire il motivo di ciò, in quanto, nell’adottare la trasmissione finale a cinghia, gli ingegneri Ducati hanno mantenuto lo stesso rapporto pignone/corona (15/43) del Diavel, una moto che viene guidata in modo molto diverso, più aggressivo.

Il cliente tipico delle Cruiser ama inserire la marcia più alta possibile e guidare in scioltezza, dimenticandosi del cambio e anche su una moto performante come l’XDiavel sicuramente si aspetta di fare lo stesso. Ma in sesta marcia, a 4200 giri, con l’XDiavel si viaggia già a 110 Km/h e questo significa essere già al limite di velocità massima consentito in molti Paesi: questo rende senz’altro difficile l’uso della marcia più alta.

Se pensiamo, poi, che i 160 Km/h si raggiungono a solo 6200 giri, abbiamo chiaro come l’XDiavel dovrebbe avere, per la trasmissione a cinghia, l’equivalente di due o tre denti in più alla corona: così non solo avrebbe un’accelerazione ancora migliore, ma sarebbe più piacevole da guidare, senza costringere a procedere per lunghi tratti in quinta e anche quarta marcia.

Si tratterebbe di un problema semplice da risolvere, se non fosse che Ducati avrà già ordinato migliaia di cinghie per la trasmissione finale, e queste non possono essere certo allungate o accorciate come avviene con la vecchia cara catena!

Parlando di accelerazione, Ducati è consapevole che disporre di una bruciante partenza sia senz’altro indispensabile per i suoi futuri clienti, così ha integrato nei suoi sistemi elettronici il Ducati Power Launch, un sistema che garantisce di partire a tutta, senza i relativi rischi, vista la presenza del sistema IMU che regola l’erogazione del gas e del Ducati Traction Control: il tutto è azionabile grazie a un tasto posizionato sul lato destro del manubrio.

Come funziona questo sistema? Non ne ho la minima idea, perché Ducati non ci ha permesso di testarlo, probabilmente per paura degli Sceriffi locali!

Per il resto, l’XDiavel è praticamente esente da critiche, ed è evidente come inauguri così un nuovo segmento che potremmo definire come Supercruiser.

Sarà interessante vedere quali altri produttori raccoglieranno la sfida di realizzare un modello con un analogo livello di prestazioni. Dimenticate Harley, perché le loro esperienze con le poche vendite del modello VRod li convinceranno altrimenti, ma forse la Victory potrebbe accettare la sfida, specialmente quando avranno disponibile il motore otto valvole di 1200 cc che ha corso recentemente alla Pikes Peak.

Ma per Ducati, è evidente che l’XDiavel rappresenta il secondo passo lungo il sentiero delle Cruiser: il terzo forse sarà la concept bike DraXter presentata il gennaio scorso al Bike Show?

Inoltre, sicuramente non può essere sfuggito all’attenzione dell’Ing. Gherardi – né a quella del suo collega Stefano Tarabusi, Ducati Product Manager per la divisione Custom – che l’XDiavel si presterebbe bene a formare la base per una Custom Tourer, in particolare per realizzare una Bagger, oggi di gran moda.

Tutte le strade in questo senso restano aperte, come dimostra anche la collaborazione di Ducati con il californiano Roland Sands, guru del settore custom, per la realizzazione di una serie di accessori dedicati per l’XDiavel.

Ormai non c’è più niente che possa stupirci: dopo aver visto una Ducati da 156 Cv con le pedane avanzate, arriverà una Superbike dalla Royal Enfield?

L’XDiavel Ducati in un colpo d’occhio

XDiavel Base

12-01-XDIAVEL
La linea imponente ed aggressiva dell’XDiavel viene ulteriormente resa incisiva dal bellissimo scarico posto dietro il motore.

Colorazioni: Dark Stealth, telaio e ruote Mineral Grey.
Dotazioni: Testastretta DVT 1262, Inertial Measurement Unit (IMU) Bosch, impianto frenante Bosch-Brembo ABS 9.1MP Cornering, sospensioni regolabili, Riding Mode (Sport, Touring, Urban), Ducati Traction Control (DTC), Ducati Power Launch (DPL), Electronic Cruise Control, luci anteriori e posteriori full LED, cruscotto con schermo TFT.

XDiavel S

11-02-XDIAVEL-S
Fra le due versioni, esteticamente risalta la S, grazie ai cerchi e alle cartelle copricinghie lavorate. Certo che 3000 Euro in più non sono pochi…

Colorazioni: Thrilling Black con banda nero opaco e filetto rosso, telaio Mineral Grey e ruote nero lucido.
Dotazioni: Testastretta DVT 1262, Inertial Measurement Unit (IMU) Bosch, impianto frenante Bosch-Brembo ABS 9.1MP Cornering, pinze freno anteriori Brembo M50, sospensioni regolabili, forcella con riporto DLC sui foderi, Riding Mode (Sport, Touring, Urban), Ducati Traction Control (DTC), Ducati Power Launch (DPL), Electronic Cruise Control, luci anteriori e posteriori full LED. faro anteriore con DRL, cruscotto con schermo TFT, modulo Bluetooth per sistema infotainment, sella con rivestimento speciale, piastre telaio laterali e piastre porta-pedana forgiate e con lavorazioni a vista, forcellone anodizzato naturale e spazzolato, cerchi a 12 razze con lavorazioni a vista, motore nero lucido, cartelle copricinghia in alluminio con lavorazioni a vista, specchi retrovisori in alluminio ricavati dal pieno.

Foto Milagro

Lascia un commento