Quello che il battistrada dice e quello che tace
Il limite di legge per i motoveicoli è di 1,00 millimetri di profondità degli intagli principali, contro gli 1,6 previsti per le autovetture e gli 0,5 dei ciclomotori. Lo stabilisce l’articolo 237 del regolamento di attuazione del Codice della Strada, e conviene ricordarlo perché il valore che quasi tutti hanno in mente è quello delle quattro ruote. Gli indicatori TWI, i rilievi collocati dentro le scanalature principali, dicono quando quella soglia è stata raggiunta. È una verifica rapida, che però risponde a una domanda soltanto: quanta gomma sia rimasta. Sul comportamento di quella gomma non dice nulla.
Leggere l’età di uno pneumatico
L’invecchiamento della mescola procede anche a moto ferma: la gomma perde elasticità, si irrigidisce e l’aderenza cala, in modo più marcato sul bagnato e alle basse temperature. Un pneumatico può quindi avere un disegno ancora profondo ed essere già oltre il punto in cui lavorava bene.
Il codice DOT
Sul fianco, dentro un ovale, compare una sequenza che si chiude con quattro cifre. Le prime due indicano la settimana di produzione, le ultime due l’anno, per cui 2223 va letto come ventiduesima settimana del 2023. In Italia non esiste alcun limite di legge legato all’età di uno pneumatico, quindi il DOT non è una scadenza in senso normativo. Resta però l’unico dato oggettivo su quanto tempo quella mescola si porta dietro.
Che cosa consigliano costruttori ed enti di controllo
Le indicazioni non coincidono, e l’ampiezza della forbice dice già qualcosa. Michelin e Continental suggeriscono la sostituzione entro dieci anni dalla data DOT, a prescindere dallo stato del battistrada. Vredestein e il TCS svizzero abbassano la soglia a sei-otto anni. Per le coperture da moto il TÜV scende ancora, indicando in cinque o sei anni il limite consigliato anche con disegno integro. Su un punto la convergenza è piena: superati i sei anni conviene un’ispezione annuale dal gommista, pure quando la gomma sembra in ordine.
Il garage pesa quanto i chilometri
L’invecchiamento non procede alla stessa velocità per tutti, e qui il rimessaggio conta più della data di produzione. Raggi ultravioletti, escursioni termiche, prossimità a fonti di ozono come i motori elettrici, carichi statici che schiacciano sempre lo stesso punto della carcassa: sono queste condizioni a stabilire se una gomma di sei anni sia ancora valida. Un cavalletto che scarichi le sospensioni durante i mesi di sosta vale, sulla vita utile della copertura, più di molte accortezze prese in sella.
Sul piano pratico questo ribalta l’ordine con cui conviene acquistare. Su una moto usata poco ha senso partire dalla data di produzione invece che dal prezzo, verificando il DOT prima di ordinare e chiedendo al venditore quale lotto verrà spedito. Un catalogo online aiuta, perché permette di confrontare disponibilità e tempi di consegna senza muoversi (fra quelli con una sezione dedicata alle due ruote, www.euroimportpneumatici.com). Il criterio vale per qualsiasi canale: la data di produzione va chiesta prima, non scoperta al momento del montaggio.
Un ultimo dato, per dare la misura della posta. Il rapporto Aci-Istat sul 2025, diffuso il 24 luglio, conta 802 motociclisti deceduti sulle strade italiane, in calo del 3,4% sul 2024. Nessuna lettura del DOT sposta da sola quel numero. Quella lettura richiede dieci minuti, con la moto sul cavalletto.
