La Ducati all’ Isola di Man per il 101° Tourist Trophy

La Ducati all’ Isola di Man per il 101° Tourist Trophy

Parata storica al 101° Tourist Trophy, in occasione del cinquantenario dalla prima partecipazione della Ducati alla celebre corsa sul Mountain.

Il 101° anniversario del Tourist Trophy, la celebre corsa che si disputa da oltre un secolo sull’Isola di Man, ha segnato alcune importanti ricorrenze. Sono infatti trascorsi 50 anni esatti da quando la prima Ducati ha preso parte a questa manifestazione e 30 dalla storica vittoria di Mike Hailwood in sella alla 900 TT1.Per l’occasione, dunque, la Casa di Borgo Panigale…

Il 101° anniversario del Tourist Trophy, la celebre corsa che si disputa da oltre un secolo sull’Isola di Man, ha segnato alcune importanti ricorrenze. Sono infatti trascorsi 50 anni esatti da quando la prima Ducati ha preso parte a questa manifestazione e 30 dalla storica vittoria di Mike Hailwood in sella alla 900 TT1.

Per l’occasione, dunque, la Casa di Borgo Panigale è stata invitata dagli organizzatori affinché venerdì 6 giugno 2008 fosse effettuato un giro d’onore con quindici piloti in sella ad altrettanti mezzi prodotti dall’azienda bolognese. Una sorta di aperitivo che ha preceduto l’evento principale, vale a dire il Senior TT.

Partenza Parata Ducati con Fogarty sulla Desmosedici
Il via della parata storica Ducati, denominata “Desmo Demo”, che ha visto protagonisti i piloti legati alla Casa di Borgo Panigale di ieri e di oggi.

Nel 1958, quindi, Ducati schierò quattro 125 da Gran Premio che terminarono, nell’ordine, dalla seconda alla quarta posizione, dietro alla MV Agusta ufficiale del futuro campione del mondo Carlo Ubbiali. La monocilindrica trialbero Desmo più veloce del lotto, quella di Luigi Taveri, fu costretta infatti al ritiro mentre si trovava in testa alla corsa.

Tuttavia, quella gara segnò anche un altro debutto importante: quello di un giovane diciassettenne che in sella a una Paton 125 terminò in settima posizione: un certo Mike Hailwood!

Esattamente venti anni più tardi, invece, Mike the Bike, come era stato soprannominato nel frattempo, coronò il suo ritorno alle competizioni motociclistiche, dopo una parentesi con le automobili, vincendo contro Phil Read e la sua Honda nella Formula 1 TT.

Per celebrare questa ricorrenza, dunque, il figlio di Mike, Dave, che si dedica a tempo pieno al restauro di moto storiche, è stato invitato a guidare una moderna Sport Classic nella parata storica, con sua madre Pauline a fare il tifo.

Devo ammettere che mi è scesa qualche lacrima quando l’ho visto partire. – ha ammesso la vedova di Hail-wood – Quel gesto ha riportato alla mia memoria un sacco di ricordi, molti dei quali belli, ma anche alcuni molto tristi. Il padre di Dave, infatti, sarebbe stato orgoglioso di partecipare a un simile evento, avendo la possibilità di guidare in un posto che lui amava profondamente.

David-Hailwood-+-mum-Pauline
Il figlio di Mike Hailwood, Dave, insieme alla madre Pauline. Dave ha compiuto un giro di pista in sella a una Sport Classic con il numero 12, come quello che aveva il padre quando colse la fantastica vittoria del 1978.

Per l’occasione, anche il sottoscritto è stato invitato a partecipare al “Desmo Demo”, come è stata soprannominata la parata Ducati, in sella a una Supermono sponsorizzata dall’australiana Vee Two con la quale ho gareggiato fino a circa dieci anni fa, pur non avendo mai corso all’Isola di Man con quella moto.

Così, la mia partecipazione è voluta essere un tributo a un altro celebre interprete della Ducati Supermono, il neozelandese Robert Holden, l’ultimo vincitore al TT in sella a una Ducati e purtroppo scomparso proprio su questo circuito nel 1996. Un altro di quelli che avrebbe partecipato molto volentieri a questo evento.

Alan Cathcart con la Supermono concessa da Vee Two
Il nostro collaboratore Alan Cathcart, autore dell’articolo, in sella alla Supermono che gli è stata messa a disposizione dall’australiana Vee Two e con la quale ha percorso il giro d’onore riservato ai piloti Ducati.

Mi sono ritrovato al fianco comunque tanti personaggi illustri che hanno percorso insieme a me un giro del Manx. Peccato che, per motivi di sicurezza, questo sia avvenuto dietro a una pace car che, se non altro, non andava così piano!

Personaggi del calibro del quattro volte campione del mondo TT F2 e sette volte vincitore al TT Tony Rutter a bordo della sua 750 TT1 motorizzata Pantah con la quale finì terzo nel campionato del mondo TT F1 del 1984.

Tony_Rutter_TT2
Tony Rutter in sella alla stupenda TT2 con la quale ha raccolto tanti successi proprio sull’Isola di Man.

C’era anche il figlio di Tony, Michael (anch’egli vincitore del TT), in sella a una 1098 R sponsorizzata dall’organizzatore della North West 200 con la quale corre nel campionato Superbike britannico. “Darei qualsiasi cosa per partecipare al Senior TT quest’oggi, piuttosto che percorrere un giro ad andatura ridotta dietro a mio padre, – ha dichiarato ironicamente Michael – ma i miei sponsor vogliono che mi concentri sul BSB.

Michael Rutter figlio di Tony Rutter in sella alla Ducati 1098
Michael Rutter, figlio del celebre Tony (quattro volte campione del mondo TT F2), con la 1098 che utilizza nel campionato Superbike inglese.

L’unica moto che ha partecipato al Senior TT a non essere una quattro cilindri giapponese era la 1098 del pilota tedesco Karsten Schmidt, che ha concluso trentatreesimo subito dopo aver partecipato alla “Desmo Demo”. Nonostante non sia stato un risultato eclatante, è opinione comune che Schmidt abbia ravvivato la gara, come ha testimoniato l’ovazione della folla nei suoi confronti. “Io ho una GSX-R750, – spiega John Jones, uno degli spettatori – ma credo sia un peccato che non ci sia varietà tra le moto che partecipano al Senior TT: sembrano tutte uguali quando passano.

Anche Armand Regnat, possessore di una Moto Guzzi, dice la sua: “Dovrebbero costituire una categoria a parte per le moto che hanno un suono come si deve, specialmente considerando il fatto che un giro dura diversi minuti e i piloti passano quasi sempre da soli davanti al pubblico. Quando passava Schmidt i tifosi facevano la ola e si entusiasmavano ancora più di quando vedevano arrivare McGuinness, che poi ha vinto!

Kieran Dealy, irlandese a bordo di una Kawasaki, era entusiasta: “La parata dei piloti Ducati è stata davvero fantastica. Speravo che gli facessero percorrere un altro giro e, soprattutto, che permettessero a Fogarty di superare la pace car dopo che in un paio di occasioni stava per atterrare con la ruota davanti della sua Desmosedici RR sul tetto della macchina!

Il quattro volte campione del mondo della Superbike, infatti, ha avuto a disposizione una replica stradale della V4 da MotoGP per esibirsi davanti al suo pubblico. Si trattava della prima apparizione di Foggy in sella a una Ducati da quando, alla fine del 2002, le strade della Casa di Borgo Panigale e quella del pilota dagli occhi di ghiaccio si erano divise, con quest’ultimo impegnato nell’allestimento del team con il quale ha fatto correre, con alterne fortune, le Petronas a tre cilindri nel campionato del mondo Superbike.

Dieci anni prima, invece, quando aveva già vinto quattro volte il TT, compresa la doppietta del 1990 nella Formula 1 e nella classe Senior, Fogarty ingaggiò un’epica battaglia con Steve Hislop. King Carl vinse per soli quattro secondi e andò a stabilire il nuovo record del tracciato a oltre 200 Km/h di media, primato rimasto imbattuto dal 1992 al 1999!

Nonostante abbia vinto 59 gare nel Mondiale SBK, Fogarty non aveva mai guidato una Ducati sul Mountain, dunque il “Desmo Demo” è sembrata l’occasione più adatta per rimediare a questa mancanza.

Solo una cosa è stata sbagliata: a bordo della Desmosedici RR con l’inevitabile numero 1, Fogarty è partito in testa alla parata, con il resto dei piloti che ricevevano il via a intervalli di dieci secondi l’uno dall’altro. Così, arrivato a Quarter Bridge, Foggy si è trovato davanti la pace car, alla quale si è dovuto accodare per il resto del giro, esibendosi in lunghissimi monoruota che hanno letteralmente mandato in delirio la folla.

Carl Fogarty parata Desmosedici RR
Fogarty non ce l’ha fatta proprio a mantenere un’andatura da parata!

E’ davvero un peccato che abbia raggiunto la pace car così presto. – ha avuto modo di dichiarare Fogarty al termine della manifestazione – Volevo imbastire un piccolo show per il mio pubblico, ma era impossibile farlo a 100 Km/h! Mi ricordo ancora perfettamente quasi tutto il tracciato, perciò avrei potuto tenere un’andatura piuttosto veloce, dal momento che la Desmosedici stradale è una moto davvero eccezionale: bella da guidare, stabile e performante, anche se quando mi rannicchiavo dietro al cupolino sono venuti fuori alcuni dolori relativi agli infortuni accumulati in tanti anni di carriera. Tuttavia, questo è un posto talmente magico che, alla fine, gli acciacchi passano in secondo piano. Bisogna infatti concentrarsi molto nella guida perché non ci sono margini di errore. Oggi non ho nulla da dimostrare, visto che sono stato l’ultimo pilota ad aver vinto il TT e il titolo mondiale in Superbike. Credo che in futuro non succederà più una cosa del genere, anche se sarei curioso di vedere cosa riuscirebbero a fare piloti come Corser e Bayliss su questo circuito.

A completare la parata in compagnia di King Carl c’erano anche Jamie Witham a bordo di una 888 Superbike del 1990, Trevor Nation (vincitore del TT per due volte), in sella a una 851 pressoché originale, e Ian Simpson, che ha guidato una 916 sponsorizzata dalla Red Bull con la quale ha colto più di una vittoria nel campionato Superbike britannico.

Paul Smart in sella all'omonima Sport Classic Ducati.
Paul Smart in sella all’omonima Sport Classic Ducati. Smart non ha mai vinto il TT, ma vi ha partecipato per due anni di fila.

Il vincitore della 200 Miglia di Imola Paul Smart non ha mai vinto il Tourist Trophy, ma ha partecipato comunque alla parata Ducati in sella a una (cos’altro altrimenti?) Paul Smart Replica 1000 della famiglia Sport Classic, pronunciandosi in termini positivi su questa esperienza: “Questo posto è speciale, anche se dovrebbero metterci idealmente sopra un’etichetta che recita: dannoso per la salute! – ha commentato scherzosamente – In ogni caso, il pubblico sembra gradire e questo è l’importante. Ricordo ancora parte del circuito perché ci ho corso nel 1967 e nel 1968, ma ho incontrato la pace car proprio quando iniziavo a prenderci gusto. Mi sarebbe piaciuto continuare ancora per qualche giro, ma mia moglie Maggie (sorella di Barry Sheene, ndr), non era della stessa idea!

Per quanto mi riguarda, posso confermare che l’idea della pace car non è stata certo delle migliori. Fortunatamente, però, anche se all’inizio si pensava che dovessi partire per terzo, alla fine, mi hanno fatto partire penultimo, davanti alla sola Ducati di Michael Rutter, che aveva il numero 200.

Ciò ha significato che per almeno tre quarti del tracciato ho potuto guidare come volevo prima di raggiungere la pace car e, a parte un’imbarcata dovuta alle gomme ancora da rodare a Quarter Bridge, e una quasi uscita di pista mentre stavo salendo May Hill un po’ troppo entusiasticamente verso Ramsey, devo dire che ho provato delle bellissime sensazioni guidando su un circuito così fascinoso e per di più a bordo della mia moto preferita.

Un altro dei piloti invitati alla parata era niente meno che Sammy Miller. Con le sue settantatré primavere, Miller era il pilota più anziano del gruppo, oltre che l’unico rappresentante della spedizione Ducati al TT del 1958.

Sammy portò la sua 125 in quarta posizione, prima di diventare il pilota di trial più vittorioso della storia. Miller era alla guida di una 900 SS perfettamente restaurata per l’occasione, la numero 6 dei duecento esemplari costruiti nel 1978. Sfortunatamente, Miller è caduto a Waterworks e la sua moto è finita sopra il muro di sacchi di sabbia posto sopra i cespugli, con una dinamica che avrebbe meritato un 10 e lode da parte di una giuria di ginnastica artistica se avesse effettuato la manovra deliberatamente.

Sammy Miller
Sammy Miller, settantatré anni suonati, è uno dei rappresentanti della prima spedizione Ducati sull’Isola di Man, avvenuta esattamente cinquanta anni fa.

La cosa ancora più incredibile, però, è che l’anziano pilota è uscito da un volo di tre metri al di là delle protezioni miracolosamente illeso: “Quando guidi una moto da trial per tanti anni impari a limitare i danni in caso di caduta!” ha dichiarato, un po’ indolenzito, ma ancora vispo, e adesso avrà il suo bel da fare per rimettere a posto la moto che gli era stata prestata da Rob Hartman: per fortuna, Miller è titolare di un’officina dove vengono realizzati mirabili restauri, e dunque non dovrebbe avere problemi in tal senso (www.sammymiller.co.uk).

Un ducatista che ha vissuto un episodio a lieto fine è Orville Rule, vincitore del premio per la migliore Mike Hailwood Replica MHR1000 iscritta al DOC TT Rally e premiato con un posto nella parata in sella alla stessa moto con cui ha vinto il concorso. “Sono davvero sbalordito per ciò che è successo. – spiega – Per me rappresenta un sogno che si trasforma in realtà, poter ricordare il grande Mike guidando la mia moto sullo stesso circuito che lo vide trionfare esattamente trenta anni fa!

“Hailwood sarebbe stato molto fiero di partecipare a un evento simile: vedere suo figlio sulle strade del TT in sella a una Ducati con lo stesso numero è stato emozionante.”

Facendo un paragone tra la sua replica stradale del 1980 e la Ducati con la quale Hailwood vinse il TT del 1978, ottimamente assistita dalla Sports Motorcycles di Steve Wynne, non si può fare davvero a meno di concordare con la decisione di farlo correre nella “Desmo Demo”. Un tributo doveroso.

Per celebrare il cinquantesimo anniversario dalla prima partecipazione al Tourist Trophy, Ducati ha anche allestito una mostra di moto storiche all’interno del padiglione Noble’s Park, posto accanto al paddock del TT.

Questa collezione comprendeva anche alcuni pezzi di inestimabile valore provenienti direttamente dal Museo della fabbrica bolognese e controllati dallo sguardo attento del curatore del Museo, Livio Lodi.

Oltre alla moto con la quale Hailwood trionfò all’Isola di Man nel 1978, e alla 250 con bicilindrico parallelo trialbero Desmo che fu realizzata appositamente per Mike nel 1960, sono stati esposti rari esemplari di 125 monocilindrici Desmo ufficiali, come quelli che la Casa italiana impiegò in occasione del suo debutto al TT esattamente cinquanta anni fa. C’erano poi la 888 con la quale Doug Polen ha vinto il Mondiale Superbike nel 1992 e la 916 con cui si è aggiudicato la corona iridata Carl Fogarty.

Tuttavia, la moto che ha attirato più attenzione di tutte è stata la Desmosedici GP7 con la quale Casey Stoner si è laureato campione del mondo MotoGP lo scorso anno.

A tal proposito, Fogarty ha commentato: “Secondo me dovevano accenderla e farmela guidare durante la parata storica al posto della versione stradale!” Naturalmente, i propositi del quattro volte campione del mondo sono stati ignorati!

Il successo della parata storica Ducati al TT di quest’anno, con ogni probabilità, farà sì che iniziative di questo tipo vengano ripetute anche in futuro, visto che di anniversari da celebrare ce ne sono davvero molti. Chi sarà il prossimo, dunque?

 

Foto di Ducati UK

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